La birra artigianale pugliese fa squadra: nove birrifici protagonisti del progetto “Buona Questa Birra”
BARI - La Puglia della birra artigianale sceglie la strada della collaborazione e fa sistema con “Buona Questa Birra”, il progetto promosso da Unionbirrai per celebrare i trent’anni del movimento della birra artigianale indipendente italiana, insieme all’iniziativa Birrifici Aperti 2026.
L’iniziativa è stata presentata a Bari, nella sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, e vede protagonisti nove birrifici indipendenti pugliesi che hanno deciso di unire competenze, esperienze e identità territoriali per realizzare una Italian Pils simbolo di qualità, innovazione e cooperazione.
Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare non soltanto il prodotto finale, ma anche il patrimonio umano e imprenditoriale che ruota attorno alla filiera brassicola. Una scelta che supera la competizione tra aziende e punta sulla costruzione di una rete capace di raccontare una Puglia dinamica, creativa e legata alle proprie produzioni.
«La presentazione in Puglia del progetto Unionbirrai e delle iniziative dedicate al trentennale della birra artigianale italiana rappresenta un’importante occasione per valorizzare un comparto che negli ultimi anni ha registrato una significativa crescita», ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura e Sviluppo Rurale Francesco Paolicelli, ricordando il percorso avviato dalla Regione con la legge regionale n. 42 del 2021 e con il successivo regolamento del 2024, che hanno introdotto strumenti di tutela e promozione della filiera.
Tra le iniziative regionali figurano il Registro dei Birrifici, il marchio “Birra Artigianale di Puglia”, il riconoscimento della figura del Mastro Birraio e le misure per favorire degustazioni e vendita diretta nei birrifici, rafforzando il legame tra produzione, territorio e turismo enogastronomico.
«Con “Buona Questa Birra” abbiamo voluto celebrare i trent’anni della birra artigianale italiana nel modo più coerente con la nostra storia: mettendo insieme i birrai, facendo rete e raccontando la qualità attraverso un progetto condiviso», ha spiegato Unionbirrai, sottolineando il valore della collaborazione tra imprese.
Per la Puglia il progetto rappresenta anche un’occasione di promozione turistica. La birra diventa infatti un elemento di racconto del territorio, delle materie prime e delle storie imprenditoriali che caratterizzano il movimento brassicolo regionale.
«La collaborazione tra i birrifici coinvolti dimostra concretamente come sia possibile fare sistema, condividere competenze e costruire insieme valore per il territorio», ha affermato Donato Di Palma.
Il lancio ufficiale della birra è previsto nell’ambito di Birrifici Aperti Unionbirrai 2026, in programma dal 19 al 25 giugno, evento che permetterà a cittadini, appassionati e turisti di visitare gli impianti produttivi, conoscere i mastri birrai e scoprire da vicino il mondo della birra artigianale.
La manifestazione si arricchisce inoltre della collaborazione con le Grotte di Castellana, realtà simbolo del turismo pugliese. «Valorizzare un territorio significa creare reti tra eccellenze diverse ma accomunate dagli stessi valori: autenticità, qualità e capacità di offrire esperienze memorabili», ha sottolineato Serafino Ostuni.
I nove birrifici pugliesi coinvolti nel progetto sono: Birranova di Triggianello, I Peuceti di Bitonto, Caput Ursi di Cellamare, Officine Birrai, SBAM!, Delta Esse, B94, Birrificio degli Ostuni e Rebeers.
Con “Buona Questa Birra”, la filiera pugliese punta dunque a rafforzare la propria identità e a presentarsi come un comparto capace di unire impresa, cultura, turismo e valorizzazione delle produzioni locali.
