Inaugurati a Santa Maria Hospital di Bari gli Ambulatori Solidali: al via la “banca del tempo” per le persone più fragili


BARI - Sono stati inaugurati oggi, mercoledì 4 marzo 2026, gli Ambulatori Solidali all’interno di Santa Maria Hospital di Bari, un progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione VEERA, Caritas Diocesana di Bari-Bitonto – Pastorale della Salute, GVM Care & Research e Santa Maria Hospital, con l’obiettivo di offrire accesso a prestazioni sanitarie specialistiche a persone in condizioni di fragilità economica e sociale, riducendo le disuguaglianze e mettendo a disposizione un supporto concreto a chi, altrimenti, faticherebbe a curarsi.

L’iniziativa ha dato vita a una vera e propria “banca del tempo”: medici, infermieri, personale amministrativo e operatori sanitari della struttura hanno scelto, su base volontaria, di donare parte del proprio tempo per garantire prestazioni sanitarie e assistenziali gratuite.

“Questo protocollo rappresenta un impegno concreto per la cura della persona nella sua totalità - dichiara don Giovanni Caporusso - Presidente Fondazione Caritas Bari - Bitonto ETS - unendo le risorse del privato al cuore solidale del terzo settore. Insieme, miriamo a creare una rete di assistenza accessibile e di qualità, contribuendo al benessere della comunità locale”.

L’ambulatorio è stato allestito all’interno della piastra ambulatoriale di Santa Maria Hospital di Bari, struttura di GVM Care & Research accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale.

Le prestazioni, che saranno erogate in giornate e orari che saranno definiti in base al calendario, riguarderanno discipline specialistiche presenti nella struttura, tra cui cardiologia, cardiochirurgia e ambiti multispecialistici.

“Ogni giorno nei nostri ospedali constatiamo quanto la salute sia un bene fragile e prezioso. Sapere che le competenze di un gruppo sanitario di eccellenza come GVM Care & Research possono diventare un aiuto concreto per chi vive una condizione di difficoltà ci riempie di orgoglio e di gioia – dichiara il prof. Giuseppe Speziale, vicepresidente di GVM Care & Research e cardiochirurgo a Santa Maria Hospital di Bari -. Gli Ambulatori Solidali nascono dalla volontà di non lasciare indietro nessuno e di trasformare professionalità, esperienza e tecnologia in un gesto di cura autentico verso la comunità”.

L’accesso al servizio è rivolto a persone in grave marginalità, senza dimora, migranti, soggetti in situazioni economiche di difficoltà. I cittadini interessati potranno rivolgersi alla Caritas Diocesana, che provvederà alla valutazione delle richieste e all’eventuale invio agli ambulatori.

L’accesso al servizio sarà gestito dallo sportello SICAR HUB, il servizio dedicato all’orientamento e all’accompagnamento verso i servizi psico-sociosanitari del territorio. Sarà sufficiente recarsi nella sede della Caritas Diocesana di Bari-Bitonto, in viale Ennio 2 a Bari, dove, al termine di un colloquio con gli operatori sociali e qualora emergano necessità di prestazioni sanitarie, la persona verrà indirizzata all’ambulatorio solidale di Santa Maria Hospital.

"Le povertà oggi hanno spesso il volto di chi deve scegliere se fare la spesa o pagare una visita medica o degli esami specialistici, viste le lunghe liste di attesa. Con questo protocollo - dichiara don Lino Modesto Direttore Caritas diocesana Bari-Bitonto - vogliamo ribadire che la salute è un diritto universale, non un privilegio per pochi”.

La cerimonia inaugurale degli ambulatori solidali si è svolta alla presenza di Sua Eccellenza il Vescovo della Diocesi di Bari-Bitonto Mons. Giuseppe Satriano e dell’Amministratore Delegato di Santa Maria Hospital, Eleonora Sansavini, che hanno simbolicamente aperto l’ambulatorio e inaugurato la nuova cappella realizzata all’interno della struttura. A seguire, un momento di saluto agli ammalati nei reparti.

“Parlare di banca del tempo oggi significa restituire centralità alla dimensione umana della cura - ha dichiarato Eleonora Sansavini, Amministratore Delegato di Santa Maria Hospital -. Viviamo un’epoca caratterizzata da ritmi frenetici, sia professionali sia personali. In questo contesto, la scelta del nostro personale sanitario di donare ore del proprio tempo a chi è meno abbiente e in difficoltà rappresenta un valore aggiunto autentico. Non è solo un gesto di solidarietà, ma un modo concreto per riaffermare che la sanità deve rimanere prima di tutto relazione, ascolto e responsabilità verso la comunità”.

Con l’inaugurazione degli Ambulatori Solidali, Santa Maria Hospital rafforza il proprio impegno sociale sul territorio, promuovendo un modello di sanità che integra competenza clinica e attenzione alle persone più vulnerabili, in stretta collaborazione con enti, istituzioni e associazioni del territorio.


Il Mosaico della Solidarietà

Il nostro Arcivescovo Mons. Giuseppe Satriano presso la Clinica del gruppo GVM Care & Research - Santa Maria Hospital di Bari ha inaugurato il progetto di un ambulatorio solidale presso la Clinica che vede la collaborazione tra il Gruppo GVM, Veera Foundation, la Caritas diocesana, la Fondazione Caritas e il servizio diocesano per la pastorale della salute.

