Policlinico di Bari: in calo le violenze sugli operatori sanitari


BARI – Gli episodi di violenza contro gli operatori sanitari al Policlinico di Bari registrano un calo significativo negli ultimi due anni. La prevalenza di personale che ha subito aggressioni è passata dal 51,0% al 31,5%, come emerso durante l’evento “Gestire la violenza per curare meglio: strategie di prevenzione, contenimento e risposta in favore di operatori sanitari e socio-sanitari nelle aree a rischio”.

Lo studio è stato condotto dall’unità operativa di Medicina del Lavoro, diretta dal prof. Luigi Vimercati, nell’ambito del programma nazionale Italian Total Worker Health (ITWH), finanziato dal Ministero della Salute tramite il PNRR. Su un campione di 200 operatori, sono stati somministrati i questionari WHO (WVHS) e NIOSH WellBQ, già utilizzati a livello regionale nel 2024, per valutare multidimensionalmente sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro.

I dati mostrano che la violenza verbale resta la forma più frequente, coinvolgendo circa il 92% degli episodi, mentre le molestie sessuali registrano un leggero calo, dall’1,9% all’1,5%. Nei contesti ad alta criticità, come il Pronto Soccorso, la riduzione è particolarmente significativa, passando dal 76,3% al 58,6%, grazie a interventi mirati come l’introduzione dell’infermiere di accoglienza e processo e la riorganizzazione dei percorsi.

I dati confermano che le azioni messe in campo stanno producendo effetti concreti”, ha dichiarato il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo. “Abbiamo lavorato su più livelli: dalla sicurezza organizzativa alla relazione con l’utenza, consapevoli che la prevenzione della violenza passa anche da una migliore qualità dell’accoglienza e della comunicazione”.

Tra le misure adottate, Sivo ha evidenziato il protocollo con la Prefettura, che consente un intervento più rapido delle forze dell’ordine, e l’attivazione di canali di comunicazione strutturati con i familiari dei pazienti, comprensivi di numero dedicato e sportello attivo.

“Abbiamo inoltre investito nella formazione degli operatori, nella miglioramento dei percorsi di accoglienza e accesso e nella segnaletica interna”, ha aggiunto Sivo. “Queste azioni contribuiscono a ridurre le tensioni e a creare un ambiente di cura più sicuro, sia per i pazienti sia per i professionisti”.

Il calo registrato rappresenta un segnale positivo sull’efficacia delle strategie messe in campo e un incoraggiamento a proseguire nella promozione della sicurezza e del benessere degli operatori sanitari.