Energia e competitività al centro dell’81° Congresso nazionale Associazione Termotecnica Italiana (ATI)
Concluso al Politecnico di Milano il confronto tra ricerca, istituzioni, industria e professioni sulle scelte per una transizione energetica sicura e sostenibile.
Riccardo Amirante, presidente dell’ATI, e professore ordinario di “Macchine e Sistemi per l’Energia e l’Ambiente” al Politecnico di Bari, ha tracciato la direzione che l’Associazione deve seguire nel prossimo triennio per rafforzare il suo ruolo di interlocutore tecnico-scientifico indipendente, capace di contribuire alla definizione delle politiche energetiche del Paese
Ridurre le emissioni, rafforzare la sicurezza energetica e sostenere la capacità produttiva del Paese: è attorno a questa sfida che si è sviluppato l’81° Congresso nazionale dell’Associazione Termotecnica Italiana, svoltosi la scorsa settimana al Campus Bovisa del Politecnico di Milano. Il tema «Energia pulita, industria sostenibile: l’innovazione per un Paese stabile e prospero» ha collegato la ricerca sulle tecnologie alle condizioni necessarie perché la transizione produca benefici ambientali, economici e sociali.
Organizzato dalla sezione ATI Lombardia, il Congresso ha trovato a Milano, nel rapporto tra università e tessuto industriale, una sede particolarmente significativa. Le giornate hanno affiancato il confronto sugli scenari energetici all’approfondimento delle soluzioni applicative, con l’obiettivo di avvicinare il patrimonio scientifico della comunità termotecnica alle esigenze delle imprese e alle decisioni pubbliche.
Oltre ai docenti universitari italiani dei Sistemi Energetici, delle Macchine a fluido, della Fisica Tecnica industriale ed ambientale e dei presidenti delle relative associazioni scientifiche, professor Ivan Arsie di Aimsea e professor Sara Rainieri di Fit, il profilo degli ospiti del programma esprime l’ampiezza di questo confronto: Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia; Franco Cotana, amministratore delegato di RSE; Gianni Murano, presidente UNEM; Giuseppe Ricci, presidente AIDIC e Industrial Transformation Chief Operating Officer di Eni; Romano Borchiellini, presidente CTI.
Dopo i saluti del presidente nazionale ATI, professor Riccardo Amirante del Politecnico di Bari, e del professor Giovanni Lozza, del Politecnico di Milano, il programma ha affrontato pianificazione energetica, sicurezza degli approvvigionamenti, trasformazione industriale e normativa tecnica.
Alle soluzioni su cui investire sono stati dedicati i contributi in programma di Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica di ENEA, Giuseppe Mastropieri, consigliere di Elettricità Futura, e dei professori Matteo Romano (CTI) e Marco Ricotti nuclearista del Politecnico di Milano, ed ancora Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sui temi della formazione e dell’accesso alla professione; Valter Quercioli, presidente nazionale Federmanager, sul contributo del management alla competitività; Antonio Cammi, ordinario di Fisica dei Reattori Nucleari al Politecnico di Milano, sulle ragioni della scelta nucleare; Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, sulle politiche e le azioni per la decarbonizzazione del sistema energetico italiano al 2050. A chiusura la lectio magistralis di Franco Rispoli, professore di Sistemi per l’energia e l’ambiente della Sapienza Università di Roma, dedicata a «Macchine e persone. Un percorso e le sue prospettive».
Nella relazione all’Assemblea, Riccardo Amirante ha indicato la direzione dell’ATI per il nuovo triennio: rafforzare il ruolo dell’Associazione quale interlocutore tecnico-scientifico indipendente, capace di contribuire alla definizione delle politiche energetiche del Paese attraverso dati, modelli e competenze. «La transizione energetica – riferisce Amirante - non può essere affrontata per slogan o attraverso campagne mediatiche, deve essere governata e fornire risposte immediate per garantire la competitività alle imprese», si legge nella relazione del presidente. Una visione che richiama un portafoglio tecnologico ampio e valutazioni fondate su sicurezza, competitività, sostenibilità e neutralità.
Questa impostazione trova riscontro nelle collaborazioni illustrate dal presidente con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Federmanager e il Tecnopolo del Mediterraneo, insieme al rafforzamento dei rapporti con università ed enti di ricerca. Il traguardo è rendere più stabile il collegamento tra conoscenza, applicazioni industriali e formazione delle nuove generazioni.
Dalla lettura complessiva dei temi affrontati e degli indirizzi espressi dalla presidenza si possono ricavare tre riflessioni per il futuro energetico del Paese.
La prima riguarda il metodo delle decisioni. Ogni soluzione deve essere valutata per il contributo effettivo alla riduzione delle emissioni, dei costi complessivi, dei tempi di realizzazione, la maturità e l’integrazione nel sistema energetico. La neutralità tecnologica acquista significato quando il confronto poggia su criteri trasparenti e risultati verificabili.
La seconda riguarda il rapporto tra decarbonizzazione e industria. L’efficacia della transizione dipende dalla capacità di accompagnare gli obiettivi ambientali con energia accessibile e affidabile, innovazione dei processi e opportunità di investimento. Per l’Italia, sviluppare tecnologie e competenze significa anche rafforzare, con la massima urgenza, le filiere produttive e ridurre le vulnerabilità del sistema.
La terza riguarda le persone. La disponibilità di tecnologie richiede professionisti capaci di progettarle, manager in grado di guidarne l’adozione e giovani ricercatori coinvolti nei problemi concreti delle imprese. Il Congresso conferma così il valore dell’incontro tra generazioni e della formazione come parte integrante della politica energetica e industriale.
È in questa prospettiva che l’ATI intende consolidare il proprio contributo: offrire al Paese conoscenze affidabili e occasioni di confronto qualificato, affinché l’innovazione energetica si traduca in sostenibilità ambientale, sicurezza e sviluppo.
