Ricordo della scrittrice e attrice Rosa Lettini
VITTORIO POLITO – Due anni fa ci lasciava Rosa Lettini (Bari, 2
febbraio 1935-13 aprile 2024), docente, attrice, scrittrice, cultrice del
dialetto barese e mia carissima amica.
Con il marito, lo scrittore e commediografo Domenico Triggiani (Bari, 1929- 2005), ha condiviso per tutta la vita la passione per le lettere e il teatro.
Jacques Maritain in un’opera dedicata alla moglie Raissa scrive: “Dilectae Gertrudi - Raissae meae. Dimidium animae Dimidium operis effecit”. Credo che Domenico Triggiani avrebbe potuto dire lo stesso della moglie Rosa, sua musa ispiratrice, principale interprete dei suoi lavori teatrali e coautrice con lui di vari romanzi. Del resto, su due volumi di sue opere teatrali si leggono, rispettivamente, queste bellissime dediche: “A Rosa, silenziosa compagna della mia vita, preziosa ispiratrice della mia arte” e “A Rosa, che con me divide ansie e speranze nel difficile cammino dell’arte”.
Regista del dramma “L’Arciguardiano” di Domenico Triggiani, aiuto- regista e voce recitante nel musical “Donne al potere” (testo di Triggiani, musiche del M° Ignazio Civera) - rappresentato in prima assoluta al Teatro Petruzzelli di Bari nel 1983 -, Lettini, componente del “Gruppo Teatrale Levante”, è stata impareggiabile interprete, in ruoli da protagonista, di molti lavori teatrali di Triggiani: dal dramma “Peccati di Provincia” (rappresentato anche al Teatro Piccinni di Bari nel 1984), alle commedie dialettali “Le barìse a Venèzie”, “La candìne de Ciànna Ciànne”, “All’àneme de la bonàneme!” e “U madremònie de Cellùzze”, con centinaia di spettacoli in tutti i maggiori teatri pugliesi.
Ha recitato altresì in altre rappresentazioni teatrali, come “Scherzando e sorridendo con Karl Valentin”, con la regia di Rocco Servodio, direttore del “Teatro Popolare di Bari”.
Con il suo “Mimì” ha scritto a quattro mani i romanzi “Il virus del passato”, “Il giudice Pandis-Un’odissea nel tempo”, “In diretta dall’inferno”, ambientato a Bari, nonché “Da Adame ad Andriòtte”, romanzo storico-satirico in vernacolo barese che racconta la storia del mondo dalla creazione ai giorni nostri, con uno scoppiettante susseguirsi di battute e salaci commenti.
In collaborazione con chi scrive ha, poi, pubblicato il volumetto “Pregáme a la barése-Preghiamo in dialetto barese” (Levante), una raccolta illustrata delle comuni preghiere del cristiano tradotte nel nostro dialetto, e ha altresì curato la grafìa dialettale di poesie, racconti e commedie di vari autori, tra cui “La capasèdde” di Giovanni Panza, pubblicata nel volume “Puglia Mitica”, a cura di Francesco De Martino (Levante).
Ha scritto inoltre la prefazione di diversi libri, come la raccolta di poesie in dialetto barese di Gaetano Mele “Parole al vento”, in seguito ripubblicata nella traduzione italiana.
Lo studio del dialetto barese, a partire dagli inizi degli anni ’80, è stato, in effetti, una delle grandissime passioni di Rosa Lettini, insignita di numerosi premi e riconoscimenti per la sua attività letteraria, come l’onorificenza di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine “Al merito della Repubblica italiana”: il suo obiettivo è stato quello rendere i testi in dialetto accessibili ad un’ampia platea, grazie ad una grafìa tesa ad agevolarne la lettura e la comprensione.
Da ultimo, ha applicato questa metodologia, frutto di approfondite ricerche, nell’edizione critica di tutti i lavori teatrali di Domenico Triggiani, realizzata in collaborazione con il figlio Nicola, Ordinario di Diritto processuale penale e docente nel Master in Giornalismo dell’Università di Bari Aldo Moro.
L’opera, intitolata “A spasso nel Teatro di Domenico Triggiani” e pubblicata poco dopo la sua scomparsa nella Linea editoriale “Leggi la Puglia” del Consiglio regionale pugliese (Cacucci Editore, 2025), racchiude infatti, in un raffinato cofanetto di tre volumi, oltre a nove lavori teatrali in lingua, ben tredici commedie in dialetto barese e sta riscuotendo grande successo da parte della critica e dei lettori.
Vi è anche una preziosa appendice su come scrivere, leggere e comprendere il dialetto barese e un utile glossario essenziale Barese- Italiano, sicché può concludersi che Rosa Lettini abbia davvero contribuito in maniera importante, nel corso degli anni, alla elaborazione di regole grammaticali e ortografiche che risultano ora condivise dalla maggior parte degli autori e scrittori dialettali.
