Il prof. Paolo Pardolesi rieletto direttore del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari Aldo Moro


TARANTO
– Un Dipartimento universitario sempre più aperto al territorio, capace di dialogare con le istituzioni, intercettare i bisogni della comunità e trasformare la ricerca accademica in opportunità concrete di sviluppo. È questa la visione che intende promuovere il Prof. Paolo Pardolesi, Ordinario di Diritto Privato Comparato, rieletto per il suo secondo mandato (quadriennio 2026-2030) come Direttore del Dipartimento Jonico in “Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente e culture” dell’Università di Bari Aldo Moro.

Accademico di riconosciuto prestigio, autore di numerose pubblicazioni scientifiche in materia di contratti, responsabilità civile e analisi economica del diritto, Pardolesi ha affiancato all’attività di ricerca e insegnamento un intenso impegno istituzionale, ricevendo nel corso degli anni diversi riconoscimenti per il contributo offerto alla crescita culturale e sociale del territorio jonico.

Al centro della sua azione vi è stata la convinzione che l’Università debba assumere un ruolo attivo nei processi di trasformazione della comunità in cui opera. Una prospettiva che, nel caso di Taranto, si traduce nella necessità di affrontare con approccio multidisciplinare alcune delle questioni più complesse che interessano l’area: dalla tutela dell’ambiente alle sfide occupazionali, fino al contrasto delle povertà sociali ed educative.

«Ambiente, lavoro e inclusione sociale rappresentano sfide decisive per il futuro del territorio jonico», ha più volte sottolineato il Direttore, evidenziando l’importanza di costruire un dialogo stabile e costruttivo con Comune, Provincia e Regione per individuare percorsi condivisi di resilienza e sviluppo sostenibile.

In questa prospettiva, il Dipartimento Jonico sarà chiamato a rafforzare il proprio ruolo di motore di innovazione, investendo su strumenti in grado di produrre effetti tangibili sul tessuto economico e sociale. Tra questi figurano gli Spin Off universitari, le attività di Conto Terzi, i Contamination Lab dedicati alla diffusione della cultura imprenditoriale e dell’innovazione, gli Hackathon orientati alla progettazione collaborativa e le iniziative di Public Engagement finalizzate a rendere sempre più accessibile il patrimonio di conoscenze sviluppato dall’Ateneo.

Particolare attenzione è stata inoltre riservata all’Ufficio Placement, considerato uno strumento essenziale per accompagnare studenti e laureati nel delicato passaggio dal mondo della formazione a quello del lavoro, favorendo l’incontro tra competenze accademiche e domanda professionale.

Per Pardolesi, tuttavia - si legge in una nota del delegato alla comunicazione del Dipartimento Jonico, Prof. Nicola Triggiani - la crescita del Dipartimento non può prescindere dalla costruzione di una rete di collaborazioni strategiche con le principali realtà istituzionali, scientifiche e culturali del territorio. Da qui l’attenzione verso il Polo Scientifico Tecnologico Ambientale, il nascente Dipartimento di Medicina, il Politecnico di Bari, il Distretto Aerospaziale di Grottaglie, la Marina Militare e il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, considerati interlocutori fondamentali per promuovere progetti condivisi e valorizzare le eccellenze locali.

Una visione che guarda al futuro e alle grandi opportunità di sviluppo che attendono l’area jonica, a partire dalle risorse del Just Transition Fund, dagli investimenti collegati ai Giochi del Mediterraneo e dalle attività dell’Istituto di Ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile. Sfide che, secondo Pardolesi, richiedono una partecipazione attiva del mondo universitario, chiamato a mettere competenze, ricerca e capacità progettuale al servizio della crescita del territorio.

In un momento cruciale per il futuro di Taranto, il Dipartimento Jonico si candida così a essere non soltanto un luogo di formazione e ricerca, ma un protagonista del cambiamento, capace di contribuire alla costruzione di un modello di sviluppo fondato sulla conoscenza, sull’innovazione e sulla sostenibilità.