Fermo pesca ricci di mare, Pagliaro (FdI): 'Serve un punto sui monitoraggi, per valutare azioni di ripopolamento e controlli'
"Serve un 'tagliando' alla Legge regionale sul fermo pesca triennale dei ricci di mare, in vigore in Puglia dal 5 maggio 2023. Una legge guardata come esempio virtuoso da altre Regioni, che fu approvata dall’intero Consiglio su mia proposta, dopo averla condivisa con mondo scientifico, pescatori e ristoratori. L’obiettivo è favorire il ripopolamento dei ricci a rischio estinzione, dalla cui presenza dipende l’equilibrio dell’ecosistema marino. I ricci sono veri e propri 'spazzini del mare' perché ripuliscono i fondali da sedimenti e alghe, e con il loro movimento contribuiscono alla formazione del paesaggio marino. Ora, a meno di due mesi dallo scadere della legge, è necessario valutarne gli esiti per un’eventuale proroga, per evitare di vanificarne gli effetti positivi emersi dai monitoraggi effettuati nel corso del 2025 dal dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali dell’Università del Salento nell’ambito di un progetto di dottorato di ricerca, naturale prosecuzione di una collaborazione con Arpa Puglia nell’ambito del progetto regionale 'Il Pescatore Ecologico'' ha dichiarato, in una nota, il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, il quale ha chiesto un’audizione in Commissione Pesca.
"È importante conoscere i dati dei monitoraggi, pertanto ho chiesto di convocare in Commissione Pesca un’audizione a cui prendano parte l’assessore alla Pesca Francesco Paolicelli e i funzionari regionali competenti, insieme al professor Stefano Piraino, direttore del dipartimento di UniSalento che ha condotto il progetto di ricerca, e al responsabile del Centro Regionale Mare di Arpa Puglia, Nicola Ungaro. Ma, se si deve programmare una fase 2 della legge, chiediamo innanzitutto che i pescatori con licenza siano ristorati sin da subito e siano coinvolti nel nuovo piano di monitoraggio e ripopolamento. Chiediamo inoltre risorse specifiche per intensificare l’azione di controllo e repressione delle forze dell’ordine impegnate a far rispettare il divieto di pesca dei ricci, che in questi tre anni ha portato a numerosi e ingenti sequestri e sanzioni. E chiediamo anche di finanziare e realizzare la campagna di informazione e sensibilizzazione a tappeto contro la pesca illegale, che era prevista ma è rimasta inattuata. La Regione potrebbe attingere alle risorse Feampa, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (che per la Puglia ammonta a 9 milioni di euro) per finanziare con circa 900mila euro (300mila per tre anni), tramite affidamento diretto, il progetto di ricerca e monitoraggio di UniSalento, che prevede l’individuazione di un sito idoneo e il coinvolgimento del Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Bari, di Arpa Puglia e dei pescatori con licenza, insieme a Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza. Mi auguro che in Commissione si possa fare presto il punto su tutti questi aspetti, programmando per tempo la proroga del fermo pesca dei ricci che è vitale per il ripopolamento intrapreso" ha dichiarato ancora il consigliere regionale Paolo Pagliaro.
