Dieci tavoli interattivi per i bambini ricoverati al Giovanni XXIII e al Policlinico
BARI – Un ricovero non dovrebbe mettere in pausa l’infanzia. Con questo obiettivo Wacebo Europe S.r.l., azienda pugliese specializzata nelle soluzioni tecnologiche per la didattica, ha donato dieci tavoli interattivi destinati ai reparti pediatrici dell’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” e del Policlinico di Bari.
La consegna delle nove postazioni destinate al “Giovanni XXIII” si è svolta mercoledì 16 settembre. I tavoli saranno collocati nei reparti di Ortopedia e Traumatologia, Pediatria “Trambusti”, Chirurgia, Urologia, Neurologia, Malattie Genetico-Metaboliche, Pediatria Ospedaliera, Nefrologia e Cardiologia. Una decima postazione è stata invece donata al reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari, coinvolgendo complessivamente dieci unità pediatriche del capoluogo pugliese.
L’iniziativa nasce dalla volontà di offrire ai piccoli pazienti non soltanto un momento ricreativo, ma anche uno strumento capace di stimolare curiosità, autonomia, apprendimento e relazione, nel rispetto delle diverse esigenze e dei tempi della degenza.
Si tratta del Tavolo Interattivo 43” Dabliu, progettato per proporre ai bambini un’esperienza educativa attraverso contenuti ludici e didattici. Lo schermo multi-touch riconosce fino a 32 tocchi simultanei e consente quindi di svolgere attività individuali o condivise, favorendo creatività, collaborazione e sviluppo delle competenze cognitive.
A completare la dotazione c’è “Animated Stories”, il pacchetto software di Wacebo Europe che comprende 50 storie animate pensate per i bambini della scuola dell’infanzia. Racconti, colori, emozioni e attività interattive accompagnano i più piccoli nello sviluppo delle competenze socio-emotive e cognitive, dall’identificazione e gestione delle emozioni alle abilità sociali, fino all’allenamento della memoria e alla capacità di affrontare semplici sfide attraverso il gioco.
I tavoli interattivi sono pensati in particolare per la fascia d’età compresa tra i 3 e i 6 anni e permettono di ricreare all’interno dei reparti alcune delle esperienze che un ricovero può interrompere bruscamente: giocare, imparare, scoprire e stare insieme agli altri.
L’iniziativa nasce dalla volontà personale dei due soci di Wacebo Europe, Giancarlo Pentassuglia e Christian Fanizzi, di contribuire a rendere meno difficile la permanenza dei bambini nelle strutture ospedaliere.
«Con questa donazione abbiamo voluto portare in ospedale qualcosa che per noi rappresenta molto più di una tecnologia: abbiamo voluto portare un pezzo di normalità – dichiara l’amministratore di Wacebo Europe, Christian Fanizzi –. Un bambino ricoverato non smette di avere bisogno di giocare, di imparare, di stare con gli altri e di sentirsi protagonista. Come azienda che si occupa ogni giorno di educazione e innovazione, abbiamo sentito il dovere e il piacere di mettere le nostre competenze a disposizione dei bambini e delle famiglie che attraversano un momento delicato. Speriamo che questi tavoli possano regalare loro qualche momento di leggerezza, curiosità e condivisione».
«Questi tavoli interattivi sono stati sviluppati con il supporto di un gruppo di ricerca e sviluppo impegnato nell’individuazione delle migliori soluzioni per l’infanzia, sia sotto il profilo pedagogico sia sotto quello ludico. L’obiettivo è accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita, dalla prima infanzia fino all’età scolare della scuola primaria. I tavoli propongono diverse attività, tra cui audiolibri educativi, giochi e percorsi a carattere pedagogico», ha dichiarato Giancarlo Pentassuglia, General Manager di Wacebo Europe.
La donazione si inserisce nel più ampio percorso di umanizzazione dei luoghi di cura pediatrici, con l’obiettivo di creare intorno al bambino un ambiente capace di rispondere non soltanto ai bisogni assistenziali, ma anche a quelli educativi, relazionali e di socialità.
Il percorso amministrativo della donazione è stato avviato con il supporto dell’avvocato Piero Bello, consulente dell’azienda, che ne ha curato l’iter formale con le direzioni sanitarie coinvolte.
Determinante per la concretizzazione del progetto è stato inoltre il contributo del dottor Filippo Maurizio Matarazzo, della dottoressa Daniela Dibello e del direttore medico dottor Giuseppe Calabrese. Il loro supporto ha accompagnato il percorso di realizzazione dell’iniziativa, consentendo di tradurre la volontà dell’azienda in un intervento concreto a beneficio dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.
