Hiram Salsano e Marcello De Carolis: ''Il nostro omaggio al Sud Italia con il brano ''Hirundini”
E' disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “Hirundini”, il nuovo singolo di Hiram Salsano e Marcello De Carolis, accompagnato dal videoclip ufficiale. Il brano, che anticipa il disco in uscita nelle prossime settimane, nasce da una rilettura della tradizione orale del Sud Italia che non si limita a conservarla, ma la rimette in movimento all’interno di un linguaggio sonoro contemporaneo. Al centro della scrittura, il dialogo tra voce e chitarra battente, elementi portanti dell’intera architettura musicale.
Abbiamo lavorato sulla relazione tra voce e chitarra battente — raccontano Hiram Salsano e Marcello De Carolis — come se fossero un unico organismo sonoro: all’inizio c’è un respiro minimo, quasi arcaico, che richiama la zampogna, poi tutto si apre, cresce, si stratifica, fino a diventare qualcosa di più fisico ed espansivo
Il dialogo tra voce e chitarra battente è il cuore del brano: come avete costruito questo equilibrio sonoro?
"Non abbiamo cercato un equilibrio statico, ma un contrappunto emotivo. Non c’è chi accompagna e chi canta; sono due voci che si intrecciano. La chitarra battente di Marcello non è solo ritmo, è un’orchestra di armonici che avvolge la vocalità di Hiram. Abbiamo costruito questo dialogo sottraendo il superfluo, lasciando che il legno dello strumento e la grana della voce si cercassero spontaneamente, come due persone che parlano la stessa lingua ma con dialetti diversi."
L’inizio richiama quasi il respiro di una zampogna: quanto è stato importante lavorare sull’idea di un suono “organico”?
"Il richiamo alla zampogna non è casuale: è lo strumento del fiato e della terra per eccellenza. Lavorare su un suono 'organico' significa per noi accettare l’imperfezione viva, il rumore del legno, lo sforzo del respiro. Volevamo che Hirundini iniziasse come un corpo che si sveglia: un suono che non nasce da un tasto premuto, ma da un polmone che si riempie. La musica deve avere lo stesso odore della materia di cui è fatta."
In “Hirundini” tutto sembra svilupparsi per stratificazioni progressive: cercavate una forma musicale che desse la sensazione di attraversamento continuo?
"Sì, la struttura del brano è pensata come un viaggio orizzontale. Non ci interessava la forma canzone classica (strofa-ritornello), volevamo un flusso che mutasse man mano che ci si addentra nell'ascolto. Ogni strato che si aggiunge è un nuovo paesaggio che appare all'orizzonte. L'idea è proprio quella di un attraversamento continuo: chi ascolta non deve tornare al punto di partenza, ma ritrovarsi altrove, trasformato dal percorso."
La chitarra battente qui esce dai suoi confini più tradizionali: quanto vi interessa esplorarne le possibilità contemporanee?
"Esplorare le possibilità contemporanee della chitarra battente è la missione di Marcello, ed è ciò che rende il nostro incontro stimolante. Vogliamo dimostrare che questo strumento non serve solo a scandire i tempi di una danza, ma può essere liquido, percussivo, quasi elettronico nella sua complessità armonica. Uscire dai confini tradizionali non significa tradire la radice, ma permettere all'albero di continuare a crescere e dare nuovi frutti."
Anche le parti vocali sembrano trasformarsi continuamente senza ripetersi mai davvero: lavorate più sull’istinto o su una scrittura molto precisa?
"È un gioco di specchi. C'è un istinto ancestrale, legato alla ricerca di Hiram sulla ritualità della voce-corpo, che detta la direzione. Tuttavia, c'è anche una cura precisa nella modulazione dei timbri. Non ci interessa ripetere una formula: la voce deve trasformarsi perché il sentimento che esprime non è mai statico. È come un racconto orale: la storia è la stessa, ma le parole cambiano ogni volta a seconda di quanto batte forte il cuore in quel momento."
Quanto conta per voi la dimensione timbrica rispetto a quella melodica nella costruzione di un brano come questo?
"In questo progetto, il timbro è la nostra vera melodia. Spesso ci soffermiamo più sulla 'temperatura' di un suono che sulla sua altezza musicale. La melodia ti guida, ma è il timbro che ti tocca fisicamente. In Hirundini, la grana della corda sfregata o la vibrazione profonda della gola contano più di una bella successione di note. Cerchiamo la bellezza nella 'carne' del suono, in quella vibrazione che arriva allo stomaco prima ancora che all'orecchio."
Hiram Salsano è cantante, ricercatrice etnografica e performer attiva nella scena della world music contemporanea e della vocal experimentation. Il suo lavoro nasce dalla tradizione orale del Sud Italia, che rilegge attraverso un linguaggio ibrido tra ricerca sul campo, improvvisazione vocale e composizione contemporanea. La voce è il suo centro espressivo, affiancata dall’uso di tamburi a cornice (tammorra e tamburello) come strumenti rituali e ritmici. Dal 2005 conduce attività di ricerca in Campania (Cilento, Monti Alburni e Monti Lattari), integrando approccio etnografico e creazione musicale. Dal 2022 sviluppa un progetto solista che fonde tradizione e contemporaneità in una forma di world music evolutiva. Nel 2023 pubblica Bucolica, album accolto nella Transglobal World Music Chart (Top 10), World Music Charts Europe (Top 20) e Mundofonías (Top 3 mensile), oltre al riconoscimento come “Disco dell’Anno” da Blogfoolk. È finalista al Premio Andrea Parodi 2023 (con Premio Loano Giovani per la Musica Tradizionale Italiana) e nel 2022 a Ethnos Generazioni. Si è esibita in festival internazionali tra cui Druga Godba, At to Jazz Sofia, Cinemamed, Festival Midi Minimes, Orf Radiokulturhaus e numerosi festival europei di world music. Nel 2024 pubblica Chi fa ammore va Camminanne, ricerca etnografica sul patrimonio orale del Sud Italia.
Marcello De Carolis è tra i più interessanti interpreti della nuova scena world e contemporary acoustic, impegnato a ridefinire il linguaggio della chitarra battente in una dimensione contemporanea, tra tradizione, performance e ricerca sul suono. Le sue performance uniscono energia ritmica, utilizzo percussivo dello strumento e una forte attenzione alla qualità timbrica, costruendo un’esperienza live capace di dialogare con pubblici diversi, dalla world music alla musica colta contemporanea. Si esibisce come solista e in formazioni flessibili, tra cui il duo con Hiram Salsano e quello con Francesco Loccisano, adattando il proprio progetto a contesti e programmazioni differenti. Ha preso parte a festival e circuiti internazionali tra cui Jazz & The City, Ritmu Roots Festival e Les Internationales de la Guitare, ed è stato selezionato tra gli showcase artist del WOMEX 2023. Accanto all’attività concertistica, è sound engineer e fondatore del MaDe Sound Studio, elemento che contribuisce a definire un’identità artistica fortemente centrata sul suono e sulla qualità della produzione.
