Omicidio Petrone, Comune di Bari e Anpi esclusi dall’udienza sull’archiviazione
BARI - Il Comune di Bari e l’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) sono stati esclusi dalla partecipazione all’udienza di opposizione alla seconda richiesta di archiviazione per l’omicidio di Benedetto Petrone, ucciso a coltellate a 18 anni in piazza Massari il 28 novembre 1977 da un gruppo di matrice fascista.
Lo ha deciso il gip Gabriella Pede, stabilendo che i due enti non possano essere considerati persone offese nel procedimento.
A distanza di 49 anni dai fatti, la Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone. A loro carico vi sarebbero alcune intercettazioni dalle quali emergerebbe un possibile coinvolgimento nell’omicidio. Tuttavia, secondo il procuratore capo Roberto Rossi, pur in presenza di indizi e dopo le indagini svolte per chiarire le singole posizioni, gli elementi raccolti non sarebbero sufficienti – in vista di un eventuale processo – per sostenere una richiesta di condanna.
Una posizione contestata dall’avvocato Michele Laforgia, legale della famiglia Petrone, che si è opposto alla richiesta di archiviazione chiedendo ulteriori accertamenti.
Le difese degli indagati, rappresentate dagli avvocati Roberto Eustachio Sisto, Angelo Loizzi, Luca Bruno – tutti dello studio FPS – e Mimmo Di Ciaula, interverranno nella prossima udienza fissata per il 13 maggio.
