Nola piange Domenico, il bimbo di due anni morto dopo un trapianto fallito: grande partecipazione a funerali
NOLA - Grande commozione a Nola per l’ultimo saluto a Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto all’ospedale Monaldi di Napoli a seguito di un trapianto fallito. La cerimonia funebre si è svolta nel Duomo della città alla presenza di istituzioni, cittadini e membri della comunità.
Tra le autorità presenti, la premier Giorgia Meloni, il sindaco di Nola Andrea Ruggiero, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano. La celebrazione è stata officiata dal vescovo di Nola Francesco Marino e dall’arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia, che aveva assistito la famiglia nei giorni precedenti e impartito l’estrema unzione al piccolo.
Sul sagrato del Duomo e all’interno della chiesa si sono vissuti momenti di grande partecipazione: lacrime, applausi e magliette con il volto di Domenico hanno accompagnato il feretro. Sulla piccola bara era presente una lettera scritta da un bambino: "Troverai degli angeli che giocheranno con te".
Nell’omelia, il vescovo di Nola ha sottolineato il dolore e la rabbia della comunità, invitando a non cedere al giustizialismo privato: "La sofferenza non si cura mai con il risentimento, il male non si vince con altro male, il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta". Ha rivolto parole di conforto ai genitori, Antonio e Patrizia, ricordando l’importanza di prendersi cura del cuore degli altri con delicatezza e responsabilità.
All’esterno della chiesa, uno striscione dei gruppi organizzati del Nola Calcio recitava: "Tutto questo non ha alcun senso, che nulla resti impunito. Il tuo ricordo in eterno mai sbiadito. Giustizia per Domenico". Presenti anche una delegazione del Napoli con il calciatore Pasquale Mazzocchi e il club manager Antonio Sinicropi.
La comunità di Nola ha così dato l’ultimo saluto a Domenico, il piccolo "guerriero" ricordato da tutti per la sua forza e la sua innocenza, in una giornata segnata da commozione, riflessione e partecipazione collettiva.
