Noicattaro, a NoJazz arriva Maria Pia De Vito con “Buarqueana”
NOICATTARO - Si chiude sabato 12 settembre a Noicattaro la nuova edizione di “NoJazz”, il festival promosso e patrocinato dall’amministrazione comunale, diretto da Michele Lobaccaro e organizzato dall’associazione Viator.
La terza e ultima giornata prenderà il via alle 19 nella Biblioteca Comunale con la presentazione del libro “Black Beauty” di Nicola Gaeta, che dialogherà con Roberto Ottaviano. Alle 20.30, nel centro storico, spazio alla parata sonora della Young Marching Band.
Il momento centrale della serata sarà alle 21.30 in piazza Umberto I, dove Maria Pia De Vito presenterà “Buarqueana”, il progetto discografico dedicato a Chico Buarque de Hollanda, pubblicato da Parco della Musica Records e registrato a Rio de Janeiro.
L’album è un omaggio all’opera del grande artista carioca, reinterpretata e tradotta in napoletano. Un progetto realizzato a quattro mani con lo stesso Buarque, che nell’album canta anche in due brani. Tra gli ospiti figura inoltre Mônica Salmaso, considerata una delle voci più importanti del Brasile contemporaneo.
Sul palco, De Vito sarà accompagnata da quella che ha più volte definito una vera «famiglia musicale»: Roberto Taufic alla chitarra, Huw Warren al pianoforte e Roberto Rossi alle percussioni.
“Buarqueana” non si limita a una semplice traduzione dei testi, ma propone una rilettura dell’universo musicale e poetico di Buarque attraverso la lingua napoletana. Il progetto nasce da un rapporto artistico con il cantautore brasiliano sviluppato nell’arco di quindici anni, anche attraverso una fitta corrispondenza.
«La presenza di Chico, da quindici anni anche in maniera epistolare, è sempre stata fondamentale nel suggerire immagini, fino ad arrivare a improvvisare delle soluzioni persino in napoletano – racconta Maria Pia De Vito – e con mio stupore, azzeccarle perfettamente».
La cantante sottolinea inoltre il ruolo della conoscenza dell’italiano da parte di Buarque e il suo amore per il dialetto e la canzone napoletana, che gli hanno permesso di partecipare direttamente alla costruzione dei testi: «Mi ha fatto l’immenso dono di cesellare insieme a lui ogni parola di questo disco».
A sette anni dalla pubblicazione di “Core Coração”, dedicato alla traduzione in napoletano di alcuni capolavori della musica popolare brasiliana, De Vito prosegue dunque il suo percorso di ricerca concentrandosi questa volta esclusivamente sull’opera di Chico Buarque.
Tra i temi centrali dell’album c’è il valore della parola come strumento di comunicazione, memoria e identità. L’apertura è affidata a “Uma Palavra”, trasformata in “Parola primma”, mentre altri brani affrontano la storia e le ferite del Brasile, comprese quelle legate agli anni della dittatura.
È il caso di “Meu caro amigo”, una sorta di lettera musicale all’amico lontano, e di “Angelica”, reinterpretata come “‘O cunto d’angelica”, che racconta la drammatica vicenda di Zuzù Angel e del figlio Stuart, oppositore politico del regime, torturato e ucciso.
«Cantare questa canzone – spiega De Vito – in questi giorni difficili per la democrazia mondiale, mi appare necessario. Cantarla con Chico in napoletano è stato un momento di profonda emozione».
La serata di NoJazz sarà quindi il punto d’arrivo di un festival che intreccia musica, letteratura e cultura. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.