Sanità, FdI: «Nel 2025 un pugliese su due ha rinunciato alla prima visita o non si è presentato»


BARI - “Nel 2025 in Puglia solo il 46,8% delle prescrizioni mediche di prime visite è stato realmente effettuato, vale a dire che più di 1 pugliese su 2 è andato dal proprio medico di base, si è fatto prescrivere una visita diagnostica, ma poi non si è presentato. Va detto che anche questa volta la Puglia ha la peggiore percentuale fra le Regioni del Sud (dati AGENAS ricavati dalle tessere sanitarie). La domanda è semplice: il pugliese che non è andato nella struttura pubblica a effettuare la visita cosa ha fatto: ci ha rinunciato, o è andato dal privato? In entrambi i casi, a condizionare la scelta di non curarsi o di farlo a pagamento ci sarà stata la motivazione TEMPO, liste d’attese troppo lunghe e necessità di effettuare subito la visita.

“Ma è evidente che di fronte a questo dato viene facile capire come si recuperano le lunghe liste di attesa, per le quali il presidente Antonio Decaro ci sciorina puntualmente i risultati: la metà dei chiamati ha rinunciato o ha provveduto diversamente. Quindi, invitiamo Decaro a evitare annunci-propaganda sulle liste del passato e a concentrarsi su come riuscire a garantire OGGI prestazioni nei tempi previsti dalla ricetta.

“È evidente che serve più personale sanitario per snellire le liste di attesa e qui si apre un altro capitolo: in Puglia le assunzioni ci sono state, ma più a scopo elettorale che per venire davvero incontro all’assistenza. In passato, anche in un recente passato, abbiamo stigmatizzato la presenza dell’allora governatore Michele Emiliano e dell’allora assessore alla Sanità, Raffaele Piemontese, ma anche di qualche consigliere/candidato al momento della firma del contratto di assunzione: ci appariva inopportuno politicamente, come dire: ‘sono io che ti dò il lavoro e quindi sai chi devi votare’… Oggi questo rilievo – non sul piano politico, ma economico – lo fanno anche i giudici della Corte dei Conti che contestano, in particolare, alcune assunzioni/stabilizzazioni fatte in piena campagna elettorale.

Ci consola aver denunciato tutto a tempo debito? Certamente no, ci fa arrabbiare e non poco che a pagare, oggi, siano i pugliesi con un aumento dell’Irpef. Come diceva Totò: e io pago!”.