A 'Regina di Puglia' le sfide dell’IGP Uva da Tavola
“L’IGP Uva da Tavola di Puglia ha raddoppiato i volumi di vendita l’anno scorso. E quest’anno, al 31 maggio, scadenza imposta dall’organo di controllo, tante aziende nuove si sono iscritte. Importante per la nostra crescita è la modifica del disciplinare che è stato esteso alle nuove varietà prodotte dalla ricerca italiana, con risultati decisamente positivi soprattutto qui in Puglia che, non dimentichiamolo, è il primo areale europeo per produzione ed uno dei principali al mondo”.
Lo ha detto Michele Laporta, presidente del Consorzio dell’Uva da Tavola di Puglia IGP, al convegno che il 25 luglio ha chiuso l’edizione 2026 di Regina di Puglia, nel focus dedicato al Valore del territorio e alla sostenibilità.
La modifica del disciplinare presentata al ministero dell’Agricoltura entrerà in funzione dalla prossima campagna e, oltre all’ampliamento delle varietà alle uve senza semi frutto della ricerca italiana, prevede una declinazione per varietà delle caratteristiche qualitative in grado di distinguere l’uva IGP di Puglia grazie ad un equilibrato dosaggio tra grado brix e componenti acide.
Di grande interesse la relazione di Mario Schiano Lomoriello, analista ISMEA per i mercati agroalimentari, che ha svolto un’approfondita analisi sulla cosiddetta “DOP economy” nel nostro Paese e che per l’uva da tavola IGP di Puglia ha indicato tre priorità: una qualità distintiva, l’inserimento di uve senza semi, una serie di iniziative territoriali adatte allo sviluppo del prodotto e dell’economia locale. Sui primi due punti la risposta si trova nella dichiarazione del presidente Laporta, per il terzo punto - ha sottolineato Schiano Lomoriello - la crescita di un evento come Regina di Puglia è la carta da giocare.
L’Italia - ha sottolineato l’analista ISMEA - è prima al mondo per indicazioni geografiche (DOP, IGP, STG), sono ben 897, seguita da Francia e Spagna. Sono 328 i Consorzi di tutela, che rappresentano poco meno di 184 mila operatori ed esprimono un valore di quasi 21 miliardi di euro con una crescita del 25% nei cinque anni che vanno dal 2020 al 2024.
Per il comparto del cibo le indicazioni geografiche italiane sono 331 (le altre comprendono il vino e altri alcolici) per un valore di 9,64 miliardi di euro alla produzione e 18,58 miliardi al consumo. Il podio delle regioni con il maggior numero di indicazioni geografiche per il cibo è composto da Emilia-Romagna, Lombardia e Campania. La Puglia è all’undicesimo posto con 22 prodotti, oltre 4.500 operatori, per un valore di 112 milioni.
Venendo all’ortofrutta, la categoria è al primo posto tra i cibi italiani per numero di indicazioni geografiche. I primi 10 prodotti ortofrutticoli certificati per valore nel 2024 sono stati nell’ordine: Mele dell’Alto Adige IGP, Mela Val di Non DOP, Basilico Genovese DOP, Arancia Rossa di Sicilia IGP, Melone Mantovano IGP, Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino DOP, Limone di Siracusa IGP, Pomodoro di Pachino IGP, Cipolla Rossa di Tropea IGP, Ciliegia di Vignola IGP. L’Uva da tavola di Puglia IGP è oltre il ventesimo posto ma sta guadagnando terreno.
Anche in questa edizione Regina di Puglia ha registrato progressi ed un chiaro successo. Grande è stata la soddisfazione dei partecipanti, dai buyer provenienti da otto diverse nazioni ai giornalisti, con una forte rappresentanza di testate dedicate alla valorizzazione dei cibi dei territori. Gli operatori pugliesi hanno beneficiato di nuove opportunità di business.
L’evento è stato supportato da Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari, APEO, Cassa Rurale ed Artigiana di Castellana Grotte Credito Cooperativo e si è svolto in partnership con Megamark e le sue insegne Famila Superstore e DOK Supermercati. Sostenitori sono stati anche BASF, Gruppo Alfonso Lorenzo, Carby Label e Cartarredo.
Per informazioni: reginadipuglia.info@gmail.com
