A Foggia torna MOUE: il design sociale protagonista con “Design fuori fuoco”

FOGGIA - Prende il via a Foggia la seconda edizione di “MOUE — Design fuori fuoco”, il primo festival di grafica sociale della città, nato per connettere progettazione, attivismo e istituzioni culturali.

Un appuntamento che propone il design come strumento di impegno civile, capace di generare valore sociale e attivare comunità, andando oltre la dimensione economica. L’edizione 2026 invita a ripensare il progetto grafico come pratica aperta e inclusiva, attenta a ciò che resta ai margini: persone, luoghi e storie spesso invisibili.

Il festival nasce dalla collaborazione tra Accademia di Belle Arti di Foggia e l’associazione Generact, con la coorganizzazione del Comune di Foggia e il patrocinio di AIAP. Coinvolge studenti di grafica e psicologia, professionisti e realtà associative del territorio, rafforzando il dialogo tra formazione e comunità.

Cantieri, mostre e dialoghi

Il programma si articola in più momenti. Dall’11 al 13 maggio spazio ai “Cantieri”, cuore operativo del festival: nove laboratori di design sociale diffusi, sviluppati insieme a enti pubblici, associazioni e cittadini.

Il 14 maggio, dalle ore 15, al Palazzetto dell’Arte Andrea Pazienza saranno presentati i risultati dei laboratori, insieme agli interventi istituzionali e alla restituzione artistica del murale di Giovanni Albanese.

Nella stessa giornata saranno inaugurate le mostre, tra cui “Grafica a parte”, dedicata alle pioniere della grafica italiana spesso escluse dalla narrazione ufficiale, e due esposizioni curate dagli studenti su sperimentazione tipografica e temi sociali contemporanei.

Il 15 maggio sarà invece il momento dei “Dialoghi”, con protagonisti del design e della comunicazione visiva italiana, chiamati a confrontarsi su innovazione sociale, editoria indipendente e parità di genere.

Spazio urbano e partecipazione

Tra le iniziative più significative, la call for poster “Marginalità Ø”, aperta a tutti, che porta il festival nello spazio urbano e riflette sulle dinamiche centro-margine. Una selezione dei lavori sarà ospitata dal Museo TAM.

Il programma include anche momenti collettivi come il “Simposio” del 14 maggio, pensato come occasione di incontro tra cittadini e partecipanti, e l’After Party del 15 maggio, che chiuderà il festival con musica dal vivo e dj set.

MOUE si conferma così un laboratorio culturale diffuso, capace di unire progettazione, formazione e partecipazione, rafforzando il ruolo del design come leva di trasformazione sociale e costruzione di comunità.