Taranto, Regione Puglia paga 1,5 milioni per il Frecciarossa: Decaro denuncia “servizio a mercato”
BARI - Polemica sul collegamento ferroviario tra Taranto e Roma. La Regione Puglia ha deciso di contribuire con oltre 1,5 milioni di euro per garantire la continuità del servizio Frecciarossa tra il capoluogo ionico e la capitale.
A sollevare il caso è il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che in un post sui social ha parlato apertamente di una situazione definita “un ricatto”, sottolineando come il costo del servizio sia ricaduto sulle casse regionali.
“Per Taranto e per i tarantini oggi abbiamo dovuto cedere a un ricatto: la Regione Puglia ha pagato oltre 1,5 milioni di euro per garantire un solo Frecciarossa verso Roma”, ha scritto Decaro, evidenziando come si tratti di risorse pubbliche regionali destinate a un collegamento ferroviario ritenuto essenziale.
Secondo il presidente, la richiesta economica deriverebbe dalla logica del cosiddetto “servizio a mercato” comunicata da Trenitalia, in base alla quale il collegamento sarebbe garantito solo a fronte della copertura dei costi da parte della Regione. “Come se una città si potesse vendere al miglior offerente”, ha aggiunto.
Decaro ha inoltre lamentato l’assenza di risposte da parte del Ministero competente, parlando di una condizione di isolamento infrastrutturale che penalizzerebbe Taranto rispetto ad altre realtà del Paese. “Nelle regioni del Nord non succede”, ha osservato, sottolineando come situazioni analoghe non riguardino altri capoluoghi.
Nel suo intervento, il governatore ha criticato anche la posizione del centrodestra pugliese, accusato di non aver difeso gli interessi del territorio. Al tempo stesso ha rivendicato la scelta della Regione di garantire comunque il servizio, definendola una decisione presa “nell’interesse dei cittadini”, pur a fronte di un costo ritenuto eccezionale.
“La battaglia per il rispetto che spetta alla Puglia non finisce qui”, ha concluso Decaro, annunciando ulteriori iniziative sul tema dei trasporti e dell’accessibilità del territorio tarantino.