A tale ambulatorio potranno accedere le persone in difficoltà e ai margini del nostro territorio diocesano. L’Arcivescovo ha anche benedetto la nuova cappella della struttura sanitaria affidata ai Padri Rogazionisti del Villaggio del Fanciullo di Bari e alla comunità della parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Bari.

Trattasi di un segno della Provvidenza in questo tempo così complesso a favore delle persone ammalate, un segno che vede riproposta in pienezza l’originaria identità medica.

Dal mio punto di vista si tratta della costruzione di un vero “Mosaico della Solidarietà”: la realtà è dinamica e mutevole, per cui noi non possiamo se non essere flessibili e costruire insieme il mosaico cangiante del mondo, consapevoli che la solidarietà è una conquista della nostra coscienza.

La Solidarietà, che significa la possibilità di non lasciar solo l’Altro nella disperazione e aprire le porte della speranza, ma per essere efficace deve, volta per volta, analizzare, leggere e interpretare la realtà, ascoltare profondamente la domanda d’aiuto, ponendosi degli obiettivi e un preciso programma di interventi.

Ma prima di giungere al senso e significato profondo del Mosaico della Solidarietà dobbiamo riconoscere che l’Altro in stato di fragilità, sia il vicino di casa che lo straniero, ci porta in dono se stesso che ci “costringe” ad affrontare questioni radicali (uguaglianza, libertà, rispetto della dignità, solidarietà) e ad interrogarci sul “senso” delle nostre scelte e dei nostri comportamenti.

In definitiva donano senso alle inesauribili domande di un’accoglienza essenziale in momenti di estrema necessità quale può essere una malattia. Nel comunicato si legge che “Santa Maria Hospital di Bari offre un progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione VEERA, Caritas Diocesana di Bari-Bitonto – Pastorale della Salute, GVM Care & Research e Santa Maria Hospital, con l’obiettivo di offrire accesso a prestazioni sanitarie specialistiche a persone in condizioni di fragilità economica e sociale, riducendo le disuguaglianze e mettendo a disposizione un supporto concreto a chi, altrimenti, faticherebbe a curarsi.”

Si tratta dunque di affrontare insieme sempre un sentire doloroso, senza la cui consapevolezza non è possibile costruire l’immagine completa del Mosaico della Solidarietà.

È l’atto solidaristico cosciente e responsabile a costituire lo strumento di trasformazione dell’esistente e la profonda realizzazione della propria e altrui storia. Ed è qui che si gioca davvero l’essere “efficaci” in un mondo dominato dalla sete di “potere” che naviga sul delirio di un’onnipotenza narcisistica con il rischio di scivolare nell’abisso del nulla.

Eleonora Sansavini non a caso ha affermato che “Non è solo un gesto di solidarietà, ma un modo concreto per riaffermare che la sanità deve rimanere prima di tutto relazione, ascolto e responsabilità verso la comunità”.

Ecco, è la relazione di aiuto che cura nel prendersi cura amorevolmente dell’Altro, come si apprende dall’etimo sanscrito della parola “cura”. Il prof. Speziale ha poi “toccato il cuore” sollecitando la centralità della Persona nel rapporto Medico-Paziente. Trattasi ovviamente di una prospettiva anche formativa del medico a tal proposito.

Fondamentale è dunque la consapevolezza dell’Identità medica le cui radici “ippocratiche” sembrano dimenticate data la burocratizzazione in cui sembrano smarrirsi alcuni.

E sulla riscoperta della “verità del nostro essere umani” l’intervento dell’Arcivescovo è stato di magistrale insegnamento.

Riscoprire l’Identità di tutti nel Mosaico della Solidarietà è essenziale affinché la stessa solidarietà sia davvero efficace.

Di qui la necessità di scendere fino al principio del primo sogno, là dove sia per noi che per l’Altro in stato di fragilità non si è dissolta la notte e non è ancora sorta l’alba, sì da immaginare un nuovo giorno.

“Le persone in difficoltà” stanno dietro la porta di casa a volte con una grande dignità e ci dicono con la loro presenza che non tutto può essere regolato dal profitto, dal denaro, dal consumo per cui operazioni come queste diventano segni di un potere forte ed educativo intanto per la nostra personale coscienza e per chi investe sulla banca del tempo.

Nella logica cristiana il dono del tempo costruisce l’esistenza non solo nostra ma anche degli altri: spazio in cui Dio intercetta l’umano… non più Kronos, una realtà che divora i giorni, i minuti e gli anni, ma diventa Kairos, spazio vitale per trovare se stessi, la verità su se stessi.

Ha poi concluso ricordando che Papa Francesco aveva notato che nell’immagine della Madonna della Odegitria custodita in Cattedrale la Vergine copre delicatamente la nudità del Bambino.

In un momento di disumanizzazione, meglio di emersione del preumano, in cui proprio il “terrore” è il primum movens dell’annientamento della personalità, del nome, del corpo, della psiche e finanche della sepoltura, Mons. Satriano ci invita a coprire le “nostre nudità” perché la vita è il bene più prezioso, e la salute è onnicomprensiva e non ha riferimento certamente alla dimensione edonistica alla quale i media ci hanno abituato.

Il rispetto per la persona umana è centrale nel discorso della “convivialità” delle differenze. Ma la reciprocità e la comprensione presuppongono un ascolto diverso dell’Altro attraverso un ascolto di sé.

È questo il focus centrale del dialogo e dell’aiuto efficace nell’articolato mosaico della solidarietà.

Santa Fizzarotti Selvaggi