Vertenza Natuzzi, confronto decisivo al MIMIT l’11 giugno. L’Abbate: “Serve una soluzione per tutelare i lavoratori”


BARI - La crisi del gruppo Natuzzi torna al centro dell’agenda istituzionale con un nuovo appuntamento fissato per l’11 giugno al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in quello che si preannuncia come un passaggio decisivo per il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti.

La vertenza prosegue infatti tra tensioni crescenti tra organizzazioni sindacali e proprietà, mentre restano aperte le criticità legate al piano industriale e alla gestione delle commesse, con particolare attenzione agli effetti sull’occupazione in Italia.

L’Abbate: “Voragini emerse in Commissione, servono risposte dal Governo”

Sulla vicenda è intervenuta l’on. Patty L’Abbate, che ha ribadito la propria posizione dopo le audizioni parlamentari in Commissione Attività produttive, sottolineando la distanza tra le parti e la mancanza di un quadro condiviso sulle prospettive industriali.

La parlamentare ha annunciato l’intenzione di chiedere chiarimenti direttamente al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, anche in sede parlamentare, rispetto alle strategie del Governo sulla vertenza.

Il nodo occupazionale: 1.750 lavoratori coinvolti

Al centro della crisi restano circa 1.750 lavoratori, per i quali i sindacati chiedono garanzie sulla continuità produttiva e occupazionale. Tra i punti ancora in discussione figurano il ricorso al prepensionamento per una parte del personale e la riorganizzazione industriale del gruppo.

Nel confronto istituzionale è emersa anche l’ipotesi di vendita dello stabilimento di Ginosa a una nuova realtà industriale, con un piano di riconversione che prevede l’assorbimento di una quota ridotta di lavoratori.

Attesa per il tavolo ministeriale e mobilitazione dei lavoratori

Il tavolo dell’11 giugno al MIMIT è atteso come un passaggio cruciale per verificare la possibilità di una sintesi tra le parti, ma al momento le distanze restano significative.

Intanto i lavoratori hanno annunciato una manifestazione a Roma in concomitanza con l’incontro ministeriale, per chiedere soluzioni che garantiscano continuità produttiva, tutela occupazionale e prospettive di sviluppo per il territorio.

La vertenza Natuzzi si conferma così uno dei dossier industriali più complessi del momento, con un intreccio tra scelte aziendali, pressione sindacale e responsabilità istituzionale che sarà al centro del confronto al Ministero.