'Carmina Burana', il Balletto Nazionale del Kosovo di scena il 20 luglio a Lecce per le coreografie di Toni Candeloro
LECCE - Un capolavoro assoluto del Novecento, il Balletto Nazionale del Kosovo, le coreografie di Toni Candeloro, la bellezza asciutta dell’ex Convento dei Teatini. Un mix di assoluto fascino per una serata– quella del prossimo lunedì 20 luglio, ore 21, a Lecce – che si annuncia come uno degli eventi artistici della stagione.
Di scena i “Carmina Burana” di Carl Orff, celebre raccolta di poesie medievali scritta da chierici vaganti e trovatori, ritrovata nel 1803 nell'abbazia bavarese di Benediktbeuern e resa celebre dalla monumentale, omonima cantata scenica composta da Orff nel 1936. Un'opera che celebra i piaceri terreni — amore, vino, primavera — ma pure i capricci della Fortuna e del destino, spesso beffardo. A rappresentarne la martellante complessità musicale, tradotta in movenze di danza, il Balletto Nazionale del Kosovo, fondato nel 1972 a Pristina, all'interno del Teatro Nazionale, e poi rifondato nel 2001, dopo la guerra, e rapidamente divenuto compagnia di ballo contemporanea e di rilievo internazionale. Da allora il Balletto Nazionale del Kosovo ha presentato in anteprima oltre 70 produzioni, ha collaborato con coreografi di tutto il mondo e ha effettuato numerose tournée in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone, in Corea del Sud, in Turchia, a El Salvador e in Colombia, diventando voce rappresentativa dell'identità culturale del Kosovo attraverso la danza.
Autore delle coreografie, ma pure dei costumi, Toni Candeloro, danzatore di fama mondiale (Rudolf Nureyev lo volle al suo fianco per il passo a due maschile “Chant d'un compagnon errant” di Maurice Béjart), e partner tra le altre di Carla Fracci, Luciana Savignano, Alessandra Ferri, Galina Panova. E altrettanto acclamato coreografo: già in scena con il Balletto dell'Opera di Zurigo al Balletto Nazionale di Cuba e con il Teatro Municipal di Rio de Janeiro, è l’unico italiano ad essere stato invitato al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, casa del balletto classico per eccellenza, dove Candeloro ha ricostruito “La Fille du Pharaon”, prima opera che il coreografo Marius Petipa ideò in quel teatro. Sensibilità che ritorna in quest’allestimento dei “Carmina Burana”, in cui Candeloro riesce a ricreare momenti emblematici del repertorio storico, soprattutto della prima metà del Novecento - ai quali la stessa partitura di Carl Orff fa riferimento - come l’”Uccello di Fuoco” e “Les Noces di Stravinsky”, “L’Après-midi d’un faune” di Debussy e “Boléro” di Ravel.
A presentare lo spettacolo “Aletheia teatro”, associazione artistico- culturale e compagnia teatrale attiva dal 2015, diretta dall’attrice e regista Carla Guido (che cura l’organizzazione generale dello spettacolo). E nota per la produzione di spettacoli di teatro classico, come la rassegna “Mitika - Teatro e mito nella contemporaneità”, la rilettura di grandi miti antichi e la gestione di laboratori sulla voce come “Vox Humana”.
L’ingresso allo spettacolo, che si avvale dei patrocini di Comune di Lecce, Ambasciata della Repubblica del Kosovo in Italia, del National Ballet of Kosovo, del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica del Kosovo, è gratuito.
