Miccolis introduce il congedo mestruale retribuito: un modello innovativo di welfare nel trasporto pubblico


BARI - Miccolis S.p.A. annuncia l’introduzione del congedo mestruale retribuito per tutte le proprie lavoratrici, posizionandosi tra le prime aziende del trasporto pubblico locale in Italia ad adottare una misura strutturata di welfare inclusivo. L’iniziativa, operativa da aprile 2026, nasce da un accordo siglato con le principali sigle sindacali del settore e rappresenta un passo concreto verso una maggiore attenzione alla salute e al benessere delle lavoratrici.

La misura prevede fino a 24 giorni l’anno di assenza retribuita al 100% (due al mese), senza alcun impatto su ferie o permessi. A differenza di altri modelli, l’azienda ha scelto un approccio basato sulla semplificazione e sulla fiducia: sarà infatti sufficiente un solo certificato medico annuale, evitando procedure burocratiche ripetitive per ogni singola richiesta.

L’accordo è stato sviluppato in collaborazione con le organizzazioni sindacali di categoria, tra cui CGIL, CISL e UIL, e prevede anche un sistema di monitoraggio congiunto per garantire l’equilibrio tra benessere delle lavoratrici ed efficienza del servizio.

Secondo la direzione aziendale, l’introduzione del congedo mestruale non rappresenta un beneficio accessorio, ma un intervento di equità che riconosce una specifica condizione biologica. L’obiettivo è superare tabù ancora diffusi e costruire un ambiente di lavoro più inclusivo, in cui la persona venga considerata nella sua interezza.

Dal punto di vista operativo, la misura assume particolare rilevanza in un settore come quello del trasporto pubblico, dove concentrazione, attenzione e condizioni psicofisiche adeguate sono elementi fondamentali per la sicurezza. Favorire il benessere delle lavoratrici significa quindi anche migliorare la qualità complessiva del servizio offerto ai cittadini.

Con questo accordo, Miccolis S.p.A. si conferma tra le realtà più avanzate nel panorama del trasporto pubblico locale, risultando la prima azienda tra Puglia e Basilicata a formalizzare questo tipo di congedo. L’iniziativa apre la strada a una possibile evoluzione dei modelli contrattuali nei servizi pubblici essenziali, dimostrando che innovazione organizzativa e qualità del servizio possono procedere insieme.

L’esperienza pugliese si propone così come modello replicabile, con l’auspicio che il congedo mestruale retribuito possa diventare uno standard diffuso nel settore, contribuendo a una reale parità di genere nel mondo del lavoro.