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martedì, giugno 20, 2017

Papa Francesco: don Mazzolari e don Milani preti scomodi e non clericali

CDV – “Oggi sono pellegrino qui a Bozzolo e poi a Barbiana, sulle orme di due parroci che hanno lasciato una traccia luminosa, per quanto ‘scomoda’, nel loro servizio al Signore e al popolo di Dio”. Lo dichiara Papa Francesco nella parrocchia di don Primo Mazzolari, a Bozzolo, nel Mantovano, prima di recarsi a Barbiana, provincia di Firenze, dove visse e insegnò don Lorenzo Milani.

“Ho detto più volte che i parroci sono la forza della Chiesa in Italia. Quando sono i volti di un clero non clericale, essi danno vita ad un vero e proprio magistero dei parroci, che fa tanto bene a tutti”. “Mi hanno consigliato di accorciare un po’ questo discorso perché è un po’ lunghetto…”, ha aggiunto il Papa, “ho cercato di farlo ma non sono riuscito. Tante cose venivano… ma voi avete pazienza, non vorrei lasciare da dire tutto quello che vorrei dire su don Primo Mazzolari”.

sabato, giugno 10, 2017

Mattarella-Bergoglio, fra ringraziamenti e auspici VIDEO

di NICOLA ZUCCARO - Non solo sorrisi ma anche ringraziamenti e auspici reciproci hanno caratterizzato la visita che nella mattinata di sabato 10 giugno Papa Francesco ha ricambiato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella presso il Palazzo del Quirinale. Al ringraziamento rivolto dal Capo dello Stato alla Chiesa quale punto di riferimento morale per l'Italia, Bergoglio ha contraccambiato con l'apprezzamento espresso alla stessa per i quotidiani sforzi profusi a favore dell'emergenza migratoria.

Ma dalla contingente attualità, si è passati alle future quanto preoccupanti prospettive di crescita del Paese, con il richiamo ai grandi temi quali il lavoro, i giovani e le difficoltà legate alla costruzione di un progetto di vita. Questioni sulle quali, in particolare, Bergoglio ugualmente guarda con speranza all'Italia. Un auspicio supportato dall'omaggio canoro che alcune scolaresche delle zone terremotate del Centro Italia hanno rivolto al Papa e al Presidente della Repubblica, alla fine dell'incontro, nei Giardini del Quirinale.

venerdì, giugno 09, 2017

Bari, la festività di San Giovanni e le altre feste alla masseria 'Sciuscio' di Sammichele

di VITTORIO POLITO - Il prossimo 24 giugno, alle ore 20, presso la Masseria Agriturismo “Sciuscio” di Sammichele di Bari, il prof. Pietro Sisto, docente di letteratura italiana nell’Università di Bari, illustrerà significato e ruolo ricoperto dalle feste nella società tradizionale e in quella odierna, esaminate non solo come beni culturali da conoscere e tutelare, ma anche come testimonianze della transizione dal mondo pagano a quello cristiano e cattolico. In particolare la festa di San Giovanni che è la notte più bella e lunga dell’anno, dove il profano di una celebrazione antica, si fonde con l’intensa religiosità di una tradizione millenaria.

Il prof. Rizzi, docente di lettere, illustrerà i piatti tradizionali della cucina pugliese che per questa ricorrenza diventano un tripudio di colori e sapori.

A seguire una cena che rispecchierà la cucina delle feste e soprattutto il connubio tra devozione e festa di strada: in cui all’aperto si potrà respirare la notte, le stelle, l’aria dell’estate e gustare piatti semplici, preparati con prodotti tipici della terra ricchi di sapori e profumi.

È “regola” che in ogni angolo d’Italia si organizzano nel corso dell’anno feste e sagre di ogni genere: manifestazioni che danno, sotto certi aspetti, una identità al nostro Paese e alle nostre comunità. Al di fuori delle festività di carattere liturgico, sono molteplici soprattutto le feste fuori del precetto e mi riferisco a quelle relative al Santo Patrono, alla Madonna, ai riti della Settimana Santa.

