Natale Addamiano e i suoi allievi in mostra ad Altamura: tre percorsi nel segno di Brera


ALTAMURA - Tre sensibilità pittoriche, una comune radice artistica e il legame tra un maestro e due dei suoi allievi più rappresentativi. Dal 19 settembre al 24 ottobre 2026, Art Immagine, galleria d’arte e spazio culturale di Altamura, ospita “Nel segno di Brera”, mostra dedicata a Natale Addamiano, Gianluca De Cosmo e Doriano Scazzosi.

Venti opere raccontano una radice comune e la trasmissione di uno sguardo. Titolare della cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera dal 1975 al 2007, Addamiano ha accompagnato generazioni di artisti indicando nella disciplina del lavoro e nella fedeltà alla propria visione le coordinate di una ricerca autentica. De Cosmo e Scazzosi hanno raccolto quella lezione sviluppando nel tempo linguaggi autonomi e profondamente personali.

La mostra costruisce così un dialogo tra maestro e allievi, memoria e trasformazione, natura e figura, materia e luce. Tre modi differenti di intendere la pittura, nati da un comune momento formativo ma capaci di prendere direzioni diverse, conservando il senso più profondo dell’insegnamento: offrire gli strumenti per trovare una propria voce.

Nella ricerca di Natale Addamiano, la natura non è soltanto un soggetto, ma l’origine stessa della pittura. L’artista considera i suoi dipinti come “figli avuti dalla natura”, opere nate dal legame fisico e interiore con la terra pugliese, dove ha affondato le proprie radici e dalla quale continua a trarre energia creativa. Le Gravine custodiscono alcune delle immagini più profonde delle sue origini. La materia cromatica dà consistenza al paesaggio, mentre rossi, aranci, gialli e ocre fanno vibrare la luce fino a trasformare la veduta in un’apparizione interiore.

Nei suoi “Cieli stellati”, invece, lo sguardo si spinge verso l’infinito. Galassie e nebulose prendono forma attraverso segni e punti luminosi, in un apparente disordine che trova nella composizione la propria logica e il proprio equilibrio. Opere come Cielo stellato dopo la pioggia, Luogo delle stelle e Cielo per i romantici trasformano la pittura in una stratificazione di materia, colore, memoria ed emozione.

La pittura di Gianluca De Cosmo, prematuramente scomparso, è attraversata dalla ricerca della magia racchiusa nell’attimo irripetibile. Nelle sue tele passato e presente, classicità e contemporaneità convivono in una fusione lieve, capace di restituire dignità poetica ai piccoli avvenimenti del quotidiano.

La figura umana occupa un posto centrale nella sua ricerca. Presenze eteree, volti appena suggeriti e gesti colti nella loro naturalezza abitano atmosfere limpide e attraversate da una serena malinconia. In opere come Donna che legge, Picnic e Bambini che giocano, De Cosmo rilegge il passato con una sensibilità contemporanea, cercando la forza evocativa là dove lo sguardo abituale rischia di non riconoscerla. La sua presenza in mostra assume oggi anche il valore di una testimonianza affidata alla forza silenziosa delle opere.

Con Doriano Scazzosi, la pittura torna ad affermare la bellezza delle forme e la centralità della figura. Il suo è un figurativismo rigoroso e nitido, sostenuto da una profonda conoscenza del disegno e dell’architettura anatomica. Nei corpi, nei ritratti e nelle nature morte emerge un senso di grazia che richiama la scultura greca e che l’artista traduce attraverso una tavolozza misurata e delicati equilibri di luce.

La precisione tecnica non raffredda l’immagine. Scazzosi imprime nella forma la vita interiore dei soggetti, affidando a particolari, luci e ombre una dimensione introspettiva e meditativa. È il caso di opere come Peonie, Tulipani blu e Fiori di bosco su tovaglia bianca, dove la compiutezza quasi fotografica della rappresentazione diventa uno strumento per oltrepassare l’apparenza e raggiungere la sensibilità umana nascosta dietro ogni figura.

“Nel segno di Brera” ricompone nello spazio della galleria una relazione artistica e umana che continua oltre il tempo dell’insegnamento. Addamiano, De Cosmo e Scazzosi si incontrano nelle opere e nelle differenze dei rispettivi linguaggi, mostrando come la lezione di un maestro non consista nel creare somiglianze, ma nel rendere possibile l’autonomia dell’atto creativo.

La mostra diventa così un racconto di appartenenza e libertà, di eredità e trasformazione: la traccia lasciata da una scuola quando continua a vivere nella voce irripetibile dei suoi artisti.

L’inaugurazione è in programma sabato 19 settembre alle ore 18.30 presso Art Immagine, in corso Umberto I 59 ad Altamura. L’esposizione sarà visitabile fino al 24 ottobre 2026.

Art Immagine – Galleria d’arte e spazio culturale
Corso Umberto I, 59 – Altamura (BA)
Email: info@artimmaginealtamura.it