Puglia Moltiplica, 360 milioni per cambiare le politiche industriali della Regione


BARI - La presentazione di "Puglia Moltiplica", il Piano di azione per la crescita del sistema impresa, segna un passaggio nelle politiche industriali della Regione Puglia. Non si tratta del singolo avviso pubblico rivolto a una filiera, ma di un pacchetto di strumenti finanziari costruito per accompagnare le aziende lungo tutte le fasi del loro ciclo di vita, dalla nascita all'espansione sui mercati internazionali fino all'accesso a forme di finanza evoluta. La dotazione pubblica è di 360 milioni di euro, con una capacità di attivazione stimata fino a 2,9 miliardi di euro di nuovi investimenti.

Sette misure per fasi diverse della vita d'impresa

L'impianto illustrato a Bari dal presidente Antonio Decaro e dall'assessore allo Sviluppo economico e Lavoro Eugenio Di Sciascio si articola in sette misure, ciascuna con destinatari propri. Minibond Puglia mette 80 milioni pubblici per attivarne fino a 320, rivolti a PMI e mid-cap. Equity Puglia destina 100 milioni al venture capital per start-up e imprese innovative, con una leva che può arrivare a 200 milioni. JTF Taranto vale 60 milioni per la transizione economico-ambientale del territorio tarantino, mentre MicroPrestito Puglia affianca 40 milioni pubblici a 80 milioni di nuova finanza per le microimprese. Completano il quadro la garanzia per il breve termine sui crediti commerciali, il venture debt per le aziende innovative in crescita senza diluizione societaria e Rilancio & Crescita, dedicato alle imprese in difficoltà temporanea ma con potenziale di sviluppo.


Capitale pubblico e capitale privato dentro lo stesso schema

Il meccanismo che tiene insieme le sette misure è l'effetto moltiplicatore: ogni euro pubblico è progettato per attivarne altri di provenienza privata, attraverso garanzie, co-investimenti e strumenti di finanza alternativa. Alla costruzione del piano partecipano Puglia Sviluppo e operatori come Banca Sella e Cassa Depositi e Prestiti, presenti come investitori e anchor partner soprattutto nel comparto dei minibond e del basket bond. Decaro ha parlato di un cambio di paradigma rispetto alla stagione dei soli contributi a fondo perduto, con l'obiettivo di costruire un ecosistema industriale stabile, attento a innovazione, occupazione giovanile e attrazione di capitali esterni.


Le misure regionali dentro un quadro più ampio

Per un'azienda che deve decidere dove localizzare un investimento, però, la lettura non si esaurisce nel perimetro regionale. Dal 1° gennaio 2024 il decreto-legge 124/2023 ha istituito la Zona economica speciale per il Mezzogiorno, che ha sostituito le precedenti otto Zone economiche speciali e comprende, insieme alla Puglia, i territori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sicilia e Sardegna. Quel perimetro porta con sé benefici fiscali per le imprese insediate e uno sportello unico digitale che assorbe le funzioni dello sportello unico per le attività produttive. Nel ventaglio di leve a disposizione di un'impresa pugliese che programma un nuovo progetto produttivo rientrano quindi i minibond regionali, il venture capital, le garanzie sul breve termine e le agevolazioni della ZES Unica, che agiscono su piani diversi ma incidono sulla stessa decisione di investimento.

L'insieme di questi strumenti definisce il campo entro cui le imprese pugliesi costruiranno i prossimi piani industriali. La differenza rispetto alle stagioni precedenti sta nella possibilità di combinare misure regionali, capitale privato e agevolazioni fiscali di scala sovraregionale dentro un unico progetto di crescita, riducendo la dipendenza dalle sole risorse pubbliche e rendendo il territorio più leggibile per chi valuta un insediamento produttivo.