Dette festività sono tra le principali occasioni in cui la devozione popolare non è da considerare “altra” devozione, ma una integrazione necessaria e irrinunciabile alla liturgia, come si legge in alcuni documenti del Concilio Vaticano II (SC 12-13). Ciò anche in considerazione del linguaggio dotto della liturgia ufficiale e del simbolismo non sempre comprensibili dalla mentalità popolare. Tradizione ed innovazione caratterizzano anche la letteratura popolare devozionale, che meglio resiste all’usura del tempo, adattandosi abbastanza bene anche alla evoluzione dei riti.

Le regioni dell’Italia centrale sembrano primeggiare per numero e risonanza nel panorama delle feste, ma anche la Puglia non scherza, probabilmente perché un tempo molto popolate di liberi Comuni, di signorie, di corporazioni municipali e di corti principesche. Anche la produzione artistica (affreschi, dipinti, statue, edicole religiose), ha dato man forte alle tematiche religiose, anche in relazione a un’arte “maggiore” rappresentata dai luoghi di culto.

Infotel e prenotazioni: 338.7279070

martedì, maggio 30, 2017

CHIESA. I miracoli di 'Sister' Annunziata da Montesardo

di FRANCESCO GRECO. TORONTO (CANADA) - I parenti telefonavano dall'Italia per sapere della sua vita quotidiana, le fatiche, i sacrifici. Lei rispondeva dalla cucina dove preparava da mangiare per i bambini poveri ospitati dalle “Figlie di Santa Maria di Leuca”, a Toronto, in Canada. L'acqua del rubinetto smetteva di scorrere per tutta la durata della telefonata.

“Il Signore può tutto!”, diceva alle consorelle incredule. Che non si spiegavano nemmeno come mai quando “Sister” Annunziata andava al mercato a fare la spesa, i commercianti donavano la frutta agli orfanelli e alla domanda: “Quanto devo?”, inevitabilmente rispondevano: “Nulla, Sister, basta una preghiera...”. Alle altre suore invece la frutta se la pagavano.
 
Maria Melcarne, pugliese di Montesardo (Lecce), ebbe la vocazione giovanissima. Il padre Michele era contrario: in casa le bocche da sfamare erano 8 e c'era bisogno, per lui e la moglie Maria Addolorata Greco, di aiuto nel lavoro nei campi: il tabacco, l'uliveto, il grano. Lei non si scoraggiò e quando nel 1947 compì 21 anni (era nata nel 1926, era la penulttima), seguì la vocazione: si recò a Miggiano dove nel 1938 era nato il primo convento delle “Figlie di Santa Maria di Leuca”,  ordine fondato da Suor Elisa Martinez (Galatina 1905 – Roma 1991, è in corso la causa di beatificazione, postulatore Monsignor Sabino Lattanzio da Barletta) per aiutare ragazze-madri e bambini rimasti orfani.
 
Oggi l'Ordine è presente in 8 paesi con 55 comunità, che impegnano circa 600 religiose: Canada, Portogallo, Spagna, Filippine, USA, Svizzera, Francia, India, oltre che Italia.
 
“Sister” Annunziata (il nome che scelse da suora) è stata presente per oltre 50 anni in Canada. Ogni 6 anni tornava in Italia per rivedere i parenti, ospitata dalla sorella Paolina, di due anni più piccola (1928), una vita come impiegata nei Monopoli di Stato. Il nipote prediletto, Salvatore, che ha sposato Fernanda (figlia di Paolina e Antonio Camisa) la portava in giro in auto per il paese natio e i dintorni dove aveva vissuto l'infanzia e la prima giovinezza. I soggiorni duravano un mese. Cosa ricordano? Suor Annunziata era frugale, come tutta la sua vita. Era ghiotta di fichidindia, una volta li pulì da sola.
 
Negli ultimi anni la salute non era più quella di una volta nonostante la tempra contadina. Soffriva di disturbi al cuore, aveva subìto un intervento chirurgico. Nell'ottobre 2003 telefonò alla sorella, le cognate, i nipoti: “Venite a Roma che voglio vedervi tutti...”.
 
