Mitilicoltura, caro carburante: cambia il parametro per gli indennizzi FEAMPA. Riconosciuta la produzione 2023


Paolicelli: «Una risposta concreta alle aziende che hanno pagato il prezzo più alto degli eventi climatici»

La modifica, fortemente sollecitata dalla Regione Puglia al tavolo ministeriale, consente di tutelare le imprese colpite dalle morìe che rischiavano di essere penalizzate dal precedente criterio. Il 4 settembre convocato un tavolo regionale con le organizzazioni della pesca e dell’acquacoltura

BARI – Una modifica al criterio di calcolo degli indennizzi FEAMPA per sostenere le imprese della mitilicoltura pugliese colpite dalle morìe dei mitili provocate dalle eccezionali temperature delle acque. È il risultato del confronto tra Regione Puglia e Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che ha portato al recepimento di un nuovo parametro per la determinazione degli aiuti.

Per le imprese pugliesi interessate dagli eventi di morìa del seme e del frutto sarà infatti possibile utilizzare la produzione commercializzata nel 2023 come riferimento per il calcolo dell’indennizzo previsto dall’Intervento 222507 “Indennizzo per eventi imprevisti ambientali, climatici o di salute pubblica” del Programma nazionale FEAMPA 2021-2027.

La modifica interviene su un aspetto particolarmente delicato per il comparto. L’indennizzo è destinato a compensare il mancato guadagno e i maggiori costi di produzione sostenuti dalle imprese, anche a fronte dell’aumento dei costi determinato dalla crisi del mercato e dal caro carburante.

Il problema nasceva dal criterio ordinario, che prevedeva di utilizzare come riferimento la produzione commercializzata nel 2025. Per le aziende colpite dalle morìe, però, quel dato avrebbe potuto restituire un'immagine distorta della loro effettiva capacità produttiva, già compromessa dagli eventi ambientali verificatisi nel 2024.

Da qui la richiesta avanzata dalla Regione Puglia al Ministero per individuare un parametro più aderente alla situazione reale delle imprese. Il confronto al tavolo ministeriale ha portato quindi al riconoscimento della produzione del 2023, evitando che la perdita produttiva subita dalle aziende si trasformasse anche in una riduzione dell’indennizzo.

«Abbiamo lavorato con il Ministero per evitare che le imprese della mitilicoltura colpite dalle morìe fossero penalizzate due volte: prima dalla perdita della produzione e poi da un criterio di calcolo che non ne rappresentava più la reale capacità produttiva», dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura con delega alla Pesca, Francesco Paolicelli.

«Il riconoscimento del 2023 come annualità di riferimento è una risposta concreta alle aziende che hanno pagato il prezzo più alto degli eventi climatici e consente di rendere più equo l’accesso agli indennizzi», aggiunge Paolicelli.

L’assessore richiama però anche la situazione attuale del comparto, alle prese con nuove criticità legate al caldo estremo. «Il cambiamento climatico continua a produrre effetti pesantissimi sul comparto, come sta accadendo in questi giorni proprio nel Mar Piccolo di Taranto, dove il caldo eccessivo sta causando la morìa dei mitili».

Per questo, annuncia Paolicelli, «è necessario accompagnare gli strumenti di sostegno già attivati con un confronto costante con il settore e con una interlocuzione continua sui tavoli nazionali, considerando anche che si tratta ormai di problematiche che riguardano tutte le regioni costiere».

Proprio per affrontare le nuove emergenze, è stato convocato per venerdì 4 settembre un tavolo regionale con le organizzazioni di categoria della pesca e dell’acquacoltura, con l'obiettivo di condividere ulteriori misure e azioni a sostegno delle imprese.

La possibilità di utilizzare il dato del 2023 non costituisce un automatismo. La deroga riguarda esclusivamente le imprese per le quali sia oggettivamente comprovato il nesso tra la contrazione della produzione registrata nel 2024 e nel 2025 e gli eventi di morìa riconducibili all’eccezionale incremento delle temperature delle acque.

Restano invariati il periodo oggetto dell’indennizzo, compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026, e gli altri parametri previsti dalla metodologia FEAMPA.

Il bando regionale, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia il 6 agosto 2026, è rivolto alle imprese della pesca professionale e alle Pmi del comparto acquicolo e prevede un sostegno per il mancato guadagno e i maggiori costi di produzione.

La procedura è articolata in due fasi: un pagamento intermedio relativo al periodo 28 febbraio-31 agosto 2026 e un pagamento finale per il periodo 1° settembre-31 dicembre 2026.

Le domande di sostegno relative all’avviso pubblico sull’Intervento 222507 – Operazione 31 “Compensazione” del Programma nazionale FEAMPA 2021-2027 dovranno essere presentate entro le ore 12 del 16 settembre 2026.

L’obiettivo è garantire un sostegno concreto a un settore particolarmente esposto agli effetti del cambiamento climatico, evitando che proprio le imprese maggiormente colpite dalle morìe vengano penalizzate nella determinazione degli aiuti.

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