Policlinico di Bari, revocata la borsa di studio a Mari Lorusso: annullato anche il contratto


BARI - Il Policlinico di Bari ha revocato la borsa di studio da 25mila euro lordi annui assegnata a Mari Lorusso per l’incarico di data manager, annullando contestualmente anche il contratto firmato lo scorso 23 marzo.

La decisione dell’azienda ospedaliero-universitaria è stata motivata da due elementi considerati autonomi ma concorrenti: da un lato la presunta irregolarità nella dichiarazione presentata durante la fase di selezione, che avrebbe dovuto comportare l’esclusione dalla procedura; dall’altro una contestata dichiarazione ritenuta non veritiera al momento della stipula del contratto.

Il nodo giudiziario e l’inchiesta “Codice Interno”

Al centro della vicenda vi è la posizione giudiziaria dell’ex consigliera regionale, attualmente imputata nel procedimento per voto di scambio politico-mafioso nell’ambito dell’inchiesta Codice Interno, che coinvolge anche il marito, l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri.

Secondo le valutazioni richiamate nel provvedimento, tale situazione sarebbe stata considerata incompatibile con un incarico all’interno di una struttura del servizio sanitario regionale.

Le decisioni istituzionali

La vicenda era emersa già nel mese di maggio, spingendo il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro a chiedere l’immediata rescissione dell’incarico.

A seguito della richiesta, il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce, ha disposto una verifica straordinaria sull’intera procedura selettiva, legata a un progetto di ricerca coordinato dall’Unità di Oncologia medica.

L’istruttoria interna si è conclusa con l’esclusione definitiva della candidata e con l’annullamento del rapporto contrattuale, chiudendo così il caso sul piano amministrativo.

Un caso tra procedura e requisiti di accesso

La vicenda si inserisce nel più ampio tema della verifica dei requisiti per l’accesso a incarichi e borse di studio all’interno del sistema sanitario pubblico, soprattutto in presenza di procedimenti giudiziari pendenti.

Resta ora da chiarire se la decisione potrà avere ulteriori sviluppi sul piano legale o amministrativo, mentre l’azienda ospedaliera ha ribadito la centralità della correttezza delle procedure e della trasparenza nelle selezioni pubbliche.