Martina Franca, riconoscimenti di Cavaliere a Mario Ruggieri e di Dama dell’Arcobaleno a Marisa Caliandro

TERESA GENTILE - Mario Ruggieri e Marisa Caliandro non hanno cercato l’immortalità nelle gallerie d’arte o scrivendo sillogi ma hanno scelto l’eternità dei loro gesti d’amore e della loro operosa presenza in famiglia e nel sociale.

Una eternità che si è sedimentata tra i ricordi più cari che sono restati impressi nei volti sorridenti e nella memoria di bambini e ragazzi di ieri oggi divenuti uomini e donne del mondo e che in giorni lontani dimenticarono di trovarsi in una scuola straniera (Plesso Chiarelli di Martina Franca), perché figli di esuli o di trovarsi nella corsia di un ospedale con la flebo che avrebbe potuto salvare la loro vita. E ciò avvenne come per magia grazie al mago Mario e grazie a fata Marisa con il sorriso buono, così quegli alunni e quei malatini amavano chiamarli con affetto perché a loro portarono nasi rossi, fogli da piegare, colori e matite per disegnare Martina Franca, la loro nuova patria, e poi creare un personaggio per un fumetto chiamato Lampadino perché aveva idee e sogni bellissimi. Fu così che quei ragazzi in tale fumetto videro lo specchio di sé stessi e si sentirono "a casa" perché amati e integrati in una nuova e operosa realtà e non invisibili perché stranieri o bullizzati.

Mario e Marisa continuano ancor oggi a seminare il loro messaggio che il tempo cancella velocemente ma il vero amore resta e si trasforma in speranza, in nuova consapevolezza che il tempo migliore sia quello donato; il vero amore sia come il pane quotidiano e l’eternità spesso abbia la forma magica di un semplice naso rosso o di un foglio piegato che rappresenta una farfalla pronta a prendere il volo. Ognuno di noi vive in modo quotidiano il tempo in cui vediamo germogliare da noi stessi versi, note, dipinti, progetti, gemme luminose di sogni. Mario e Marisa sono due artisti capaci di trasformare fogli in cigni e far scoprire anche a bambini esuli o in una corsia d’ospedale di avere talenti preziosi da poter coltivare per poter realizzare i loro sogni e per questo sono la prova tangibile che la magia più grande non è far apparire delle cose o distruggerle per sempre ma è far sbocciare il meglio che c’è in ognuno di noi perché solo l’amore condiviso volto a realizzare insieme un sogno è l’unica e potente arma che genera tempo di vita e pace e non paure e inutile distruzione. Per questo Mario ha meritato il diploma e la medaglia di Cavaliere e Marisa quello di Dama dell’Arcobaleno della PACE.

Mario Ruggeri Artista pittore e consulente esperto in “origami ed arti tecniche figurative dirette a fini speciali”, formatore ed animatore “Arte e Clown terapeuta”, effettua corsi e laboratori di aggiornamento per insegnanti e operatori del sociale (Provveditorati P.I., ASL, Enti locali, Associazioni di Volontariato, Privato sociale, ecc.). Nato a Nociglia (LE) il 20/04/1956, risiede a Martina Franca (TA). Nel 1976 diviene uno dei fondatori del “Centro Sociale Taranto Nord”, membro del Consiglio Direttivo crea il “Gruppo Teatrale Giovanile”. Dal 1979 espone le sue opere in numerosissime mostre personali, itineranti e a meeting internazionali in Itala e all’estero.