Tre giorni insieme, a ricordare il passato: consegnò loro due enormi valigie di materiale fotografico, gadget religiosi, ecc. Una per la nipote Fernanda, l'altra per il nipote Cosimo, suo fratello, sposato a Martina Franca: ”Pare che avesse un presentimento...”, dice Paolina.
 
La cognata Lorenza, moglie del fratello Giuseppe, era incerta se andare o meno: la nuora Gina aspettava Sara e i giorni stavano per scadere. Le telefonò: “Puoi venire tranquillamente, la bambina è nata...”. In effetti andò tutto bene.
 
“Sister” Annunziata è mancata il 4 febbraio 2004. I funerale (mentre parliamo con i parenti va l'audiocassetta girata dalle consorelle, che i Melcarne-Camisa-Chiffi hanno ricevuto da suor Costanza da Bari) fu imponente, alla veglia funebre vennero le consorelle e i tanti che aveva aiutato e che avevano incontrato anche una sola volta una suora umile, generosa.

La messa fu celebrata da ben dieci sacerdoti e tanti diaconi, in inglese, lingua che lei parlava benissimo. La bara era di quelle “americane”, col coperchio a due ante. “Sister” Annunziata riposa per sempre in Canada, nell'Ontario, dove ha vissuto tutta la vita, benvoluta e amata da tutti. Era la sua ultima volontà.

lunedì, maggio 29, 2017

Storia, arte e cultura su San Biagio Patrono di Cento

di VITTORIO POLITO - Di San Biagio, il cui martirio si registra intorno al 316, non si conosce molto, ma quel tanto che basta a riconoscere e qualificare il Vescovo, protettore della gola e degli otorinolaringoiatri, che è anche patrono di Cento in provincia di Ferrara.

Recentemente è stato pubblicato a cura di Stefania Colafranceschi, Tiziana Contri e Cristina Grimaldi Fava, un elegante volume su “San Biagio Patrono di Cento” (Edizioni Minerva), nel quale è presente storia, cultura e una ricca iconografia relativa all’arte e alla devozione in Italia.

Il volume, presentato da Mons. Salvatore Baviera e Stefano Borghi, descrive la tradizione agiografica orientale (Riccardo Pane), l’iconografia di San Biagio (Colafranceschi), in cui illustra con magnifiche immagini, gli attributi relativi a San Biagio per quanto riguarda il martirio, le guarigioni, le intercessioni e la devozione in Italia.

In sostanza i curatori portano a nostra conoscenza, in dettaglio, la storia e la vita del Santo, non solo nella tradizione letteraria, ma anche attraverso le raffigurazioni dei vari artisti in una vasta rassegna di opere d’arte e le loro collocazioni e reperibilità.

Riccardo Pane analizza con cura le fonti armene, per scoprirne l’origine e la diffusione e ricostruisce la storia della chiesa armena e dell’Armenia, terra perseguitata da secoli, dove San Biagio è vissuto ed è morto.

Il capitolo dedicato a San Biagio, protettore di Cento, firmato da Tiziana Contri, ripercorre la crescita e la devozione che il popolo centese ha tributato al suo Santo, attraverso testimonianze colte e popolari che si sono susseguite nel tempo.

La pubblicazione, illustratissima e di grande formato, riporta anche un appendice documentaria (Colafranceschi) ed un elenco dei Patronati di San Biagio in Italia divisi per regione e di Parrocchie intitolate al vescovo armeno.

Un testo da non perdere per gli agiografi, gli studiosi dell’arte, i devoti e per tutti coloro che sono legati al Santo, che si festeggia il 3 febbraio, desiderosi di saperne di tutto e di più.

domenica, maggio 28, 2017

Papa Francesco, "Dio converta il cuore dei terroristi"

ROMA - Il Pontefice ha pregato stamani a Regina Coeli per le vittime in Egitto: "Desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza al caro fratello papa Tawadros II e a tutta la nazione egiziana, che due giorni fa ha subito un altro atto di feroce violenza. Le vittime, tra cui anche bambini, sono fedeli che si recavano a un santuario a pregare, e sono stati uccisi dopo che si erano rifiutati di rinnegare la loro fede cristiana. Il Signore accolga nella sua pace questi coraggiosi testimoni, e converta i cuori dei terroristi", ha detto Papa Francesco.

