Liste d’attesa, Prossima replica a Scatigna: «È una legge nazionale del vostro Governo»
BARI - Polemica sulle comunicazioni di pagamento inviate dall’ASL Bari agli utenti che non si presentano a una prestazione sanitaria senza averla disdetta. A intervenire è il gruppo consiliare Prossima Puglia, che replica alle dichiarazioni del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Tommaso Scatigna.
«Quanto applicato dall’ASL Bari non è un’invenzione locale, né tantomeno un tentativo di “fare cassa sulla pelle delle persone”», sostiene Prossima, secondo cui si tratta dell’applicazione di norme nazionali inserite nel nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa.
Il riferimento è all’articolo 3, comma 7, del Decreto Legge 73/2024, il cosiddetto “Decreto Liste d’Attesa”, convertito nella legge 107/2024. La disposizione prevede che, in caso di mancata presentazione senza giustificata disdetta, salvo i casi di forza maggiore o impossibilità sopravvenuta, l’assistito debba pagare la quota ordinaria della prestazione prenotata e non usufruita, anche se esente.
Per Prossima, dunque, «si tratta di una legge nazionale che tutte le Regioni, Puglia compresa, sono tenute ad applicare».
Il gruppo consiliare attacca quindi il centrodestra, accusandolo di «ipocrisia politica»: «A Roma la maggioranza di centrodestra vota e blinda leggi severe contro chi salta gli appuntamenti, estendendo i ticket persino agli esenti, e poi in Puglia i suoi rappresentanti locali fanno finta di cadere dalle nuvole, gridando allo scandalo contro le aziende sanitarie».
Secondo Prossima, la norma avrebbe una finalità «non punitiva, ma organizzativa», perché ogni appuntamento non utilizzato e non disdetto lascia uno slot vuoto, contribuendo ad allungare i tempi di attesa per altri cittadini.
Il gruppo cita anche i risultati del sistema di recall attivo della Regione Puglia: nella Fase 1 del Piano regionale sarebbero state richiamate 231.435 persone, con il recupero di 157.176 prestazioni.
Prossima invita quindi gli utenti a disdire per tempo gli appuntamenti attraverso CUP, app o numero verde, ricordando che restano esclusi dall’obbligo i casi previsti dalla legge, come la forza maggiore e l’impossibilità sopravvenuta.
Infine, l’appello diretto a Scatigna: «Invece di parlare di “beffa” per una legge fatta dal suo stesso Governo, non sia il caso di mettere da parte la demagogia e rendersi finalmente disponibile ad aiutarci a comunicare che disdire in tempo è un atto di responsabilità e un gesto di rispetto verso chi aspetta da mesi una visita».