L’obiettivo della donazione è quindi portare il gioco, la scoperta e la relazione anche all’interno dei reparti, mantenendo vivo durante la degenza quello spazio di normalità che appartiene all’infanzia.
La consegna delle nove postazioni destinate al “Giovanni XXIII” si è svolta mercoledì 16 settembre. I tavoli saranno collocati nei reparti di Ortopedia e Traumatologia, Pediatria “Trambusti”, Chirurgia, Urologia, Neurologia, Malattie Genetico-Metaboliche, Pediatria Ospedaliera, Nefrologia e Cardiologia. Una decima postazione è stata invece donata al reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari, coinvolgendo complessivamente dieci unità pediatriche del capoluogo pugliese.
L’iniziativa nasce dalla volontà di offrire ai piccoli pazienti non soltanto un momento ricreativo, ma anche uno strumento capace di stimolare curiosità, autonomia, apprendimento e relazione, nel rispetto delle diverse esigenze e dei tempi della degenza.
Si tratta del Tavolo Interattivo 43” Dabliu, progettato per proporre ai bambini un’esperienza educativa attraverso contenuti ludici e didattici. Lo schermo multi-touch riconosce fino a 32 tocchi simultanei e consente quindi di svolgere attività individuali o condivise, favorendo creatività, collaborazione e sviluppo delle competenze cognitive.
A completare la dotazione c’è “Animated Stories”, il pacchetto software di Wacebo Europe che comprende 50 storie animate pensate per i bambini della scuola dell’infanzia. Racconti, colori, emozioni e attività interattive accompagnano i più piccoli nello sviluppo delle competenze socio-emotive e cognitive, dall’identificazione e gestione delle emozioni alle abilità sociali, fino all’allenamento della memoria e alla capacità di affrontare semplici sfide attraverso il gioco.
I tavoli interattivi sono pensati in particolare per la fascia d’età compresa tra i 3 e i 6 anni e permettono di ricreare all’interno dei reparti alcune delle esperienze che un ricovero può interrompere bruscamente: giocare, imparare, scoprire e stare insieme agli altri.
L’iniziativa nasce dalla volontà personale dei due soci di Wacebo Europe, Giancarlo Pentassuglia e Christian Fanizzi, di contribuire a rendere meno difficile la permanenza dei bambini nelle strutture ospedaliere.
«Con questa donazione abbiamo voluto portare in ospedale qualcosa che per noi rappresenta molto più di una tecnologia: abbiamo voluto portare un pezzo di normalità – dichiara l’amministratore di Wacebo Europe, Christian Fanizzi –. Un bambino ricoverato non smette di avere bisogno di giocare, di imparare, di stare con gli altri e di sentirsi protagonista. Come azienda che si occupa ogni giorno di educazione e innovazione, abbiamo sentito il dovere e il piacere di mettere le nostre competenze a disposizione dei bambini e delle famiglie che attraversano un momento delicato. Speriamo che questi tavoli possano regalare loro qualche momento di leggerezza, curiosità e condivisione».
«Questi tavoli interattivi sono stati sviluppati con il supporto di un gruppo di ricerca e sviluppo impegnato nell’individuazione delle migliori soluzioni per l’infanzia, sia sotto il profilo pedagogico sia sotto quello ludico. L’obiettivo è accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita, dalla prima infanzia fino all’età scolare della scuola primaria. I tavoli propongono diverse attività, tra cui audiolibri educativi, giochi e percorsi a carattere pedagogico», ha dichiarato Giancarlo Pentassuglia, General Manager di Wacebo Europe.
La donazione si inserisce nel più ampio percorso di umanizzazione dei luoghi di cura pediatrici, con l’obiettivo di creare intorno al bambino un ambiente capace di rispondere non soltanto ai bisogni assistenziali, ma anche a quelli educativi, relazionali e di socialità.
Il percorso amministrativo della donazione è stato avviato con il supporto dell’avvocato Piero Bello, consulente dell’azienda, che ne ha curato l’iter formale con le direzioni sanitarie coinvolte.
Determinante per la concretizzazione del progetto è stato inoltre il contributo del dottor Filippo Maurizio Matarazzo, della dottoressa Daniela Dibello e del direttore medico dottor Giuseppe Calabrese. Il loro supporto ha accompagnato il percorso di realizzazione dell’iniziativa, consentendo di tradurre la volontà dell’azienda in un intervento concreto a beneficio dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.
L’obiettivo della donazione è quindi portare il gioco, la scoperta e la relazione anche all’interno dei reparti, mantenendo vivo durante la degenza quello spazio di normalità che appartiene all’infanzia.
