SemiotiGram: sui social il 41% dei follower è sospetto, pubblicità sprecata per 4,1 miliardi di dollari


ROMA – Nei social media il consenso non sempre si misura: spesso si costruisce. È questo il tema al centro del nuovo contenuto pubblicato su SemiotiGram, il progetto Instagram diretto dalla semiologa Bianca Terracciano, che analizza i linguaggi digitali attraverso gli strumenti della semiotica.

Secondo un’analisi condotta da HypeAuditor su 8,7 milioni di profili social, il 41% degli account presenta attività considerate sospette o fraudolente. Un dato che apre interrogativi non solo economici, ma anche culturali e comunicativi.

Fake follower e pubblicità sprecata

Il fenomeno dei follower falsi non riguarda soltanto vanity metrics e reputazione online. Le ricadute economiche sono rilevanti: secondo le stime riportate da SemiotiGram, oltre 4,1 miliardi di dollari vengono dispersi ogni anno in investimenti pubblicitari indirizzati verso account fake, inattivi o automatizzati.

A rendere ancora più complesso il quadro è l’evoluzione tecnologica. Marco Camisani Calzolari segnala che il 58% delle frodi digitali sarebbe oggi generato da bot basati su intelligenza artificiale, sempre più sofisticati e difficili da identificare.

Il numero come simbolo di consenso

L’analisi proposta da SemiotiGram evidenzia come i follower non rappresentino più soltanto un pubblico, ma un segno di autorevolezza.

Nel sistema digitale attuale, il numero di seguaci viene spesso interpretato come indice di credibilità, influenza e rilevanza pubblica. Ma se quei numeri sono manipolabili, anche la percezione del consenso può diventare artificiale.

Secondo questa lettura:

  • più follower significa maggiore autorevolezza percepita
  • maggiore autorevolezza genera più visibilità
  • più visibilità produce ulteriore consenso apparente

Un meccanismo circolare che tende ad autoalimentarsi.

Dalla quantità alla simulazione

Il fenomeno dei fake follower non è nuovo, ma oggi assume una dimensione diversa. Se in passato si trattava soprattutto di account comprati o inattivi, l’intelligenza artificiale consente ora la creazione di profili sempre più realistici, in grado di simulare comportamenti umani credibili.

Questo rende più opaca la distinzione tra utenti autentici e identità costruite.

L’effetto di realtà nei social

Dal punto di vista semiotico, SemiotiGram parla di “effetto di realtà”: qualcosa appare vero non perché lo sia realmente, ma perché si comporta come se lo fosse.

In questo scenario, non è indispensabile che il consenso sia reale. È sufficiente che risulti visibile, coerente e plausibile agli occhi del pubblico.

Il progetto SemiotiGram

SemiotiGram nasce all’interno del corso di Semiotica dei media del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma e propone contenuti divulgativi dedicati ad arte, moda, musica, meme, cibo, crime, viaggi e cultura digitale.

L’obiettivo è offrire una lettura critica dei nuovi linguaggi contemporanei e delle narrazioni che influenzano la percezione collettiva online.