Dopo il pensiero ai cristiani copti in Egitto, "preghiamo anche per le vittime dell'orribile attentato di lunedì scorso a Manchester, dove tante giovani vite sono state crudelmente spezzate. Sono vicino ai familiari e a quanti ne piangono la scomparsa".

sabato, maggio 27, 2017

Papa Francesco in visita ai lavoratori Ilva

(ANSA)
GENOVA - E' arrivato a Genova l'aereo con a bordo il Papa. La prima tappa della lunga giornata genovese del Pontefice sarà allo stabilimento Ilva di Cornigliano dove incontrerà il mondo del lavoro. Ad accogliere Papa Francesco il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, il prefetto Fiamma Spena, il sindaco Marco Doria, il presidente della Regione Giovanni Toti e il presidente dell'aeroporto Marco Arato.

I 3500 lavoratori dell'azienda hanno accolto Papa Francesco nel capannone 11 dello stabilimento genovese di Ilva Cornigliano.

"Grande emozione averlo qui - ha detto Francesco, uno dei lavoratori dell'Ilva - per lui abbiamo ristrutturato questo capannone". "Che ci porti lavoro e serenità - ha detto un altro lavoratore - questo e' il papa del popolo. Speriamo che ci aiuti, speriamo in una buona parola perché sono anni che soffriamo".

CHIESA. Don Angelo, da parroco a Vicario del Papa

di FRANCESCO GRECO - CASARANO (LE) – Uno step di prestigio, ma anche di grande responsabilità, non inatteso per chi frequenta gli ambienti d’oltretevere e ne coglie tutti i rumors. Da parroco di provincia a Vicario generale di Papa Francesco. E’ la parabola di Angelo De Donatis, 63enne, da Casarano, nel Leccese, dov’è nato il 4 gennaio 1954. Studi al Pontificio Seminario Romano Maggiore, licenza di Teologia Morale alla Gregoriana. Ordinato sacerdote nel 1980 per la Diocesi Gallipoli-Nardò, dall’83 vive a Roma e dal 1990 al 2003 ha ricoperto la carica di direttore spirituale del Seminario Romano.
 
La Chiesa dunque disegna nuovi equilibri interni alle sue gerarchie (il vertice della CEI è stato appena rinnovato, a sostituire Monsignor Angelo Bagnasco è stato chiamato il Cardinale Gualtiero Bassetti, e ora si attende di conoscere il nuovo arcivescovo di Milano).
 
E al cardinale 77enne Agostino Vallini (dopo una proroga di due anni) succede un pugliese, un salentino, il vescovo ausiliare De Donatis, che era già a Roma come parroco di “San Marco Evangelista in Campidoglio”, nel cuore della Città Eterna. E, stando ai dettami della “Ecclesia in Urbe” di Giovanni Paolo II, sarà presto cardinale.

Un’investitura democratica, condivisa: a don Angelo si è giunti dopo oltre 400 segnalazioni giunte dalle parrocchie romane, che si sono espresse sul merito di un identikit e dei candidati a un ruolo così delicato.
 
Francesco se n’è ricordato anche perché tre anni fa, sotto la Quaresima, lo aveva mandato a fare gli esercizi spirituali dedicati alla Curia Romana nella vicina Ariccia. Nel 2015 lo aveva poi nominato vescovo ausiliare di Roma.
 
