Orfani di femminicidio: domani a Brindisi una giornata di studio su tutela, cura e prevenzione della violenza


L’evento promosso dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia approfondirà strumenti di sostegno e prevenzione. Appuntamento dalle 9 alle 18 nel Salone della Prefettura

Una riflessione ampia e multidisciplinare su una delle ferite più profonde lasciate dalla violenza di genere: quella vissuta dagli orfani di femminicidio e dalle famiglie travolte da lutti traumatici.

Sarà questo il tema centrale del convegno "Gli orfani di femminicidio. Intervento multidisciplinare a supporto delle vittime di violenza", in programma domani, venerdì 15 maggio, dalle 9 alle 18 nella Salone della Prefettura di Brindisi.

L’iniziativa è promossa dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia insieme alla onlus "Olga" e riunirà professionisti dell’ambito clinico, giuridico, educativo e sociale per approfondire strumenti di prevenzione, presa in carico e sostegno alle vittime di maltrattamenti, stalking, violenza assistita e reati a sfondo sessuale.

Nel corso della giornata esperti e operatori si confronteranno sulle conseguenze psicofisiche della violenza interpersonale, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche che collegano queste esperienze a disturbi post-traumatici, ansia, depressione, somatizzazioni e difficoltà relazionali e lavorative. Un focus particolare sarà dedicato agli orfani di femminicidio, spesso esposti a condizioni di forte vulnerabilità emotiva e sociale.

Tra i temi affrontati ci saranno anche i protocolli di presa in carico multidisciplinare, la prevenzione della revittimizzazione, la valutazione del rischio e la costruzione di percorsi di autonomia personale ed economica per le vittime. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra istituzioni, servizi territoriali, professionisti sanitari e terzo settore, promuovendo modelli di intervento integrati e buone pratiche operative.

Il convegno, la cui organizzazione è curata da Maria Carbonara, tesoriera dell’Ordine regionale degli Psicologi, si propone così non solo come momento di aggiornamento professionale, ma anche come occasione culturale e civile per mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che continua a produrre conseguenze profonde e spesso invisibili, soprattutto sui minori e sui familiari delle vittime.