Acciaierie d’Italia, l’Ordine degli Ingegneri di Taranto: “La sfida è la decarbonizzazione, non la deindustrializzazione”
TARANTO - L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto interviene nel dibattito sul futuro di Acciaierie d’Italia, dopo le recenti dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e gli ultimi sviluppi giudiziari, chiedendo un confronto basato su competenze tecniche e su una visione di lungo periodo.
Secondo l’Ordine, il futuro dello stabilimento siderurgico e del territorio tarantino deve poggiare su tre pilastri fondamentali: sostenibilità, responsabilità sociale e produttività.
I tre pilastri per il rilancio
Per gli ingegneri è necessario accelerare il processo di decarbonizzazione e di riconversione tecnologica degli impianti, nel pieno rispetto delle normative ambientali e della tutela della qualità della vita.
Accanto all’aspetto ambientale, viene indicata come prioritaria la responsabilità sociale, attraverso la salvaguardia dei livelli occupazionali, la valorizzazione delle competenze tecniche e la costruzione di un modello di sviluppo compatibile per Taranto.
La produttività, sottolinea l’Ordine, resta indispensabile per garantire la competitività dello stabilimento e preservarne il ruolo strategico per l’economia nazionale e per l’occupazione del territorio.
“Lo stop dello stabilimento sarebbe irreversibile”
Nel documento si evidenzia come una eventuale fermata dell’impianto potrebbe avere conseguenze permanenti.
Secondo l’Ordine degli Ingegneri, alcuni impianti rischierebbero infatti di essere compromessi in modo irreversibile, rendendo un’eventuale ripartenza possibile solo dopo interventi di ricostruzione particolarmente complessi e costosi.
“Taranto laboratorio della transizione industriale”
L’Ordine sottolinea che produttività, sostenibilità e responsabilità sociale sono elementi strettamente collegati: nessuno dei tre può essere perseguito separatamente senza compromettere il futuro dello stabilimento e del territorio.
Per questo motivo gli ingegneri ribadiscono la propria disponibilità a partecipare ai tavoli tecnici locali e nazionali, mettendo a disposizione le competenze professionali presenti sul territorio.
"L'obiettivo – conclude la nota firmata dal presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto, Antonio Pisto – è fare di Taranto un laboratorio nazionale della transizione industriale sostenibile, capace di coniugare sviluppo, innovazione, tutela ambientale e interesse pubblico."
