Daniela De Vita (intervista): «...la recitazione è verità, non bisogna fingere, anche se non è la realtà»


NICOLA RICCHITELLI -
Ci sono attrici che interpretano ruoli e attrici che si lasciano scegliere dai personaggi.

La nostra ospite di oggi appartiene a questa seconda categoria. Cresciuta a pane e teatro, ha portato la sua energia e il suo “sogno coraggioso” fino al grande schermo, senza mai perdere la semplicità e il legame profondo con la sua Napoli.

Tra adrenalina, mistero e una carriera costruita passo dopo passo, la vediamo oggi protagonista nel daily drama più amato d’Italia, Un Posto al Sole, dove veste i panni della travolgente Stella, un personaggio che sta affrontando un’evoluzione ricca di colpi di scena. Ma il suo percorso non si ferma qui: l’abbiamo recentemente ammirata in “Malavia”, un progetto dal respiro internazionale firmato da Nunzia De Stefano e Matteo Garrone, che ha segnato un traguardo fondamentale nella sua crescita autoriale.
Oggi ci racconta la sua evoluzione: dai debutti in teatro fino al successo quotidiano in TV e ai sogni realizzati nel cinema d’autore.

Come descriveresti il tuo impatto con il set di Un Posto al Sole?
R: «Innanzitutto grazie per quest’intervista. Il mio impatto sul set lo descriverei divertente, forte, pieno di adrenalina ed energia, ero molto concentrata e non vedevo l’ora di immergermi in questa avventura, che vi garantisco non solo è bella ma divertente allo stato puro».

Cosa dobbiamo aspettarci dall’evoluzione del tuo personaggio, Stella?
R: «Stella ne combina delle belle, ma per ora non posso dare nessuna anticipazione».

Hai recentemente parlato del debutto sul grande schermo come di un “sogno coraggioso”. Qual è stata la sfida più grande nel passare dai tempi della soap a quelli del cinema?
R: «La recitazione è verità, non bisogna fingere, anche se non è la realtà, che sia soap, cinema o teatro. Per me è importante essere vera innanzitutto e vivere tutto intensamente, al di là del contesto in cui interpreto e vivo un personaggio».

Il pubblico ti ricorda per il ruolo iconico nel Commissario Ricciardi. Quanto quel personaggio ha influenzato il modo in cui scegli i tuoi ruoli oggi?
R: «In realtà non scelgo i ruoli, sono i ruoli che scelgono me, come una magia. C’è qualcosa di così intimo con ciò che interpreto e con ciò che mi appartiene che non me lo so spiegare, anche se sono diversa e simile allo stesso tempo con tutti i personaggi che mi capitano».

Hai iniziato in teatro nel 2001. Cosa porti della disciplina teatrale sui set televisivi ogni mattina?
R: «Il teatro è fondamentale. È la base, il teatro è la vita, è la scuola, ti insegna l’ascolto del prossimo e di te stesso, è terapeutico, ti insegna che anche se siamo diversi sul palco siamo tutti uguali. Il teatro ti fa sperimentare te stesso e senza questo ora forse non saprei muovermi come faccio. Soprattutto il teatro è disciplina: ti insegna il rispetto e l’educazione per l’arte, questo mi ha aiutato molto».

Quanto è stata fondamentale l’esperienza a "Teatro Azione" per costruire la tua identità di attrice professionista?
R: «Teatro Azione è un’accademia d’arte drammatica. Come ho detto prima mi ha dato disciplina e mi ha fatto conoscere la storia del teatro e il rispetto verso di essa. Mi ha spinto a essere libera e a non avere timore di nulla, perché il teatro è l’espansione di sé».

Come vivi l’improvviso aumento di popolarità e il rapporto con i fan che seguono quotidianamente le tue vicende in TV?
R: «Lo vivo con molta semplicità, per me non è cambiato nulla, nel senso che io sono sempre la stessa. Cerco di dialogare con i miei fan. Penso che sia importante per loro e per noi: per loro perché parlare con una persona che ammiri ti dà felicità, e per noi perché se qualcuno ci ammira bisogna essere grati».

Sembri attratta da personaggi con sfumature misteriose. Cosa cerchi in una sceneggiatura per dire “sì” a un progetto?
R: «Innanzitutto mi deve piacere il personaggio che mi affidano e la storia oltre che il percorso. Mi piace pensare che il ruolo abbia qualcosa che ha a che fare con le mie sfumature, seppur potrebbe essere completamente diverso dalla me di tutti i giorni».

Sei un’attrice che lavora molto in produzioni ambientate al Sud. Che rapporto hai con Napoli e le atmosfere dei set partenopei?
R: «Con Napoli ho un rapporto meraviglioso, nel senso che la mia città vive dentro di me sotto tutte le sue sfumature. Le atmosfere dei set partenopei sono super divertenti: alcune in cui ho partecipato sembrano un teatro, perché essendo alcuni attori partenopei come me si trasforma il momento fuori dal set in un altro film, però comico».

C’è un genere cinematografico (o un regista specifico) con cui non hai ancora lavorato e che rappresenta il tuo prossimo obiettivo?
R: «Mi piacerebbe essere protagonista di un film d’azione stile americano».

Dopo anni di gavetta e studio, cosa diresti a una ragazza che oggi decide di iscriversi a una scuola di recitazione?
R: «Di non mollare mai e di ascoltare solo la sua voce interiore».

In Malavia lavori con Nunzia De Stefano e Matteo Garrone. Com’è stato far parte di un progetto dal respiro così autoriale e internazionale?
R: «È stato semplicemente un grande sogno a occhi aperti».