Incontrare Marisa Calianno e Mario Ruggieri al Polivalente in occasione della festa dei nonni mi ha consentito di ripensare a un indimenticabile percorso di vita spirituale e culturale condiviso con la loro collaborazione dal 1995 in poi e che si è rivelato luminoso... perché era caratterizzato da un inesauribile e magmatico entusiasmo creativo e dalla condivisione di un sogno. Bastava a me ideare una recita e... "il mago Mario", (come Mario Ruggeri era stato soprannominato dai miei alunni delle classi 5ª C e 4ª D negli anni dal 1995 al 1997) giungeva in classe, inaspettato, con la sua immancabile "valigia magica”, piena di strumenti scenici". Era un periodo complesso in cui a Martina stavano giungendo tanti esuli albanesi e di altre nazioni e la scuola Chiarelli si trovava a fronteggiare problemi connessi all'integrazione tra lingue, tradizioni, attese dei genitori e tant'altro. Ebbene proprio grazie a una giovane insegnante e poetessa albanese Lindita Doku, (cooperatrice linguistica) che fu prezioso tramite con alunni della sua terra natia, ebbi modo di conoscere anche Mario e Marisa. Mi accorsi, dalla luce del loro sguardo e dal loro sorriso… che si entusiasmavano per ogni idea data da ogni mio copione teatrale ispirato dal mio amore per Martina e mi convinsi che avrei trovato in loro dei validissimi collaboratori. E così, collaborando, come per magia, presero forma costumi, scenografie, creazioni fatte con i fumetti e tant'altro. Fu grazie al loro contributo fattivo che si accrebbe tra i miei alunni e i loro genitori e i ragazzi e le famiglie martinesi, il desiderio di appropriarsi della nuova tecnica del fumetto per indagare la realtà e, tutti insieme, riuscimmo a integrare e indagare gli aspetti ambientali con l'intento di conservare, sfruttare (in senso culturale) e imparare a proteggere l'ambiente paesaggistico e architettonico di Martina Franca. Grazie a sua moglie, Marisa ho potuto conoscere persone luminose come il preside Pecere, la poetessa russa Irina Hale e tanti giovani talenti che oggi onorano la nostra città. Era bello l'entusiasmo espresso da Mario e Marisa quando creavano con me personaggi "innamorati di Martina Franca" e che poi sapevano dialogare con ragazzi e adulti contagiandoli del loro stesso AMORE.

Grazie a loro anche altre classi li coinvolsero nei loro progetti e il plesso Chiarelli divenne un laboratorio plurietnico di innovazioni educative.

promuovendo al meglio l'educazione alla salute, alla promozione del dialetto, ai diritti umani, allo sviluppo in umanità e accoglienza, alla pace, all'intercultura e tant'altro Si dette vita anche a un giornalino "Noinsieme". Noi docenti imparammo a interagire, pur operando in vari ambiti, aderendo a sogni "condivisi " anche da altre associazioni, docenti, e genitori coinvolti in vista di quella che il dott. Marino Ceci definiva " condizione essenziale e esistenziale nel processo educativo degli allievi che alla scuola si affidano ". Tale progetto si concluse con un testo che documentava la creazione di disegni, fumetti, foto, notizie storiche su Martina, riflessioni personali nate osservando dipinti di Adelina Casavola, Vincenzo Milazzo, Franca Aquaro e Mario Ruggeri e scoprimmo i COLORI dell'arte ; aderimmo a un corso di fumetto e imparammo a comunicare con questa arte che porta la realtà a divenire fantasia e sollecita la fantasia a mutarsi in realtà nell'affascinante viaggio in un unico linguaggio che incastona come in un arcobaleno mille linguaggi : quello del suono, quello del segno, quello della visone, quello delle mille espressioni e il linguaggio dei linguaggi che è proprio dato da quell'assieme di emozioni e che è il fumetto. Fu così che in classe alcuni alunni scoprirono in sé doti di littering perché si impegnavano a scrivere bene fumetti e parole onomatopeiche; altri impararono a inventare graficamente dei personaggi e sapevano descriverli molto bene in ogni loro caratteristica. Altri ancora impararono a disegnare l'ambientazione e fu realizzato un piccolo albo relativo al nostro progetto “Ragazzi 2000” –Programma Pluriennale Caleidoscopio 1995-1997 che aveva come protagonisti Lampadino e i suoi amici, in giro per Martina. I nostri ragazzi si impegnarono a comporre cartelloni con le loro riflessioni, poesie e foto in omaggio alla nostra città.

Impararono così, sia i piccoli martinesi che i ragazzi provenienti da altre nazioni, a volersi bene tra loro e a voler più bene a Martina Franca perché avevano conosciuto la sua storia e le sue bellezze artistiche e paesaggistiche; avevano fatto interviste ai loro nonni e a anziani artigiani, avevano imparato proverbi e modi di dire; avevano provato a parlare in dialetto locale ; avevano collaborato alla creazione di una videocassetta dedicata alla chiesa di San Martino; avevano scoperto iridescenze storiche, avevano visitato casa Cappellari e realizzato un santo Natale vivente con vari ambienti artigiani e avevano contribuito con vari lavoretti manuali a raccogliere una bella sommetta con altre scuole locali e di Locorotondo per la costruzione di un tratto di acquedotto in Kenia grazie al sacerdote Argese.