Bari, 'La Settimana Santa': venerdì evento di chiusura della mostra del Petruzzelli



BARI - Venerdì 15 maggio alle 19.00 a Palazzo San Michele (Strada San Benedetto, 15) avrà luogo l’evento di chiusura della Mostra “La Settimana Santa. Fra manufatti e musica, la fede popolare nel Meridione d’Italia, dal Seicento ad oggi”, organizzata dalla Fondazione Teatro Petruzzelli in collaborazione con il Gruppo Presepisti San Nicola. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

La mostra, inaugurata il 2 aprile scorso, con un concerto del Quartetto di Ottoni della Fondazione Teatro Petruzzelli, composto da Alessio Puglisi, Massimiliano Campoli (trombe), Bartolomeo Mercadante, Francesco Tritto (tromboni). ha proposto 100 opere d’arte antiche e contemporanee, registrando 3.000 visitatori.

L’incontro conclusivo si aprirà con il saluto del maestro Nazzareno Carusi, sovrintendente della Fondazione Teatro Petruzzelli, seguirà una introduzione del professor Dinko Fabris, musicologo e consulente del settore Patrimoni culturali della Fondazione Teatro Petruzzelli, che coordinerà la conferenza conclusiva, articolata in tre diverse conversazioni:

“La passione nell’arte, visione e metamorfosi”, di Attilio Canta, curatore della mostra e presidente del Gruppo Presepisti San Nicola, 

“I suoni della Devozione: la funzione delle bande nel Sud Italia, a partire dalle origini borboniche”, di Annamaria Bonsante musicologa e docente del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, 

“Dall’adorazione della cenere alla custodia del fuoco: la banda fra tradizione e innovazione”, di Ugo Sbisà, critico musicale e docente del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari.

In apertura e chiusura dell’incontro è previsto un intervento musicale a cura del Quartetto vocale Faraualla che eseguirà Il canto e la cura (G. Schiavone, G. D'Ambrosio, C. Pastanella) e Inno alla Desolata (Domenico e Vitaliano Iannuzzi).

L’idea di fondo dell’esposizione è stata quella di offrire al pubblico l’opportunità di ammirare una preziosa selezione di opere antiche e contemporanee che ripercorresse la sacralità dei riti religiosi dell’Italia meridionale. Un percorso che, attraverso l’iconografia della morte e del dolore, preparava al Mistero della Resurrezione, espediente “teatrale” usato sapientemente, in passato, per avvicinare anche i fedeli meno scolarizzati ai racconti evangelici della Passione di Cristo. 

Coprotagonista del percorso è stata la selezione musicale dedicata alla storia significativa e ricca di suggestione delle “bande” nell’Italia meridionale, con la rilevanza del loro suono e del loro colore, all’interno di una tradizione scritta e colta. Quel linguaggio bandistico del Mezzogiorno che irrompe con forza anche in teatro, nell’orchestra del melodramma ottocentesco, spesso per merito di musicisti pugliesi, con particolare riferimento alla tradizione musicale della Settimana Santa.

Le opere selezionate con cura sono state concesse a titolo gratuito da istituzioni religiose e museali pugliesi, artisti contemporanei attivi nel panorama internazionale dell’arte sacra, collezioni privati. 

Dai crocifissi d’epoca, oggetti sacri ed iconici, densi del pathos che contraddistingue questo particolare periodo dell’anno, ai diorami pasquali che raffigurano le scene della Passione, della Morte e della Resurrezione, realizzati da valenti maestri attivi nel panorama dell’arte presepiale italiana e internazionale. Dalle Madonne Addolorate, ai Misteri, protagonisti delle processioni e oggetto di una devozione profonda ed antica che sopravvive anche in tempi moderni. Senza dimenticare le raffigurazioni delle Crocifissioni e delle Deposizioni e gli strumenti delle Confraternite, antiche istituzioni custodi delle tradizioni della nostra terra. 

Di particolare pregio le rare bottiglie del XIX secolo, nelle quali gli artisti, con pazienza certosina, riproducevano scene e simboli della Passione introducendo il tutto dalla stretta imboccatura.

Tra le Opere più rilevanti gli antichi manufatti in cartapesta di artisti del calibro di Nicola De Pandis e Achille De Luchezi, le sculture in legno di Filippo Angelo Altieri di Altamura e Vincenzo Mussner di Ortisei, i bronzi di Pericle Fazzini e Amerigo Tot, nonché una stauroteca contenete una reliquia della Santa Croce.

Una menzione a parte merita la sezione dedicata ai bozzetti originali in terracotta dei progetti che hanno portato alla realizzazione dei 52 quadri per la famosa processione dell’associazione I Misteri di Valenzano.

Il percorso espositivo ha proposto opere provenienti: dall’Arciconfraternita della Chiesa di San Michele (Bari vecchia), dal Museo Diocesano di Bisceglie, dal Museo Senatore Vito Rosa della Parrocchia di Santa Croce (Bari), dall’Oasi Santa Maria (Cassano delle Murge), dalla Parrocchia di San Nicola di Bari (Adelfia), dall’Associazione I Misteri di Valenzano, dalla Parrocchia di San Ferdinando (Bari), dall’Opera Pia Arciconfraternita del Carmine (Bari). 

Opere realizzate dagli artisti Attilio Canta (Bari), Enzo Bonsante (Bari), Francesca Lisi (Palo del Colle), Giovanni Chiechi (Adelfia), Roberto Ninni (Adelfia), Cosimo Del Giudice (Crispiano), Giacinto Gentile (Massafra), Francesco Montagna (Bari), Giovanni Parisi (Trani), Vito Antonio Romanelli (Bari),  Michele Genga (Statte), Giuseppe Potenzieri Pace (Palo del Colle) e dalle collezioni di Antonia Angelini (Bari) Antonio Barberini (Bari), Nicola Patruno (Adelfia), Sbisà Polizio (Bari), Donato Monte (Triggiano), Angela Vernia (Bari), Vincenzo Cenerino (Bari).