Italia e Brasile: la cooperazione sanitaria fa rete ad Adelfia
ADELFIA - Un incontro ad alti livelli tra Italia e Brasile, ma questa volta lontano dai tradizionali rettangoli di gioco. Lo scorso primo settembre, nell'ambito delle iniziative di scambio culturale internazionale promosse da Confcooperative, le due nazioni si sono ritrovate fianco a fianco presso il Presidio di riabilitazione funzionale Rehcura di Adelfia, struttura integrata nel sistema sanitario regionale attraverso la Asl di Bari.
A varcare le porte del centro del sud barese è stata una qualificata delegazione composta da 16 medici brasiliani di differenti specializzazioni, giunti in Puglia per studiare da vicino il modello organizzativo della struttura, analizzandolo sia dal punto di vista dell'efficacia assistenziale e riabilitativa, sia sotto il profilo strategico e manageriale. Ad accogliere i camici "verdeoro" per un articolato tour interattivo tra gli ambulatori sono stati la direttrice sanitaria, dott.ssa Laura Rizzo, e il direttore, ing. Marco Bonerba.
L'iniziativa ha rappresentato un'intensa occasione di dialogo e contaminazione professionale tra contesti operativi e territoriali molto differenti. Durante la visita, l'équipe di Rehcura ha illustrato ai colleghi d'oltreoceano i propri metodi operativi all'avanguardia, oltre alle tecniche di assistenza e recupero funzionale impiegate quotidianamente con i pazienti.
Tutti i professionisti ospitati appartengono alla sezione Unimed di Belo Horizonte, rappresentata durante la visita dal presidente dott. Eudes Arantes de Magalhães. La presenza della delegazione sottolinea la rilevanza dell'evento: Unimed è infatti la più grande cooperativa medica al mondo e la maggiore rete di assistenza sanitaria del Brasile, capillarmente diffusa in oltre l'80% dei comuni del Paese.
Con una rete formata da 368 cooperative mediche, più di 115.000 medici affiliati e 386 filiali territoriali, Unimed garantisce la copertura sanitaria a oltre 15 milioni di beneficiari, detenendo una quota pari a circa il 34% dell'intero mercato brasiliano dei piani sanitari.
L'appuntamento adelfiese ha così dimostrato come il modello cooperativo sia in grado di travalicare le frontiere geografiche per creare connessioni concrete, confermando che l'innovazione nella cura e nella riabilitazione trae valore dal confronto internazionale e dallo scambio delle migliori pratiche cliniche e gestionali.
A varcare le porte del centro del sud barese è stata una qualificata delegazione composta da 16 medici brasiliani di differenti specializzazioni, giunti in Puglia per studiare da vicino il modello organizzativo della struttura, analizzandolo sia dal punto di vista dell'efficacia assistenziale e riabilitativa, sia sotto il profilo strategico e manageriale. Ad accogliere i camici "verdeoro" per un articolato tour interattivo tra gli ambulatori sono stati la direttrice sanitaria, dott.ssa Laura Rizzo, e il direttore, ing. Marco Bonerba.
L'iniziativa ha rappresentato un'intensa occasione di dialogo e contaminazione professionale tra contesti operativi e territoriali molto differenti. Durante la visita, l'équipe di Rehcura ha illustrato ai colleghi d'oltreoceano i propri metodi operativi all'avanguardia, oltre alle tecniche di assistenza e recupero funzionale impiegate quotidianamente con i pazienti.
Tutti i professionisti ospitati appartengono alla sezione Unimed di Belo Horizonte, rappresentata durante la visita dal presidente dott. Eudes Arantes de Magalhães. La presenza della delegazione sottolinea la rilevanza dell'evento: Unimed è infatti la più grande cooperativa medica al mondo e la maggiore rete di assistenza sanitaria del Brasile, capillarmente diffusa in oltre l'80% dei comuni del Paese.
Con una rete formata da 368 cooperative mediche, più di 115.000 medici affiliati e 386 filiali territoriali, Unimed garantisce la copertura sanitaria a oltre 15 milioni di beneficiari, detenendo una quota pari a circa il 34% dell'intero mercato brasiliano dei piani sanitari.
L'appuntamento adelfiese ha così dimostrato come il modello cooperativo sia in grado di travalicare le frontiere geografiche per creare connessioni concrete, confermando che l'innovazione nella cura e nella riabilitazione trae valore dal confronto internazionale e dallo scambio delle migliori pratiche cliniche e gestionali.

