A Brindisi il 27 aprile 2026 la festa per i 55 anni de 'Il Manifesto'


1971-2026, 55 anni di battaglie per i diritti, per la Pace e al fianco del popolo palestinese

BRINDISI - Lunedì 27 aprile 2026 alle ore 18.00, presso l’ex Convento di Santa Chiara a Brindisi (nei pressi del Duomo), si inaugurerà l’emeroteca "anni 70" con i festeggiamenti per i 55 anni del quotidiano "Il Manifesto" e un dibattito con il pubblico sul tema "il Manifesto e la libertà di stampa, oggi". Agli storici militanti brindisini del gruppo politico "il Manifesto" sarà donata una copia originale del giornale dell’epoca.

Una iniziativa organizzata dall’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS in collaborazione con Yeahjasi!, SantaSpazioCulturale e la Biblioteca del Vicolo.

Antonio Camuso, che condurrà il dibattito, presenterà l’Emeroteca "anni 70" (di cui è il curatore), depositata presso i locali dell’ex-Convento di Santa Chiara, consistente in oltre tremila copie di giornali della "Nuova Sinistra", tra i quali, duemila de "il Manifesto" testimonianti un decennio, "il lungo 68" denso di battaglie per il diritto al lavoro, alla salute, per l’emancipazione femminile, contro i tentativi neofascisti, stragisti e golpisti di sovvertire le istituzioni ed instaurare un regime autoritario in Italia.

Il 28 aprile 1971 usciva in edicola il primo numero del quotidiano "il Manifesto" e fu subito un successo, grazie alla sua particolare e coraggiosa linea editoriale che aveva radici nell’impegno politico di uomini e donne dalle idee non conformi. Un esempio di coraggio e coerenza che ha permesso a "il Manifesto" di essere oggi l’unico sopravvissuto dei quotidiani nati nell’esperienza della Nuova Sinistra e "non avere nessun sponsor, nessun editore che comanda, nessun favore da restituire".

Ma si parlerà anche di lotte per la Pace e di solidarietà al popolo palestinese e a tutti i popoli oppressi o aggrediti, ieri il Vietnam e oggi l’Iran, dagli USA, Israele e dai complessi militar-industriali interessati a lucrare su morti e distruzioni causate dalle guerre. Invitiamo tutti a partecipare all’iniziativa, intervenendo al dibattito.