Un momento particolarmente fecondo per il clero pugliese, una grande visibilità. Prosegue infatti l’iter di canonizzazione di Monsignor Tonino Bello vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi, e non si è spenta l’eco del lavoro compiuto dal Cardinale Salvatore De Giorgi a Palermo (oggi ritiratosi nella sua Lecce), come delle grandi doti diplomatiche di Monsignor Fernando Filoni (tarantino trapiantato a Galatone), Nunzio Apostolico in Iraq al tempo della Guerra del Golfo ("Desert Storm") e successivamente alle Filippine: oggi è Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
 
Vanno avanti intanto le cause di beatificazione della serva di Dio, la mistica Mirella Solidoro (Taurisano) e di Suor Elisa Martinez (Galatina), fondatrice, nel 1938 a Miggiano (Le), delle Figlie di Santa Maria di Leuca oggi presenti e attive in tutto il mondo (dal Canada al Portogallo, USA, Svizzera, Francia, Filippine, India, Spagna).

Senza scordare sia il Nunzio Apostolico in Egitto, Monsignor Bruno Musarò, originario di Andrano (Lecce) che per 4 anni, nominato da Benedetto XVI, lo fu a Cuba, come Monsignor Gerardo Antonazzo, vescovo della diocesi Sora-Aquino-Pontecorvo (nato a Supersano), che don Antonio Coluccia (di Specchia Preti), il parroco-operaio antimafia che alla Magliana ha aperto ai bisogni dei più poveri un immobile appartenuto alla criminalità romana.
 
E ora giunge un altro riconoscimento: un ruolo di primissimo piano per don Angelo De Donatis, che nella sua città, Casarano, ex polo industriale del calzaturiero, descrivono come un parroco “uomo di preghiera”, di “intensa spiritualità”, sempre attento al sociale, agli “ultimi” e che ha sempre fatto dell’ascolto e del dialogo le direttrici principali della sua mission.
 
Al mercato comunale il sentimento prevalente è lo stupore: “Non ce lo aspettavamo – dicono in coro alcune signore intente a fare la spesa – siamo contentissime per lui, don Angelo era un ragazzo modesto, già da bambino voleva farsi prete, amava le processioni e il rosario…”.
 
Il prossimo cardinale ha origini umili, è figlio di emigranti, guarda caso come Bergoglio: la madre si chiama Giuseppina, il padre Lucio (defunto) e lavorarono per lunghi anni in Svizzera. Ha una sorella, Maria. Don Angelo è ricordato come un ragazzo prodigio, buono, intelligente, vocazione precoce. “Ora aspettiamo di vederlo più spesso fra di noi…”, sorridono le sue paesane.
Non sarà facile…      

Domenica c’è '99 Borghi': ecco i magnifici 8 della Daunia

BARI - Visitare la Capitanata, ammirarla in lungo e in largo domenica 28 maggio 2017, grazie al ritorno di “99 Borghi”, l’iniziativa promossa in tutta la regione da Confcommercio Puglia in collaborazione con Confguide e Pugliapromozione. Dalle ore 10, sono otto i comuni della provincia di Foggia che metteranno a disposizione dei turisti percorsi e visite guidate gratuite: hanno aderito a questa seconda tornata dell’iniziativa i Comuni di Apricena, Bovino, Cagnano Varano, Lucera, Orsara di Puglia, Pietramontecorvino, Sant’Agata di Puglia e San Giovanni Rotondo.

I programmi dettagliati delle visite sono consultabili su www.99borghi.it. Sul sito ufficiale dell’iniziativa, inoltre, si possono prenotare le visite guidate gratuite. A Pietramontecorvino, uno dei borghi che è stato recentemente al centro del Daunia Press Tour, sarà possibile visitare il complesso storico-monumentale del Palazzo Ducale, con la Torre Normanna, la Chiesa Madre, gli spazi dedicati ai ritrovamenti archeologici, gli archi, le piazze e gli scorci caratteristici del quartiere medievale di Terravecchia.

