Bari, il complesso di Mungivacca diventa edilizia pubblica e sociale: 100 nuovi alloggi
BARI - La giunta comunale di Bari ha approvato oggi l’atto di indirizzo per la riconversione del complesso di alloggi nel quartiere Mungivacca, originariamente destinato a studentato universitario e mai completato, in un intervento di edilizia residenziale pubblica (ERP) e di edilizia residenziale sociale (ERS), nella misura del 50% ciascuna.
Il provvedimento, promosso dalla vicesindaca con delega alla Rigenerazione Urbana e Sociale Giovanna Iacovone e dall’assessore al Patrimonio Nicola Grasso, rappresenta un nuovo passaggio nel percorso avviato dall’amministrazione comunale per aumentare la disponibilità di abitazioni accessibili in una città alle prese con crescenti difficoltà nell’accesso alla casa.
L’atto impegna la ripartizione Patrimonio a procedere con gli adempimenti amministrativi necessari per consentire il cambio di destinazione d’uso dell’immobile e trasmette il provvedimento alla ripartizione Governo e Sviluppo Strategico del Territorio, cui spetterà predisporre gli atti necessari all’adozione della variante urbanistica.
“Quella di Mungivacca è un’eterna incompiuta che da oltre dieci anni si staglia con il suo grande scheletro all’ingresso della città”, dichiara il sindaco di Bari Vito Leccese. “La sua riconversione rappresenta un passo fondamentale per coniugare rigenerazione urbana e rigenerazione sociale: non si tratta semplicemente di una risposta, oggi più che mai necessaria, all’emergenza abitativa che tocca strati sempre più ampi della popolazione, a Bari come nelle altre grandi città italiane, ma anche di un significativo intervento di riqualificazione del quartiere Mungivacca”.
Nel nuovo complesso, aggiunge il sindaco, saranno realizzati anche negozi e spazi attrezzati, con l’obiettivo di migliorare il contesto urbano e la qualità della vita dei residenti.
Il cambio di destinazione d’uso è stato reso possibile dall’attuale programmazione per la realizzazione di studentati finanziata attraverso l’apposita misura del PNRR, che ha di fatto superato la precedente destinazione del complesso.
Leccese ha inoltre ringraziato la Regione Puglia e ARCA Puglia Centrale “per la condivisione di un lungo e complesso percorso amministrativo e burocratico” che ha consentito di delineare una soluzione orientata alla riqualificazione urbana e all’inclusione sociale.
Il progetto prevede complessivamente 100 famiglie ospitate nel nuovo edificio: 50 alloggi saranno destinati all’edilizia residenziale pubblica e 50 all’edilizia residenziale sociale. Questi ultimi saranno rivolti in particolare a giovani coppie e nuclei monoreddito che non possiedono i requisiti per accedere alle graduatorie ERP ma che, a causa degli elevati costi degli affitti a Bari, incontrano comunque difficoltà nel trovare un’abitazione sul mercato privato.
“L’orrenda ‘saracinesca’ che oggi rappresenta l’incompiuta prospiciente via Amendola è destinata a scomparire, lasciando il posto a una moderna ed efficiente palazzina”, afferma l’amministratore unico di ARCA Puglia Centrale Piero De Nicolo.
De Nicolo sottolinea inoltre come l’intervento rappresenti un ulteriore tassello del programma di rigenerazione urbana portato avanti con Regione Puglia e Comune di Bari, dopo gli interventi finanziati nei quartieri San Girolamo e Madonnella. Le procedure per l’avvio delle gare, spiega, sono in fase conclusiva, con l’obiettivo di avviare i lavori in tempi rapidi.
Il complesso di Mungivacca nasce nell’ambito del Piano Particolareggiato dell’area approvato nel 2001, che prevedeva la realizzazione di 100 alloggi destinati agli studenti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e del Politecnico di Bari. Per la realizzazione dell’intervento, nel 2003 il Comune di Bari aveva assegnato all’allora Istituto Autonomo delle Case Popolari il diritto di superficie sul suolo attraverso un’apposita convenzione.
L’opera, tuttavia, non è mai stata completata a causa delle vicende giudiziarie che hanno interessato la ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori.
Negli anni successivi il Comune ha avviato un percorso di interlocuzione con Regione Puglia e ARCA Puglia Centrale. Già nel 2017 l’amministrazione aveva segnalato alla Regione la necessità di incrementare la disponibilità di abitazioni di piccolo taglio. L’esigenza è stata successivamente confermata e nel 2022 una deliberazione di giunta aveva già indicato la riconversione del complesso di Mungivacca verso alloggi destinati a particolari categorie sociali e all’housing sociale.
Con la delibera approvata oggi, il Comune compie dunque un ulteriore passo, definendo la ripartizione paritaria degli alloggi tra ERP ed ERS.
La scelta si inserisce nel più ampio tema del diritto all’abitare, che a Bari, come in altre grandi città e realtà turistiche italiane, riguarda sempre più categorie di cittadini. Alle fasce tradizionalmente più fragili si affiancano infatti giovani coppie, anziani, nuclei monogenitoriali, genitori separati e famiglie che, pur avendo un reddito da lavoro, faticano a sostenere i costi del mercato privato della locazione.
