L'universo spiegato a teatro: al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi la missione di "Crazy Space"
BRINDISI - E se il modo migliore per esplorare l’universo fosse salire su una navicella spaziale sgangherata, lasciarsi guidare da un’astrofisica e accettare che anche una risata può diventare una forma di conoscenza? Venerdì 19 giugno, alle ore 21, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi ospita “Crazy Space. Viaggio improvvisato nello spazio”, spettacolo in cui la scienza incontra l’improvvisazione teatrale per trasformarsi in un viaggio comico intergalattico. L’appuntamento è organizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica con il sostegno del Comune di Brindisi. Il biglietto ha il costo simbolico di 1 euro ed è disponibile online alla pagina rebrand.ly/CrazySpace e al botteghino del Teatro, aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30. Tout public a partire da 5 anni. Info T. 0831 562554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.
Lo spettacolo è ideato da Francesca Panessa, ricercatrice brindisina dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, e da Tiziano Storti, che ne firmano anche la regia. Sul palco, insieme a loro, Alessio Granato, Deborah Fedrigucci e Carlo Felici. Un’astrofisica, quattro attori di improvvisazione e una navicella spaziale non proprio convenzionale: sono questi gli ingredienti di “Crazy Space”, missione teatrale e scientifica guidata dalla Capitana Rosetta Crazy e dal suo singolare equipaggio.
La navicella attraversa il Sistema Solare, la Via Lattea e, dopo essere sfuggita a Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra Galassia, approda su un misterioso pianeta extrasolare, FT-42. Qui l’equipaggio si mette alla ricerca di tracce della passata presenza umana, aprendo scenari distopici, paradossali e inevitabilmente esilaranti. A ogni tappa prende vita un gioco di improvvisazione teatrale che coinvolge direttamente il pubblico, chiamato a diventare parte della missione.
«Crazy Space è un viaggio un po’ pazzo nello spazio - dice Francesca Panessa -. La capitana prova a spiegare i misteri dello spazio allo strampalato equipaggio, che però architetta altri piani: disturbare, fraintendere, rilanciare e trasformare ogni lezione in un cortocircuito comico». Ed è proprio in questo rimpallo tra rigore e imprevisto che nasce la forza dello spettacolo: da una parte la scienza, con la sua precisione e il suo bisogno di chiarezza; dall’altra il teatro, che accoglie l’errore, la deviazione, l’inatteso e li trasforma in racconto.
La Capitana Rosetta Crazy, interpretata dalla stessa Panessa, sarà accompagnata da quattro astronauti molto particolari. Il risultato è uno spettacolo in cui i concetti scientifici sono restituiti al pubblico attraverso un linguaggio leggero e sorprendente. Le destinazioni cosmiche sono quelle che da sempre animano la curiosità dell’uomo. «Crazy Space ha come prima tappa Marte, poi ci spostiamo verso Saturno, ci dirigiamo verso il centro della nostra Galassia, verso il buco nero Sagittarius A*. Dopodiché cerchiamo di raggiungere un pianeta extrasolare e parliamo quindi di quello che sappiamo sui pianeti extrasolari». Marte, Saturno, i buchi neri, i mondi lontani che orbitano attorno ad altre stelle diventano così luoghi narrativi, scenari teatrali, occasioni per porsi domande grandi con uno sguardo semplice: che cosa sappiamo dell’universo? Che cosa resta ancora da scoprire? E come possiamo raccontarlo a tutti?
Sul palcoscenico divulgazione scientifica e teatro d’improvvisazione trovano una forma comune e viaggiano insieme. «Il linguaggio dell’improvvisazione teatrale è molto versatile, per cui si adatta anche a un contesto scientifico per sdrammatizzare la parte scientifica e aggiungere un aspetto comico», spiega Panessa. In questo senso Crazy Space diventa un esperimento culturale: porta la scienza fuori dai luoghi tradizionali della ricerca e la consegna alla scena, al gioco, alla relazione viva con il pubblico. Si ride, ma intanto si ascolta. Si partecipa, ma intanto si scopre. Si entra in teatro per assistere a una missione spaziale e ci si ritrova a fare i conti con alcune delle domande più affascinanti che accompagnano l’umanità.
Dopo la première al Festival della Scienza di Genova, lo spettacolo guarda ora a nuove rotte, parlando ai ragazzi, agli adulti, agli appassionati di astronomia e anche a chi pensa di non avere familiarità con la scienza. Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, dunque, il pubblico salirà a bordo della “Crazy Space” per un viaggio nello spazio e nel tempo, tra nebulose e risate stellari. Una missione in cui l’universo si fa più vicino, la scienza diventa racconto e il teatro dimostra ancora una volta la sua capacità più potente: trasformare la meraviglia in esperienza comune.
