Noci, i silent book parlano senza parole: chiusa la mostra “Final Destination Lampedusa”


Cinquanta opere da tutto il mondo per raccontare inclusione, dialogo e futuro attraverso le immagini

Si è conclusa domenica 12 aprile, negli spazi dell’ex Palazzo comunale di via Porta Putignano, la mostra di silent book “Final Destination Lampedusa, dal mondo a Lampedusa e ritorno”, inaugurata lo scorso 28 marzo in occasione di una giornata di formazione dedicata ai libri senza parole. L’iniziativa rientrava nel progetto “Noci: Radici di Cultura, Germogli di Lettura”, promosso dal Comune di Noci e finanziato dal Centro per il libro e la lettura e dal Ministero della Cultura.

L’esposizione itinerante ha portato a Noci cinquanta opere provenienti da oltre trenta Paesi dei cinque continenti ed è parte del progetto “IBBY Silent Books. Destinazione Lampedusa”, promosso da IBBY Italia in collaborazione con IBBY International. Nato nel 2012, il progetto mira a selezionare i migliori silent book pubblicati a livello globale per dar vita a una biblioteca destinata a bambini e ragazzi sull’isola di Lampedusa.

Un luogo simbolico, Lampedusa, che rappresenta tutte le frontiere e tutti i margini: qui la lettura diventa strumento di incontro, ponte tra culture e occasione per richiamare l’attenzione sui bisogni di chi cresce lontano da contesti ricchi di stimoli culturali. In questa prospettiva, il progetto assume un valore che va oltre la promozione del libro, configurandosi come un vero e proprio presidio educativo e sociale.

Al centro della mostra, i silent book: libri illustrati privi di testo che affidano alle immagini la costruzione del racconto. Un linguaggio immediato e universale, capace di superare ogni barriera linguistica e culturale. In queste opere il lettore non è spettatore passivo, ma diventa parte attiva del processo narrativo: interpreta, immagina, collega, costruisce significati. È proprio questa dimensione aperta a rendere i silent book strumenti preziosi nei contesti interculturali e nei percorsi educativi.

Non è un caso che tali libri siano sempre più utilizzati in scuole, biblioteche e centri di accoglienza: il loro “silenzio” non rappresenta una mancanza, ma uno spazio fertile, in cui ogni lettore può riconoscersi e dare forma alla propria esperienza.

Durante la mostra vi sono stati anche degli incontri di lettura ad alta voce riservati a gruppi di bambine/i dai 3 ai 5 anni e dai 6 ai 9 anni a cura del collettivo Fatti di carta / Mai content*

Soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa dalla consigliera comunale delegata alla Cultura, Marta Jerovante, che nella giornata conclusiva ha affidato anche ai social una riflessione significativa: «Non abbiamo bisogno di parole. Certamente, delle parole che mortificano, che brutalizzano, delle parole menzognere noi tutti faremmo volentieri a meno. Gli spazi che hanno ospitato la mostra sono ad ogni modo solo apparentemente silenziosi».

Jerovante ha evidenziato come i libri esposti abbiano restituito parole e valori spesso dimenticati: scoperta, dubbio, domande, utopia, relazione, ascolto, attenzione, umanità, futuro, “no borders… nessuna frontiera”. Un richiamo al ruolo della cultura anche come forma di impegno civile: «Forse non si dovrebbe trasformare ogni proposta culturale in un atto politico. Tuttavia, se smettessimo di fare Politica con la Cultura, tanto varrebbe dichiarare una resa definitiva».

Nel suo intervento, la consigliera ha inoltre ringraziato quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa: il direttore della Biblioteca comunale Giuseppe Basile, la coordinatrice del progetto Roberta Mansueto, la libraia e animatrice culturale Annalisa Colucci, le operatrici della cooperativa SoleLuna Domenica Gabriele e Loretta Tinelli, i volontari del Servizio Civile Universale impegnati nel progetto “In Reading 2024”, la responsabile del Settore socio-culturale Alina Liuzzi, la referente dell’Ufficio Cultura Ivana Quarato, l’architetto Gianni Palattella e il volenteroso e sempre disponibile Domenico Gentile.

Si chiude così un’esperienza significativa per la comunità locale, capace di lasciare una traccia che va oltre l’evento espositivo. In un tempo segnato da comunicazioni veloci e spesso divisive, i silent book ricordano la forza di un linguaggio essenziale e condiviso: quello delle immagini, capace di parlare a tutti, senza bisogno di traduzioni.

Il progetto “Noci: Radici di cultura, germogli di lettura” proseguirà con altre attività che saranno annunciate a breve.

Sono partner del progetto : Libreria Fatti di carta, ASP Sgobba, Noah Residenze, CRAP Il Germoglio, Società cooperativa SoleLuna e tutti gli istituti scolastici di Noci. Collaborano anche i volontari del Servizio civile universale.