Violenza minorile, Capone: 'Comprenderne le cause per prevenirla'


“Non possiamo restare spettatori di fronte a quello che sta accadendo. Gli episodi di violenza che negli ultimi mesi hanno coinvolto ragazzi giovanissimi in diverse città della Puglia ci interrogano profondamente e ci impongono una responsabilità: comprendere prima di giudicare, prevenire prima di reprimere”.

Così la consigliera Pd Loredana Capone, intervenendo alla seduta congiunta della III e della VI Commissione consiliare dedicata alla sicurezza nelle città e agli episodi di violenza commessi da minori.

“Quello che abbiamo visto accadere a Taranto, a Bari, a Lecce, a Foggia - sottolinea - non può essere liquidato né con l’allarmismo né con la rassegnazione. Dietro quei fatti c’è una domanda che riguarda tutti noi: perché ragazzi sempre più giovani arrivano a considerare la violenza un linguaggio? Per rispondere non bastano le statistiche. Dobbiamo capire dove nasce questo disagio, come si manifesta, quali luoghi attraversa, quale ruolo hanno la famiglia, la scuola, i social network, le periferie ma anche i nostri centri storici e gli spazi della socialità”.

Per Capone la risposta non può essere affidata esclusivamente agli strumenti repressivi.

“La repressione da sola non basta - aggiunge - e spesso arriva quando è già troppo tardi. La vera sfida è la prevenzione. Significa accompagnare le famiglie, sostenere gli educatori, aiutare gli insegnanti, dare strumenti ai genitori, rafforzare i servizi sociali e psicologici. Significa costruire una comunità capace di intercettare il disagio prima che esploda. Abbiamo bisogno di un luogo stabile dove possano dialogare scuole, Comuni, servizi sociali, ASL, procure minorili, tribunali, università, ordini professionali e associazioni. Non per sovrapporsi agli organismi che già si occupano di sicurezza pubblica ma per svolgere un’altra funzione: conoscere il fenomeno, condividere informazioni, individuare i fattori di rischio e costruire insieme strumenti di prevenzione. Oggi ognuno possiede una parte della fotografia, noi abbiamo bisogno di ricomporla”.

Capone ha inoltre ricordato le misure già adottate dalla Regione Puglia, dal rafforzamento delle politiche giovanili all’istituzione dello psicologo di base, sottolineando però la necessità di fare un ulteriore passo avanti.

“Abbiamo fatto molto - prosegue Capone - ma evidentemente non basta più. Dobbiamo chiederci come coinvolgere maggiormente le famiglie, come aiutare i genitori ad affrontare i cambiamenti dell’adolescenza, come valorizzare il ruolo dei consultori, come rafforzare la presenza educativa dentro e fuori la scuola. C’è un tema che precede ogni altro: aiutare i nostri ragazzi a riconoscere e gestire le proprie emozioni, la rabbia, la frustrazione, la paura. Perché è proprio lì che spesso nasce la violenza”.

La consigliera ha infine ribadito il valore della seduta odierna rispondendo anche alle polemiche dell’opposizione.

"Incomprensibile - conclude - chi ha definito questo confronto inutile. Non era questo lo scopo della giornata. Non volevamo sostituirci ai Comitati per l’Ordine e la sicurezza pubblica, né affrontare il tema esclusivamente dal punto di vista repressivo come troppe volte il centrodestra fa. Il compito del Consiglio regionale è un altro, ascoltare chi ogni giorno vive questi fenomeni e tradurre quel patrimonio di conoscenze in politiche pubbliche e strumenti legislativi. È questo il senso più autentico delle Commissioni consiliari e io sono profondamente grata a tutti gli intervenuti che ci hanno fornito materiale importantissimo per affrontare con la giusta consapevolezza questo tema così necessario e contemporaneamente delicato che riguarda ciascuno di noi”.

“Da questo confronto - conclude Capone - non devono uscire soltanto riflessioni, ma impegni concreti. La Regione ha oggi la possibilità di aiutare i Comuni, le scuole, le organizzazioni sociali e tutte le realtà educative con strumenti nuovi e più efficaci. Ce lo chiedono le famiglie, ce lo chiedono i nostri ragazzi e ce lo impone la responsabilità che abbiamo verso il futuro della nostra comunità".