Bari, protocollo per l’integrazione socio-sanitaria dei cittadini di Paesi terzi

BARI - La Giunta comunale di Bari ha approvato, su proposta dell’assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone, lo schema di protocollo operativo per l’integrazione socio-sanitaria dei cittadini di Paesi terzi presi in carico dal Servizio sociale comunale attraverso i progetti SAI e/o LGNet 3.

L’accordo sarà sottoscritto dal Comune di Bari, dall’ASL Bari, dall’ARCI Comitato territoriale di Bari e dalla società cooperativa sociale C.A.P.S. - Centro di aiuto psicosociale, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra istituzioni pubbliche ed enti del Terzo settore e favorire un accesso più semplice, appropriato e tempestivo ai servizi territoriali per le persone con background migratorio, in particolare per quelle che vivono condizioni di vulnerabilità sociale, sanitaria, abitativa o relazionale.

Il protocollo punta a consolidare un modello di presa in carico integrata, mettendo in rete competenze, professionalità e strumenti diversi e cercando di superare le barriere linguistiche, culturali, amministrative e informative che possono rendere più difficile l’accesso alle cure e ai servizi di welfare.

L’intesa disciplina le modalità di raccordo operativo tra il Servizio sociale professionale del Comune, l’ASL Bari e gli enti attuatori e gestori dei progetti SAI e LGNet 3, con particolare attenzione alla continuità dei percorsi individualizzati di assistenza e inclusione.

Tra le attività previste figurano l’informazione e l’orientamento ai servizi sociali, sanitari e socio-sanitari, l’accompagnamento delle persone che ne abbiano necessità, la mediazione linguistico-culturale e il supporto nella raccolta della documentazione necessaria per accedere alle prestazioni.

Il raccordo interesserà in particolare gli ambulatori di prossimità attivati dall’ASL Bari nell’ambito del Piano nazionale equità nella salute (PNES) 2021-2027, nell’area strategica “Contrastare la povertà sanitaria”, con sedi a Bari, Grumo Appula, Gioia del Colle, Conversano e Altamura.

Il modello prevede procedure condivise per gli invii ai servizi, l’individuazione di referenti operativi e lo scambio delle informazioni necessarie a garantire la continuità della presa in carico, nel rispetto delle competenze istituzionali, della normativa sulla privacy e dei criteri di accesso ai servizi.

Elemento centrale dell’accordo è l’istituzione, presso l’assessorato comunale al Welfare, del Tavolo tecnico permanente per l’integrazione socio-sanitaria dei cittadini di Paesi terzi. Il Tavolo sarà composto dai referenti del Comune di Bari, dell’ASL Bari e dei progetti SAI e LGNet 3, oltre che, quando necessario, dagli ulteriori soggetti coinvolti nelle attività di assistenza e inclusione.

Il Tavolo sarà coordinato dal Comune, con il supporto dell’ASL Bari per gli aspetti sanitari, e si riunirà almeno ogni sei mesi e ogniqualvolta una delle parti ne ravvisi la necessità. Avrà il compito di monitorare i flussi di comunicazione e di invio ai servizi, esaminare eventuali criticità organizzative, aggiornare i riferimenti operativi, promuovere attività formative e formulare proposte per migliorare la collaborazione tra i servizi.

Il protocollo non comporterà maggiori oneri a carico del bilancio comunale, poiché le attività saranno realizzate attraverso le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili nell’ambito dei progetti e degli affidamenti vigenti. L’accordo avrà una durata di tre anni dalla data della sottoscrizione.

“Con questo protocollo rafforziamo una rete di collaborazione tra Comune, servizi sanitari ed enti del Terzo settore con un obiettivo molto concreto - dichiara Michelangelo Cavone -: fare in modo che nessuna persona presa in carico dai nostri servizi sociali resti esclusa dal diritto alla salute a causa di barriere linguistiche, culturali o della difficoltà di orientarsi tra servizi e procedure”.

“L’integrazione socio-sanitaria è fondamentale soprattutto quando ci troviamo davanti a condizioni di maggiore vulnerabilità - prosegue l’assessore -, perché nessun percorso di inclusione e autonomia può essere realmente efficace se i diversi pezzi del sistema continuano a lavorare separatamente”.

Cavone sottolinea inoltre il ruolo del nuovo Tavolo tecnico permanente, che “va esattamente nella direzione che avevamo annunciato qualche mese fa: costruire tavoli interistituzionali stabili sui principali ambiti di intervento sociale, capaci di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, servizi e Terzo settore, condividere responsabilità, affrontare le criticità e individuare risposte comuni”.

“Dopo il tavolo dedicato alle gravi marginalità, oggi aggiungiamo quello sull’integrazione socio-sanitaria delle persone con background migratorio. E intendiamo proseguire su questa strada, attivando progressivamente ulteriori tavoli sui diversi ambiti di intervento”, conclude.

“La complessità sociale non si governa per compartimenti separati, ma costruendo connessioni stabili tra chi ogni giorno incontra i bisogni delle persone e chi ha la responsabilità di dare risposte. Perché una rete funziona davvero quando nessuno può più dire: ‘non è di mia competenza’”.