Bari, inchiesta sul Decreto Flussi: 13 indagati per presunte pratiche false sui permessi di soggiorno

BARI - Avrebbero favorito l’ingresso in Italia di decine di cittadini extracomunitari attraverso false richieste di permessi di soggiorno per lavoro agricolo. È questa l’ipotesi al centro dell’inchiesta della Procura di Bari, che ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini a 13 persone accusate, a vario titolo, di un presunto utilizzo illecito del Decreto Flussi.

Nel registro degli indagati sono finiti consulenti del lavoro, sindacalisti, avvocati, agenti assicurativi e rappresentanti di patronati e associazioni sindacali. Alcuni degli indagati erano già stati raggiunti da misure cautelari agli arresti domiciliari nell’aprile scorso, nell’ambito dell’indagine inizialmente avviata dalla Procura di Matera.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe organizzato un sistema basato sulla predisposizione di pratiche lavorative ritenute fittizie, presentate a nome di aziende agricole in alcuni casi considerate estranee e inconsapevoli della presunta irregolarità.

Le richieste avrebbero consentito di ottenere la documentazione necessaria per l’ingresso e la permanenza in Italia di cittadini stranieri attraverso il canale previsto dal Decreto Flussi, lo strumento che regola annualmente l’ingresso di lavoratori non comunitari.

L’inchiesta dovrà ora passare al vaglio della fase processuale: gli indagati potranno presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati prima delle eventuali determinazioni della Procura.