La riconversione del complesso di Mungivacca punta così a trasformare una struttura rimasta incompiuta per oltre un decennio in una nuova risorsa abitativa per la città, unendo edilizia pubblica, housing sociale e riqualificazione urbana.
Il provvedimento, promosso dalla vicesindaca con delega alla Rigenerazione Urbana e Sociale Giovanna Iacovone e dall’assessore al Patrimonio Nicola Grasso, rappresenta un nuovo passaggio nel percorso avviato dall’amministrazione comunale per aumentare la disponibilità di abitazioni accessibili in una città alle prese con crescenti difficoltà nell’accesso alla casa.
L’atto impegna la ripartizione Patrimonio a procedere con gli adempimenti amministrativi necessari per consentire il cambio di destinazione d’uso dell’immobile e trasmette il provvedimento alla ripartizione Governo e Sviluppo Strategico del Territorio, cui spetterà predisporre gli atti necessari all’adozione della variante urbanistica.
“Quella di Mungivacca è un’eterna incompiuta che da oltre dieci anni si staglia con il suo grande scheletro all’ingresso della città”, dichiara il sindaco di Bari Vito Leccese. “La sua riconversione rappresenta un passo fondamentale per coniugare rigenerazione urbana e rigenerazione sociale: non si tratta semplicemente di una risposta, oggi più che mai necessaria, all’emergenza abitativa che tocca strati sempre più ampi della popolazione, a Bari come nelle altre grandi città italiane, ma anche di un significativo intervento di riqualificazione del quartiere Mungivacca”.
Nel nuovo complesso, aggiunge il sindaco, saranno realizzati anche negozi e spazi attrezzati, con l’obiettivo di migliorare il contesto urbano e la qualità della vita dei residenti.
Il cambio di destinazione d’uso è stato reso possibile dall’attuale programmazione per la realizzazione di studentati finanziata attraverso l’apposita misura del PNRR, che ha di fatto superato la precedente destinazione del complesso.
Leccese ha inoltre ringraziato la Regione Puglia e ARCA Puglia Centrale “per la condivisione di un lungo e complesso percorso amministrativo e burocratico” che ha consentito di delineare una soluzione orientata alla riqualificazione urbana e all’inclusione sociale.
Il progetto prevede complessivamente 100 famiglie ospitate nel nuovo edificio: 50 alloggi saranno destinati all’edilizia residenziale pubblica e 50 all’edilizia residenziale sociale. Questi ultimi saranno rivolti in particolare a giovani coppie e nuclei monoreddito che non possiedono i requisiti per accedere alle graduatorie ERP ma che, a causa degli elevati costi degli affitti a Bari, incontrano comunque difficoltà nel trovare un’abitazione sul mercato privato.
“L’orrenda ‘saracinesca’ che oggi rappresenta l’incompiuta prospiciente via Amendola è destinata a scomparire, lasciando il posto a una moderna ed efficiente palazzina”, afferma l’amministratore unico di ARCA Puglia Centrale Piero De Nicolo.
De Nicolo sottolinea inoltre come l’intervento rappresenti un ulteriore tassello del programma di rigenerazione urbana portato avanti con Regione Puglia e Comune di Bari, dopo gli interventi finanziati nei quartieri San Girolamo e Madonnella. Le procedure per l’avvio delle gare, spiega, sono in fase conclusiva, con l’obiettivo di avviare i lavori in tempi rapidi.
Il complesso di Mungivacca nasce nell’ambito del Piano Particolareggiato dell’area approvato nel 2001, che prevedeva la realizzazione di 100 alloggi destinati agli studenti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e del Politecnico di Bari. Per la realizzazione dell’intervento, nel 2003 il Comune di Bari aveva assegnato all’allora Istituto Autonomo delle Case Popolari il diritto di superficie sul suolo attraverso un’apposita convenzione.
L’opera, tuttavia, non è mai stata completata a causa delle vicende giudiziarie che hanno interessato la ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori.
Negli anni successivi il Comune ha avviato un percorso di interlocuzione con Regione Puglia e ARCA Puglia Centrale. Già nel 2017 l’amministrazione aveva segnalato alla Regione la necessità di incrementare la disponibilità di abitazioni di piccolo taglio. L’esigenza è stata successivamente confermata e nel 2022 una deliberazione di giunta aveva già indicato la riconversione del complesso di Mungivacca verso alloggi destinati a particolari categorie sociali e all’housing sociale.
Con la delibera approvata oggi, il Comune compie dunque un ulteriore passo, definendo la ripartizione paritaria degli alloggi tra ERP ed ERS.
La scelta si inserisce nel più ampio tema del diritto all’abitare, che a Bari, come in altre grandi città e realtà turistiche italiane, riguarda sempre più categorie di cittadini. Alle fasce tradizionalmente più fragili si affiancano infatti giovani coppie, anziani, nuclei monogenitoriali, genitori separati e famiglie che, pur avendo un reddito da lavoro, faticano a sostenere i costi del mercato privato della locazione.
La riconversione del complesso di Mungivacca punta così a trasformare una struttura rimasta incompiuta per oltre un decennio in una nuova risorsa abitativa per la città, unendo edilizia pubblica, housing sociale e riqualificazione urbana.