Teatro Petruzzelli, Pagano: «Serve una risposta di sistema». In arrivo una mozione per un tavolo nazionale
BARI - La Fondazione Lirico-Sinfonica Teatro Petruzzelli ha raggiunto il pareggio di bilancio e continua a crescere sul fronte dell’autofinanziamento, ma il suo equilibrio economico non tiene conto dei possibili oneri legati alla sede. È quanto evidenziato dal presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, Ubaldo Pagano, al termine dell’audizione congiunta delle Commissioni consiliari I e VI sulla vicenda del Teatro Petruzzelli.
«Le pretese quantificate dalla consulenza tecnica d’ufficio ammontano a 1,09 milioni di euro l’anno, oltre agli arretrati dal 2009: cifre incompatibili con la struttura attuale del bilancio, a fronte di un utile 2025 di circa 38 mila euro», ha sottolineato Pagano, evidenziando come l’incertezza giudiziaria rappresenti una «passività potenziale non contabilizzata» che potrebbe compromettere in un solo esercizio i risultati di quindici anni di gestione positiva.
Per Pagano, la questione non può essere ricondotta a una responsabilità degli enti locali. «Per la legge, procurarsi la sede non è compito della Fondazione: l’intero ordinamento è costruito sull’assunto che i teatri d’opera siano pubblici, e il caso di una sede rivendicata da privati semplicemente non è previsto», ha spiegato. «Nessun attore locale è inadempiente: è l’ordinamento che non contempla il caso, e chi ha il potere di aggiornare le norme deve farsene carico».
Da qui la necessità di un intervento che superi la dimensione locale. «La stessa sentenza oggi impugnata in Cassazione, mentre si pronunciava sulla proprietà, ha condannato gli eredi a restituire allo Stato oltre 43 milioni di euro spesi per la ricostruzione del teatro», ha ricordato Pagano. «Parliamo di un immobile conteso, rinato con le risorse di tutti: qualunque soluzione dovrà partire da qui».
Secondo il presidente della Commissione Bilancio, serve quindi «una soluzione di sistema», costruita senza pregiudicare gli esiti del contenzioso e valida in ogni scenario. «Comunque finisca in Cassazione, il nodo della sede resterà aperto e nessuno può permettersi di aspettare a braccia conserte l’esito di un contenzioso», ha aggiunto.
Nelle prossime ore, ha annunciato Pagano, sarà presentata una mozione, auspicabilmente bipartisan, per trasformare il lavoro delle audizioni in un percorso istituzionale. Tre gli obiettivi indicati: la richiesta di un tavolo nazionale con la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Cultura, insieme alla Regione Puglia, al Comune di Bari e alla Città Metropolitana; il presidio delle risorse regionali a garanzia della continuità artistica e occupazionale; un meccanismo di verifica periodica in Commissione sullo stato della vertenza.
«In gioco ci sono una Fondazione che produce cultura, una stagione artistica da garantire, un patrimonio della città e centinaia di lavoratrici e lavoratori che hanno diritto ad un quadro certo. Le carte bollate non possono spegnere la musica, né mettere in pericolo la serenità di tutte queste famiglie», ha concluso Pagano.