Addio a Miki De Ruvo, il pioniere della televisione barese che trasformò l’informazione in un laboratorio di idee

BARI – È morto a 77 anni Miki De Ruvo, giornalista, autore e uomo di televisione che ha segnato profondamente la storia della comunicazione locale barese e lasciato un’impronta nel panorama televisivo italiano. Una personalità poliedrica, capace di unire cultura, teatro, informazione e sperimentazione, protagonista per oltre quarant’anni della vita cittadina.

Dopo la laurea in giurisprudenza, De Ruvo si avvicinò al mondo del teatro, sviluppando una sensibilità artistica dai tratti innovativi e sperimentali. In quegli anni nacque anche una solida amicizia con Giorgio Albertazzi, uno dei più grandi protagonisti del teatro e della cultura italiana, un rapporto umano e professionale di cui il giornalista barese avrebbe sempre conservato grande orgoglio.

Il volto della rivoluzione televisiva barese

Il nome di Miki De Ruvo è legato soprattutto alla stagione d’oro di TeleBari, emittente di cui fu anche direttore e che lui stesso definì più volte come il periodo più entusiasmante della propria carriera.

Erano anni in cui la televisione locale nasceva con risorse limitate ma con una straordinaria energia creativa: poche attrezzature, tanta passione e idee capaci di anticipare i tempi. De Ruvo fu uno dei protagonisti di quella stagione, trasformando l’emittente in un vero laboratorio di talenti e sperimentazione.

Sotto la sua guida arrivò alla ribalta Gennaro Nunziante, futuro autore di successo, che nei primi anni Novanta avrebbe legato il proprio percorso artistico alla coppia comica Toti e Tata. Proprio a TeleBari, durante la direzione di De Ruvo, nacque la celebre sit-com “Filomena Coza Depurada”, diventata un piccolo cult della comicità pugliese.

Quel laboratorio televisivo contribuì anche alla crescita artistica dell’Anonima Gr, storico sodalizio comico formato da Dante Marmone, Pinuccio Sinisi e Tiziana Schiavarelli, destinato a diventare uno dei simboli della comicità barese.

Il giornalista delle sfide difficili

Accanto alla capacità di scoprire nuovi talenti, De Ruvo fu anche un cronista coraggioso. Con telecamera e operatore al seguito, realizzò reportage in prima persona affrontando realtà complesse della città.

Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta raccontò il quartiere Japigia in una fase particolarmente delicata, quando la presenza della criminalità organizzata era forte e visibile. Viaggiava spesso con mezzi semplici, anche una piccola utilitaria, entrando nei luoghi dove molti altri preferivano non arrivare.

Erano gli anni dell’incendio del Teatro Petruzzelli e della Bari raccontata dai giornali nazionali come “capitale degli scippi”. De Ruvo scelse di raccontare quella realtà senza filtri, con attenzione e coraggio, dando voce ai territori e ai cittadini.

Una vita dedicata alla televisione e alla città

Negli anni successivi la sua carriera proseguì tra nuove direzioni editoriali, programmi televisivi e altre esperienze legate alla sua TeleBari, sempre con lo stesso spirito: raccontare Bari e valorizzarne le energie creative.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di affetto e cordoglio. Amici, colleghi e semplici spettatori hanno ricordato non soltanto il professionista, ma soprattutto l’uomo: elegante nei modi, ironico, disponibile e capace di regalare una parola gentile anche nei momenti più difficili.

“Negli ultimi anni la vita non è stata clemente con te. Tu, che hai dato tanto a questa città e non solo”, è uno dei ricordi comparsi sui social. L’amica Maria Pia Vigilante lo ha salutato con parole cariche di affetto: “Ciao Miki, buon viaggio. La vita è ingiusta, ma questo lo sapevi e lo sottolineavi sempre con la tua ironia”.

Con Miki De Ruvo scompare un protagonista di una stagione irripetibile della televisione locale: un innovatore che ha saputo trasformare un’emittente cittadina in una fucina di idee, talenti e storie destinate a rimanere nella memoria collettiva di Bari.