Pregare con i petali: a Patù torna il Corpus Domini


PATU' (LE)
- Un tappeto floreale lungo 250 metri per celebrare la fede, la bellezza e la partecipazione di una comunità che si prepara a vivere la notte più lunga e colorata dell’anno.

Il piccolo borgo del Capo di Leuca si prepara ad accogliere l’undicesima edizione dell’Infiorata di Patù, in programma sabato 6 e domenica 7 giugno in occasione della Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Le opere resteranno visitabili fino a lunedì 8 giugno, offrendo l'opportunità di ammirare uno dei più suggestivi esempi di arte effimera del Salento.

Negli anni la manifestazione si è affermata ben oltre i confini regionali, venendo spesso annoverata tra le Infiorate più belle d’Italia.

L’Infiorata di Patù si distingue per l’utilizzo esclusivo di materiali naturali raccolti nei campi, essiccati e conservati.

Nulla viene sprecato. Il nettare delle margherite selvatiche si trasforma in una preziosa polvere dorata, i fondi di caffè diventano strumento per definire volti e dettagli, mentre foglie, petali, semi ed erbe spontanee offrono una straordinaria varietà di colori e sfumature.

Dietro ogni quadro floreale c'è un lavoro che dura mesi e coinvolge centinaia di volontari che mettono gratuitamente a disposizione tempo, competenze e passione.

Raccoglitori, "spetalatori", progettisti e infioratori collaborano seguendo il ritmo delle stagioni e delle fioriture, trasformando materiali semplici in vere e proprie opere d'arte.

I bozzetti, ispirati a temi religiosi, vengono elaborati con cura e poi realizzati grazie all'impegno di tutti. Un lavoro corale che quest'anno si arricchisce della partecipazione dei volontari della comunità di Giuliano di Lecce, a testimonianza di una manifestazione che continua a coinvolgere realtà diverse unite dagli stessi valori di fede, condivisione e appartenenza.

Petalo dopo petalo, l’Infiorata di Patù rinnova così una tradizione che unisce devozione, creatività e impegno collettivo, trasformando per alcuni giorni il borgo in un grande percorso di arte e spiritualità.

Un capolavoro a cielo aperto per pregare e stare insieme

I lavori cominceranno lungo via Principe di Napoli nel pomeriggio di sabato 6 giugno, alle ore 19.00, per culminare all’alba del giorno dopo. La domenica mattina, alle 8.30 le opere saranno benedette dal Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, Monsignor Vito Angiuli, alle 9.00 è prevista la celebrazione della Messa in Piazza Indipendenza. Nel pomeriggio, dopo la celebrazione dell’Eucaristia nella Chiesa Madre, si snoderà la solenne processione eucaristica presieduta dal parroco don Carmine Peluso (ore 19.00).
L’Infiorata nasce dalla fede. Non è soltanto un insieme di immagini realizzate con petali e foglie, ma un gesto di devozione che accompagna la celebrazione del Corpus Domini.
I fiori che compongono i tappeti floreali sono destinati a durare poche ore. Vengono raccolti, essiccati, preparati con cura e poi affidati alla strada per accogliere il passaggio di Gesù, presente nel sacramento dell’Eucaristia, durante la processione eucaristica.
È proprio in questa apparente fragilità che si racchiude il significato più profondo dell’Infiorata: donare senza ricevere nulla.
Dietro ogni opera ci sono mesi di lavoro e centinaia di volontari che donano tempo, energie e competenze. Un impegno silenzioso e gratuito che nasce dal desiderio di rendere onore al Signore presente nell’Eucaristia.
Lungo il percorso, i tappeti diventano così molto più di una manifestazione artistica: sono una preghiera scritta con i petali.

Umanità magnifica

Nell’epoca delle grandi solitudini, segnata da conflitti, fragilità sociali e nuove povertà, trova particolare significato il messaggio dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, che invita a riscoprire il valore delle relazioni, della fraternità e della vicinanza tra le persone e che nasce dall’ascolto del grido dei popoli.
Accogliendo questo invito, l’Infiorata di Patù si conferma un’esperienza di comunità aperta alla partecipazione di tutti. Nei mesi di preparazione hanno preso parte alle lavorazioni i giovani ospiti dei progetti SAI MSNA e ORD del Comune di Patù, gestiti da ARCI Lecce Solidarietà Cooperativa Sociale, gli ospiti della Comunità Cento Pietre Unite di Patù e della casa di riposo San Giorgio di Gagliano del Capo, insieme a numerosi volontari provenienti dal paese e dai centri vicini.
Attorno alla raccolta dei materiali, alla preparazione dei petali e alla realizzazione delle opere si sono incontrate generazioni, storie e culture diverse. Anziani, giovani e bambini hanno condiviso tempo, esperienze e competenze, riscoprendo il valore dello stare insieme e costruendo nuove relazioni.
Per mesi persone che forse non si sarebbero mai incontrate hanno lavorato fianco a fianco, dialogato, collaborato e costruito legami.
È qui che si coglie il significato più profondo dell’Infiorata: non soltanto nei tappeti floreali che per qualche giorno colorano le strade del borgo, ma nella comunità che si ritrova, si riconosce e si prende cura di sé attraverso un’opera realizzata insieme.
Il tema dell’Infiorata 2026 resta ancora custodito nel riserbo e sarà svelato soltanto nel pomeriggio di sabato, quando gli infioratori inizieranno a tracciare i disegni e a comporre i tappeti floreali lungo via Principe di Napoli. Le opere di quest’anno saranno dedicate alla vita di un Santo e ne ripercorreranno il cammino umano e spirituale attraverso immagini e simboli. Ma il vero tema dell’Infiorata di Patù resta sempre il tempo donato agli altri, per gli altri, nel segno della fede.