Maxi-inchiesta “Codice Interno”: intrecci tra mafia, politica e azienda pubblica a Bari
BARI - Emergono nuovi dettagli dalla maxi-inchiesta Codice Interno, che ha portato alla luce un sistema articolato di rapporti tra criminalità organizzata, politica e imprenditoria nel territorio barese.
Al centro dell’indagine figura l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, già condannato a 9 anni per voto di scambio politico-mafioso e tentata estorsione. Secondo quanto emerso da migliaia di ore di intercettazioni, Olivieri avrebbe avuto un ruolo chiave nel coordinare rapporti tra ambienti istituzionali e clan locali.
Tra i soggetti coinvolti nelle conversazioni compare Michele De Tullio, che aspirava a una promozione interna nell’AMTAB per poter “parlare con i vertici”. Le registrazioni, ora agli atti del processo con rito ordinario che coinvolge 15 imputati, delineano una presenza significativa della famiglia mafiosa clan Parisi all’interno della municipalizzata.
Tra gli imputati figurano anche Maria Carmen Lorusso, moglie di Olivieri, e il padre Vito Lorusso. Le intercettazioni evidenziano come i clan intervenissero nella gestione interna dell’azienda, risolvendo conflitti tra dipendenti e favorendo l’assunzione di affiliati o familiari in posizioni strategiche.
Un quadro che si estenderebbe anche a eventi pubblici rilevanti come la Fiera del Levante 2018, dove – secondo le indagini – sarebbero stati coinvolti soggetti legati ai clan nella gestione operativa.
L’inchiesta, coordinata dai pm antimafia Fabio Buquicchio e Marco d’Agostino, conferma un quadro di infiltrazione sistemica nella società pubblica, attualmente sottoposta a commissariamento proprio a seguito dello scandalo giudiziario.
L’indagine resta in corso e punta a chiarire ulteriormente responsabilità e ramificazioni del sistema emerso.