Festival della Valle d’Itria, ultima replica della “Carmen” originale di Bizet a Martina Franca

ph_Cinzia Coppolecchia

MARTINA FRANCA - Domenica 2 agosto alle ore 21, nel cortile di Palazzo Ducale di Martina Franca, va in scena l’ultima replica della “Carmen” di Georges Bizet proposta dal 52° Festival della Valle d’Itria. Un appuntamento particolarmente atteso perché si tratta della prima rappresentazione al mondo dell’opera nella versione originariamente concepita dal compositore francese nel 1874, prima delle modifiche richieste dai dirigenti dell’Opéra-Comique di Parigi in vista della prima assoluta del 3 marzo 1875.

L’allestimento, tra gli eventi più innovativi dell’edizione 2026 del Festival, ha riscosso grande attenzione da parte del pubblico e della critica internazionale, con le precedenti recite già sold out. La produzione chiude anche il programma della manifestazione inaugurata lo scorso 14 luglio e dedicata al tema “Mediterraneo, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie”, sotto la direzione artistica di Silvia Colasanti.

Sul podio ci sarà Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Petruzzelli di Bari e del Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi. Per Luisi si tratta della prima lettura della celebre opera di Bizet nella sua carriera internazionale.

La regia, le scene e i costumi sono firmati da Denis Krief, con i costumi realizzati insieme a Carla Galleri. Nel ruolo di Carmen debutta il mezzosoprano turco-tedesco Deniz Uzun, mentre Natalia Tanasii interpreta Micaëla. Nel cast figurano inoltre il tenore Matteo Lippi nel ruolo di Don José e il baritono Alessandro Luongo come Escamillo, insieme a Diego Maffezzoni (Le lieutenant) e ai giovani interpreti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.

Una Carmen riscoperta nella versione originale

Il progetto nasce dal lavoro filologico del musicologo Paul Prévost, che ha riportato alla luce i manoscritti autografi di Bizet grazie alla nuova edizione critica pubblicata da Bärenreiter. Il risultato è una “nuova” Carmen nella sua forma originaria di opéra-comique, caratterizzata dalla presenza dei mélodrames, ovvero dialoghi recitati accompagnati dall’orchestra.

Una versione profondamente diversa da quella diventata celebre nei teatri di tutto il mondo. Tra gli elementi eliminati o modificati dopo la prima rappresentazione vi furono diversi passaggi musicali, parti corali e alcuni momenti fondamentali, compresa la celebre Habanera, inserita successivamente su richiesta della protagonista Célestine Galli-Marié.

«È una Carmen contraria alla tradizione che si è stabilita, una tradizione verista, purtroppo – ha spiegato Fabio Luisi -. Carmen non è nata come opera verista ma come opéra-comique. L’idea originaria conferiva all’opera un accento molto più leggero ed elegante».

La visione di Krief: un’opera rivoluzionaria

Per il regista Denis Krief, la Carmen originale restituisce tutta la forza innovativa dell’opera di Bizet, nata come uno specchio critico della società del suo tempo.

«Far vedere sulla scena dell’Opéra-Comique, nel 1875, delle operaie che fumano nella pausa di un lavoro estenuante e che vengono molestate da borghesi o poliziotti significava mettere la società davanti allo specchio», ha sottolineato Krief.

Una lettura che restituisce il carattere libero e ribelle della protagonista: Carmen è una donna che rifiuta ogni imposizione e difende fino alle estreme conseguenze la propria indipendenza, in una vicenda destinata a concludersi tragicamente ma diventata una delle più celebri della storia del melodramma.

Con questa produzione il Festival della Valle d’Itria offre dunque al pubblico un’occasione unica: riscoprire la Carmen di Bizet prima delle trasformazioni che ne hanno segnato la fortuna internazionale, tornando alla visione originale di uno dei massimi capolavori dell’opera francese.