Carnevale di Putignano 2027, selezionati i sette carri allegorici: il tema è «Smascherata!»
PUTIGNANO – Sono sette i carri allegorici selezionati per l’edizione 2027 del Carnevale di Putignano, dedicata al tema «Smascherata! Liberate le maschere». I progetti sono stati presentati dalle associazioni di cartapestai in risposta all’avviso pubblico della Fondazione Carnevale di Putignano e affrontano il tema delle maschere quotidiane, quelle che ciascuno indossa nella vita di tutti i giorni: dal bravo dipendente alla mamma perfetta, dall’influencer al personaggio pubblico.
Il tema, elaborato con la direzione filosofico-culturale di Andrea Colamedici, fondatore del progetto filosofico Tlon e curatore del Festival internazionale del Pensare Contemporaneo, invita a liberare la maschera dal compito di nascondere per chiedersi cosa resti visibile quando cade.
I sette carri propongono risposte differenti, trasformando la «smascherata» in un'azione scenica fatta di sipari, pedane rotanti, fili che si spezzano e maschere che cadono e risalgono davanti al pubblico. Il punto di vista viene così rovesciato: non è soltanto il visitatore a guardare il carro, ma è il carro stesso a guardare chi assiste.
I sette carri
Carta Bianca – «Il Collezionista di Maschere», bozzetto di Francesco Lippolis. Al centro di un palcoscenico circolare compare un uomo con il volto del Diavolo tentatore, intento a reggere una maschera angelica dorata. Alle sue spalle una grande libreria custodisce le maschere dei sette vizi capitali, simbolo delle identità che ciascuno può assumere. Il carro riflette sulla distanza tra il volto che mostriamo agli altri e ciò che realmente siamo.
Carta & Colore – «Anime oscure...», bozzetto di Vito e Paolo Mastrangelo. Un trono infernale, un demone rosso e un vortice di monete, loghi, cuori e like rappresentano il lato nascosto dell'essere umano, tra tentazioni, apparenze ed eccessi. In alto una figura bianca simboleggia invece la luce, la purezza e la possibilità di ritrovare il vero amore.
Cartaland – «Dis-illudi-amo-ci», bozzetto di Marino Guarnieri. La Fattucchiera, regina delle apparenze, siede sul trono e regge un globo dorato nel quale sono racchiusi sogni e promesse di successo, dai like ai soldi, dai reality ai Rolex. In alto compaiono le maschere del politico, dell'influencer e del vip; in basso quelle del bravo dipendente, della mamma perfetta e dell'amico sempre felice. Poi la Fattucchiera alza le mani, ride e la maschera dorata cade, lasciando emergere la realtà, con le sue paure e le sue contraddizioni.
Carteinregola – «Appesi a un filo», bozzetto di Deni Bianco. Mangiafuoco manovra Arlecchino e Pulcinella come marionette, mentre i fili rappresentano il copione imposto da morale, pubblicità, politica, religione e media. Al centro c'è Pinocchio, l'unico capace di diventare un essere umano. Il suo gesto dà il via alla liberazione: i fili si spezzano, le maschere cadono e anche Mangiafuoco, tra commozione e uno starnuto, perde la propria.
Conlemani – «L'ultima Smascherata», bozzetto di Angelo Loperfido. La Morte, con la falce e un grande orologio alle spalle, rappresenta il momento in cui ogni ruolo e ogni appartenenza perdono consistenza. Le maschere volano via e diventano inutili, proprio perché finalmente libere.
Farinella – «Emerald City», bozzetto di Marino Guarnieri. Il carro rilegge il Mago di Oz come metafora della società dell'apparenza e del consenso. Al centro si erge il volto del Mago, alto tre metri e mezzo, capace di ruotare, muovere gli occhi e aprire la bocca. Un sipario rosso si apre e sotto la maschera compare un uomo qualsiasi circondato da specchi. Alla base grandi fiori con un occhio al centro osservano il pubblico: chi viene per guardare il carro scopre di essere a sua volta osservato.
L'Isola che non c'è – «L'Elefante nella stanza», bozzetto di Diego Simone. Il carro diventa una stanza dominata inizialmente dal blu, dove un ragazzo si nasconde dietro una poltrona mantenendo addosso la maschera costruita per conformarsi alle aspettative sociali. Poi la scena ruota e compare un grande elefante, simbolo della pressione sociale e dei problemi che tutti vedono ma fingono di ignorare. Con la proboscide l'animale sfila la maschera al ragazzo, lasciando emergere un volto ormai amorfo.
«Smascherata!» rappresenta la terza tappa del percorso ideato con la direzione filosofico-culturale di Andrea Colamedici, dopo «Sovvertire» nel 2025 e «Il Paradosso» nel 2026. Se il primo tema aveva riportato il Carnevale al gesto originario del mondo alla rovescia e il secondo aveva esplorato le contraddizioni del presente, l'edizione 2027 concentra lo sguardo proprio sulla maschera, simbolo stesso della festa, liberandola dalla funzione di nascondere.
Una riflessione che, nei sette carri, passa attraverso il linguaggio della cartapesta e dell'ironia: demoni, burattini, fattucchiere, elefanti e la Morte diventano così strumenti per parlare di identità, apparenze, pressione sociale e libertà.