Elisa Giugno trovata morta nel Pavese, i dubbi dell’amica: “Quel rapporto era tossico”
PAVIA – Desta ancora molti interrogativi la morte di Elisa Giugno, la ragazza di 22 anni di Voghera trovata senza vita in un campo nel territorio di Cecima. Mentre proseguono le indagini dei carabinieri, emergono le parole della migliore amica della giovane, che racconta timori e preoccupazioni legati al rapporto con il 23enne ascoltato dagli investigatori.
Intervistata dalla trasmissione Ore 14 su Rai 2, l’amica ha spiegato di aver più volte messo in guardia Elisa. “Lei doveva venire a vivere con me a San Marino. Era una ragazza bellissima e gentile. L’ultima volta che ha letto un mio messaggio è stata il 21 aprile. Da allora non l’ho più sentita. Non ho mai visto di persona questo ragazzo, ma ci ho parlato al telefono e le dicevo che non era una persona sana cui stare vicino”.
Secondo il racconto, tra i due ci sarebbe stato un rapporto complicato e segnato da continui contrasti. “Ogni volta che si rivedevano succedeva qualcosa: litigavano oppure lui spariva per mesi. Sono stati insieme per due mesi, poi avevano deciso di restare amici. Ma era un’amicizia tossica”.
La giovane aggiunge che Elisa sarebbe stata molto legata emotivamente al ragazzo. “Lui era sempre arrabbiato con lei perché non faceva ciò che voleva. Litigavano spesso. Lei era dipendente emotivamente da lui. Non capisco come potesse dire di volerle bene”.
Intanto i carabinieri hanno sequestrato l’abitazione del 23enne e la sua automobile. Il giovane, al momento non indagato, è stato sentito a lungo per chiarire gli ultimi spostamenti della 22enne.
Agli investigatori avrebbe dichiarato: “Elisa è stata a casa mia a Cecima per una settimana. L’ho vista l’ultima volta venerdì 24 aprile. Poi se n’è andata senza spiegazioni e non l’ho più vista”.
Il suo racconto modificherebbe la tempistica iniziale della scomparsa, collocandola non più al 23 aprile ma al 25 aprile. Quando il corpo è stato ritrovato in fondo a una scarpata, accanto alla ragazza c’erano la borsa, lo zaino, il cellulare e tutti gli effetti personali.
Fondamentale sarà ora l’autopsia, che dovrà chiarire la natura delle ferite riscontrate sul corpo e stabilire se siano compatibili con un’aggressione, una caduta accidentale, un malore improvviso o un gesto estremo. Gli investigatori, al momento, non escludono alcuna ipotesi.