Con il marito, lo scrittore e commediografo Domenico Triggiani (Bari, 1929- 2005), ha condiviso per tutta la vita la passione per le lettere e il teatro.
Jacques Maritain in un’opera dedicata alla moglie Raissa scrive: “Dilectae Gertrudi - Raissae meae. Dimidium animae Dimidium operis effecit”. Credo che Domenico Triggiani avrebbe potuto dire lo stesso della moglie Rosa, sua musa ispiratrice, principale interprete dei suoi lavori teatrali e coautrice con lui di vari romanzi. Del resto, su due volumi di sue opere teatrali si leggono, rispettivamente, queste bellissime dediche: “A Rosa, silenziosa compagna della mia vita, preziosa ispiratrice della mia arte” e “A Rosa, che con me divide ansie e speranze nel difficile cammino dell’arte”.
Regista del dramma “L’Arciguardiano” di Domenico Triggiani, aiuto- regista e voce recitante nel musical “Donne al potere” (testo di Triggiani, musiche del M° Ignazio Civera) - rappresentato in prima assoluta al Teatro Petruzzelli di Bari nel 1983 -, Lettini, componente del “Gruppo Teatrale Levante”, è stata impareggiabile interprete, in ruoli da protagonista, di molti lavori teatrali di Triggiani: dal dramma “Peccati di Provincia” (rappresentato anche al Teatro Piccinni di Bari nel 1984), alle commedie dialettali “Le barìse a Venèzie”, “La candìne de Ciànna Ciànne”, “All’àneme de la bonàneme!” e “U madremònie de Cellùzze”, con centinaia di spettacoli in tutti i maggiori teatri pugliesi.
Ha recitato altresì in altre rappresentazioni teatrali, come “Scherzando e sorridendo con Karl Valentin”, con la regia di Rocco Servodio, direttore del “Teatro Popolare di Bari”.
Con il suo “Mimì” ha scritto a quattro mani i romanzi “Il virus del passato”, “Il giudice Pandis-Un’odissea nel tempo”, “In diretta dall’inferno”, ambientato a Bari, nonché “Da Adame ad Andriòtte”, romanzo storico-satirico in vernacolo barese che racconta la storia del mondo dalla creazione ai giorni nostri, con uno scoppiettante susseguirsi di battute e salaci commenti.
In collaborazione con chi scrive ha, poi, pubblicato il volumetto “Pregáme a la barése-Preghiamo in dialetto barese” (Levante), una raccolta illustrata delle comuni preghiere del cristiano tradotte nel nostro dialetto, e ha altresì curato la grafìa dialettale di poesie, racconti e commedie di vari autori, tra cui “La capasèdde” di Giovanni Panza, pubblicata nel volume “Puglia Mitica”, a cura di Francesco De Martino (Levante).
Ha scritto inoltre la prefazione di diversi libri, come la raccolta di poesie in dialetto barese di Gaetano Mele “Parole al vento”, in seguito ripubblicata nella traduzione italiana.
Lo studio del dialetto barese, a partire dagli inizi degli anni ’80, è stato, in effetti, una delle grandissime passioni di Rosa Lettini, insignita di numerosi premi e riconoscimenti per la sua attività letteraria, come l’onorificenza di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine “Al merito della Repubblica italiana”: il suo obiettivo è stato quello rendere i testi in dialetto accessibili ad un’ampia platea, grazie ad una grafìa tesa ad agevolarne la lettura e la comprensione.
Da ultimo, ha applicato questa metodologia, frutto di approfondite ricerche, nell’edizione critica di tutti i lavori teatrali di Domenico Triggiani, realizzata in collaborazione con il figlio Nicola, Ordinario di Diritto processuale penale e docente nel Master in Giornalismo dell’Università di Bari Aldo Moro.
L’opera, intitolata “A spasso nel Teatro di Domenico Triggiani” e pubblicata poco dopo la sua scomparsa nella Linea editoriale “Leggi la Puglia” del Consiglio regionale pugliese (Cacucci Editore, 2025), racchiude infatti, in un raffinato cofanetto di tre volumi, oltre a nove lavori teatrali in lingua, ben tredici commedie in dialetto barese e sta riscuotendo grande successo da parte della critica e dei lettori.
Vi è anche una preziosa appendice su come scrivere, leggere e comprendere il dialetto barese e un utile glossario essenziale Barese- Italiano, sicché può concludersi che Rosa Lettini abbia davvero contribuito in maniera importante, nel corso degli anni, alla elaborazione di regole grammaticali e ortografiche che risultano ora condivise dalla maggior parte degli autori e scrittori dialettali.
