Incendi sulla costa adriatica meridionale: evacuazioni e danni dal Salento al Molise
BARI - Una domenica segnata da una lunga scia di incendi ha interessato diverse aree della costa adriatica meridionale, dal Salento al Molise, con le fiamme alimentate dal forte vento di scirocco.
Tra le situazioni più critiche quella registrata sul Gargano, a Peschici, dove centinaia di turisti e residenti sono stati evacuati. In diversi casi le persone sono state allontanate dalle zone a rischio anche via mare. Per fronteggiare il vasto incendio sono intervenuti quattro Canadair e diversi elicotteri. Secondo quanto riferito dal sindaco Luigi D’Arienzo, il rogo sarebbe di origine dolosa e sarebbe stato appiccato in più punti. Circa 400 persone sono state accolte in strutture di emergenza tra Peschici e Vieste.
L’emergenza ha interessato anche l’Alta Murgia, dove le fiamme hanno distrutto circa 105 ettari tra boschi e pascoli. Un nuovo fronte si è inoltre sviluppato a Toritto, in località Quasano. Focolai sono stati segnalati anche a Bari, nel quartiere San Girolamo, e a Campobasso.
Situazione grave anche a Gallipoli, dove un incendio ha devastato circa sei ettari di pineta nella zona di Rivabella, rendendo necessaria l’evacuazione di residenti e turisti. Il sindaco ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità e l’avvio di un piano straordinario di rimboschimento, accompagnato da un rafforzamento delle misure di prevenzione.
L’ondata di incendi ha riacceso anche il confronto politico. La Lega ha criticato i tempi di intervento dei Canadair, mentre la Regione Puglia ha ribadito di aver già richiesto il posizionamento di un velivolo antincendio presso l’aeroporto di Foggia. La richiesta, secondo quanto riferito dalla Regione, sarebbe stata respinta dalla Protezione civile nazionale per motivi tecnici.
Una giornata drammatica, dunque, che ha messo a dura prova diversi territori e riaperto il dibattito sulla necessità di rafforzare il sistema di prevenzione e di contrasto agli incendi boschivi, soprattutto in presenza di temperature elevate e forti venti.
Tra le situazioni più critiche quella registrata sul Gargano, a Peschici, dove centinaia di turisti e residenti sono stati evacuati. In diversi casi le persone sono state allontanate dalle zone a rischio anche via mare. Per fronteggiare il vasto incendio sono intervenuti quattro Canadair e diversi elicotteri. Secondo quanto riferito dal sindaco Luigi D’Arienzo, il rogo sarebbe di origine dolosa e sarebbe stato appiccato in più punti. Circa 400 persone sono state accolte in strutture di emergenza tra Peschici e Vieste.
L’emergenza ha interessato anche l’Alta Murgia, dove le fiamme hanno distrutto circa 105 ettari tra boschi e pascoli. Un nuovo fronte si è inoltre sviluppato a Toritto, in località Quasano. Focolai sono stati segnalati anche a Bari, nel quartiere San Girolamo, e a Campobasso.
Situazione grave anche a Gallipoli, dove un incendio ha devastato circa sei ettari di pineta nella zona di Rivabella, rendendo necessaria l’evacuazione di residenti e turisti. Il sindaco ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità e l’avvio di un piano straordinario di rimboschimento, accompagnato da un rafforzamento delle misure di prevenzione.
L’ondata di incendi ha riacceso anche il confronto politico. La Lega ha criticato i tempi di intervento dei Canadair, mentre la Regione Puglia ha ribadito di aver già richiesto il posizionamento di un velivolo antincendio presso l’aeroporto di Foggia. La richiesta, secondo quanto riferito dalla Regione, sarebbe stata respinta dalla Protezione civile nazionale per motivi tecnici.
Una giornata drammatica, dunque, che ha messo a dura prova diversi territori e riaperto il dibattito sulla necessità di rafforzare il sistema di prevenzione e di contrasto agli incendi boschivi, soprattutto in presenza di temperature elevate e forti venti.
