Omicidio Sarah/2, contrastanti versioni Sabrina e fratello

di Roberta Calò
Conclusa tragicamente la vicenda della 15enne Sarah Scazzi, vittima dello zio Michele Misseri, ora arrestato e rinchiuso presso il carcere di Taranto. La moglie dell’uomo Cosma Misseri e la figlia Sabrina si mostrano sconvolte e profondamente addolorate per l’accaduto: non si sarebbero mai aspettate un risvolto simile.
La cugina della vittima, infatti, dichiara: “Ho pensato a tante ipotesi, ma mai che potesse essere mio padre”. Le due donne ci tengono a sottolineare di essere estranee all’intera vicenda. Sabrina ha raccontato: “Noi non siamo complici. Quel giorno gli ho chiesto: "Hai visto Sarah?" Lui mi ha detto di no. Era fuori dalla cantina, non so però se Sarah era ancora là dentro”.
Ha poi proseguito: ”Voglio guardarlo in faccia e che mi dica perché e che gli è venuto in mente in quel momento. Su di lui non abbiamo mai avuto dubbi. Lui sentiva tutti i nostri discorsi anche quelli con i miei amici. Ho abboccato a tutto quello che mi ha detto, ci ha preso in giro per 42 giorni, non pensavo di avere l’orco in casa”.
Nonostante le affermazioni della ragazza, restano contrastanti le versioni dei due cugini.
Sabrina ha dichiarato: ”Lui non aveva mai fatto apprezzamenti su Sarah, non potevamo mai pensare quello che sarebbe successo. Non pensavo di avere l’assassino in casa”, ma il fratello di Sarah Scazzi ha raccontato che Sarah si era più volte lamentata con la cugina per le attenzioni che lo zio aveva nei suoi confronti: “Avevano litigato proprio su questo. Se l'avesse detto a noi e non alla cugina, non saremmo certo stati con le mani in mano”.
Anche se purtroppo si è giunti ad un triste epilogo, restano comunque molti dettagli contrastanti su cui far luce per far emergere tutta la verità.