Libri: "La musica è finita", il nuovo giallo di Francesco Serafino
PIERO LADISA - In principio fu la Festa insanguinata pubblicato nel 2014, omaggio a Matera Capitale della cultura 2019, a cui hanno fatto seguito altri sei romanzi incentrati sulle indagini del Maresciallo Carlo Prisciandaro nella Lucania degli anni '60 mirabile personaggio uscito dalla penna di Francesco Serafino. L'ultimo dei quali, fresco di uscita, dal titolo La musica è finita (Wip edizioni).
Come accaduto nei precedenti romanzi, anche in quest'ultimo caso Prisciandaro deve sbrogliare una matassa ingarbugliata che lo porta nei paesi limitrofi a Matera dove la sparizione di un cantante nasconde un quadro ben più ricco di intrecci con numerosi colpi di scena che tengono il lettore fino alla fine con il fiato sospeso.
Un romanzo altamente consigliato a tutti coloro che amano il genere o che vogliono, attraverso la trama, scoprire la bellezza e la storia dei luoghi lucani.
INTERVISTA ALL'AUTORE
D. Ciao Francesco, rispetto ai romanzi passati, in questo dedichi parecchio spazio al tuo paese natio: Ferrandina. Anche in questo caso hai saputo descrivere nel migliore dei modi alcuni tra i borghi presenti nella tua terra d’origine, fondendo al meglio l'intreccio narrativo tra storia locale e romanzo. C'è un motivo particolare che ti porta a prediligere dei luoghi anziché altri?
R. No assolutamente. A valle della decisione d'impostazione del luogo principale d'ambientazione, in questo caso la mia Ferrandina, che come hai ben ricordato è il mio paese natio, durante la stesura della prima parte del racconto, la trame prende piega e corpo assolutamente in maniera casuale. Vado alla ricerca di quello che può interessare per il mio romanzo, in maniera casuale. Trovato quello che mi serve, la strada è poi abbastanza in discesa... Anche la scelta del responsabile o se preferisci, l'assassino, prende corpo man mano che va avanti la storia.
D. Il tuo Prisciandaro è oramai diventato un personaggio conosciuto, portandoti a vincere anche qualche riconoscimento letterario. L'avresti mai pensato quando hai dato vita a queste storie?
R. Non ci pensavo minimamente. Addirittura avevo in mente solamente un secondo episodio e basta, sempre nella città di Matera, mai partorito, però, perché dopo il primo romanzo ho deciso di raccontare la provincia materana, ricca di storie e misteri e di arte, poco conosciuti. Fa piacere che il personaggio è gradito ai più e ciò mi inorgoglisce, lo ammetto.
D.Il titolo di questo romanzo cela per caso qualche riferimento alla chiusura definitiva di questa saga letteraria? La musica letteraria, in questo caso, è finita? O continuerà?
R. E chi potrà mai dirlo? Adesso risponderei, sì. Se me lo chiedessi nuovamente domani, ti direi, chissà, forse. Magari tra un anno ti direi senz'altro sì...
D.Prima o poi riusciremo a vedere il Maresciallo Prisciandaro sul piccolo schermo?
R. Non ti nascondo, che è il mio sogno nel cassetto. Tra l'altro con sette episodi in saccoccia di oltre 250 pagine l'uno, ci sarebbe materiale sufficiente per gli sceneggiatori, per almeno tre serie delle "Storie del maresciallo Prisciandaro".
