Jeko, quando un’estate diventa un ricordo che resta sulla pelle

E' in rotazione radiofonica “Estate Addosso”, il nuovo singolo di JEKO, nome d’arte del cantautore siciliano Vito Castiglione, già disponibile sulle piattaforme digitali con il videoclip. Tra sonorità afro-latin pop e reggaeton, il brano racconta la magia di una cotta estiva nata tra gli scenari della Sicilia: una ragazza, uno sguardo, la musica alta e la voglia di vivere il presente senza pensare al domani. Alternando italiano e dialetto siciliano, JEKO firma un inno alla leggerezza, agli amori senza promesse e a quelle emozioni che, anche quando durano soltanto una stagione, restano addosso per sempre.

«“Estate Addosso” racconta quella sensazione di libertà che soltanto l’estate riesce a regalare: gli incontri improvvisi, la musica, il mare e la voglia di vivere ogni istante senza fare programmi. È una canzone dedicata alle emozioni che nascono all’improvviso e che, anche se durano poco, riescono a lasciare un ricordo indelebile. Allo stesso tempo è un omaggio alla Sicilia, alla sua luce, ai suoi colori e ai luoghi ai quali sono profondamente legato»,racconta JEKO.

Il singolo è accompagnato dal videoclip ufficiale, realizzato da Marco Minardi – the_life_walking e girato nel territorio di Custonaci, tra Cornino, la Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano e la suggestiva Torre della Tonnara di Cofano, caratterizzata dalla sua particolare pianta stellare. Nel video JEKO canta e suona la chitarra attraversando alcuni degli scenari più affascinanti della Sicilia occidentale. Musica, storia, natura e mare si intrecciano in un racconto spontaneo della leggerezza estiva e della bellezza di vivere il momento.

“Estate Addosso” è scritta e interpretata da JEKO – Vito Castiglione, che ne firma anche la musica. La composizione e la produzione musicale sono state curate da Vito Castiglione ed Emanuele Guarano, mentre ai cori troviamo Sandra Certa e Mariel Inglese. Il mastering è di Emanuele Guarano. Il videoclip, comprese le riprese e il montaggio, è stato realizzato da Marco Minardi – the_life_walking. Il brano, pubblicato nel 2026, è cantato in italiano e siciliano e unisce sonorità afro-latin pop e reggaeton.


Perché gli incontri estivi riescono spesso a lasciare ricordi così intensi?

Credo che d’estate tutto sembri più intenso. Ci sono il caldo sulla pelle, il mare, la musica, le notti lunghe e soprattutto emozioni che vivi senza pensare troppo al domani. E le emozioni forti, in qualche modo, restano: magari passa un’estate, passa una persona, ma quella sensazione rimane legata a un ricordo preciso. Credo sia proprio questo il motivo per cui una cotta estiva può rimanere così a lungo nella memoria: perché non ricordi soltanto chi c’era, ma ricordi come ti faceva sentire.

Che ruolo hanno il mare e la musica nella storia raccontata?

Nella storia raccontata, il mare e la musica non sono solo sfondo, sono quasi complici di quell’incontro, insieme al tramonto: “quannu u suli cala accussì, tutto diventa possibile”. È proprio in quel momento, quando il sole scende e la notte comincia a prendere vita, che sembra aprirsi uno spazio sospeso, dove tutto può accadere. Il mare è lì, davanti a loro, la musica accompagna il giro senza meta, i balli, le risate, i silenzi e quella complicità che nasce senza bisogno di troppe parole. È come se, per una notte, tutto riuscisse a fermarsi e quei due ragazzi potessero semplicemente vivere quello che sentono, senza chiedersi cosa succederà domani.

''Estate Addosso” parla più di un amore o della libertà?

“Estate Addosso” parla più della libertà che dell’amore. Della libertà di vivere un’emozione fino in fondo, senza chiedersi necessariamente dove porterà. Anche la cotta estiva raccontata nel brano nasce così: senza promesse, senza pensare al domani, semplicemente lasciandosi andare a quello che si prova. Per me la vera libertà è proprio questa: concedersi di sentire, di vivere un momento intensamente e di essere felici, anche solo per una notte.

Secondo te, un’emozione breve può essere importante quanto una relazione duratura?

Assolutamente sì. Credo che, nelle emozioni, sia più l’intensità a contare della durata. Un momento può durare una notte e lasciarti dentro molto più di qualcosa che dura anni. E a volte proprio un’emozione che pensavi fosse solo di passaggio può diventare l’inizio di una storia importante e duratura. Nel mio caso è successo proprio così. Forse è questo il bello: non sai mai quanto potrà durare un’emozione, ma puoi sapere quanto intensamente l’hai vissuta.

Qual è il ricordo dell’estate che porti sempre con te?

Il ricordo dell’estate che porto sempre con me è sicuramente l’incontro con mia moglie, avvenuto per caso 13 anni fa. Nessuno dei due cercava una relazione e non avevamo nessuna aspettativa. Ed è forse proprio questo che lo ha reso così speciale: non stavamo cercando niente, e invece abbiamo trovato qualcosa che ci ha cambiato la vita. Quando penso a quell’estate penso a tutto quello che è venuto dopo. E mi piace pensare che, in qualche modo, quella sera l’estate mi abbia lasciato addosso qualcosa che non è più andato via.

Se dovessi descrivere il brano con tre parole, quali sceglieresti?

Sceglierei: Sicilia, libertà e desiderio. Tre parole che racchiudono bene l’anima di “Estate Addosso”: la Sicilia come luogo e stato d’animo, la libertà di vivere il momento, e il desiderio, quello di una notte, di un incontro, di un’estate da portarsi sulla pelle.