A Orsara di Puglia, un altro dei paesi al centro del Daunia Press Tour che si è svolto dal 15 al 19 maggio, il punto d’incontro per la visita guidata sarà l’Abbazia Sancti Angeli in Largo San Michele. Da lì partirà la visita al complesso abbaziale, la Grotta di San Michele, i palazzi storici del nucleo urbano, la Chiesa Valdese e la Chiesa Madre.

venerdì, maggio 26, 2017

Bitritto 'all’opera' per una 'grande' Festa Diocesana della Gioventù


di LUIGI LAGUARAGNELLA - E’ la festa che ogni anno richiama centinaia di giovani della chiesa locale. Sempre in questo periodo l’arcidiocesi di Bari-Bitonto, grazie al lavoro del Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile, l’Ufficio Liturgico e con la collaborazione, per quest’anno, dell’Azione Cattolica, festeggia la Giornata Diocesana della Gioventù a pochi giorni dalla Pentecoste. I giovani e i ragazzi delle oltre cento parrocchie di Bari e provincia si riuniscono in sintonia con la Chiesa universale che, nella Domenica delle Palme celebra la Giornata Mondiale dei Giovani.

Centro della festa diocesana della Gioventù 2017 è Bitritto in piazza Aldo Moro. Sabato 27 dal primo pomeriggio fino alla serata i gruppi di giovani, insieme agli educatori e animatori, saranno coinvolti in diversi momenti, tra animazione, attività, momenti di testimonianza e preghiera. E’ un grande appuntamento su cui il Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile punta con molta energia per far incontrare le realtà giovanili delle parrocchie, che sono impegnate in un cammino di crescita, di riscoperta di sé, di condivisione, di servizio. I giovani e i giovanissimi delle parrocchie possono rappresentare la vera testimonianza di speranza in un contesto sociale che li vede sempre sotto l’occhio della critica e della crisi educativi.

Festeggiare i giovani, quindi, rappresenta un modo per poter credere ai loro talenti, incitarli a costruire. Tema della festa è “Alla Grande. Costruttori all’opera” con riferimentoal messaggio lanciato da papa Francesco per la GMG 2017 (“Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”).
La festa diocesana della Gioventù di Bitritto darà il primo impulso al Sinodo dei Vescovi che dal prossimo anno riguarderà proprio giovani, la loro vita, le loro scelte, la loro situazione sociale, il loro discernimento. La Chiesa, quindi, metterà i giovani al centro con i loro desideri e i loro progetti tutti da costruire. Per questo è necessario far sollecitare la voglia di costruire “grandi opere” per la loro vita e il mondo che li circonda. E’ necessario ancor di più vivere e pensare “alla grande”: è proprio che deve uscire dal mondo giovanili per il bene comune e la fraternità. In fondo anche papa Bergoglio, durante la GMG di Cracovia ha esortato i giovani a non rimanere seduti al divano (come la società li vede e li obbliga ad accomodarsi), ma a lasciare un’impronta nella storia.

La festa di Bitritto, dove si spera possano giungere circa mille giovani della chiesa locale,  rappresentail primo passo per un anno in cui i giovani devono sentirsi protagonisti per costruire dal quotidiano il futuro.

Il pomeriggio prevede l’animazione di piazza, in cui giovani e giovanissimi, dovranno mettersi all’opera in piccole attività dinamiche; successivamente ci sarà un momento di ascolto con il dott. Marco Dinapoli, già procuratore della Repubblica di Brindisi impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Prima della veglia di Pentecoste insieme all’arcivescovo Mons. Francesco Cacucci, in rientro da Mosca per la reliquia di San Nicola, il maestro Andrea Gargiulo guiderà l’esiibizione dell’orchestra Musicaingioco, un progetto educativo musicale rivolto a ragazzi con disagio sociale, disabilità o emarginati, ispirato ad un metodo di recupero sociale nato in Venezuela. L’orchestra, composta da ragazzi, sarà accompagnata dal coro ManosBlancas: attraverso il movimento delle mani, ragazzi sordi, daranno voce alle musiche.

Insomma c’è da stupirsi e lasciarsi stupire dalle opere che, grazie all’aiuto di Qualcuno che è più in Alto, l’uomo, i giovani possono compiere.

mercoledì, maggio 24, 2017

Trump-Papa, il colloquio e poi la promessa

CDV - “Non dimenticherò quello che lei mi ha detto”: si è accomiatato così Donald Trump dal Papa al termine dell’incontro di mezz’ora in Vaticano. Francesco ha regalato a Trump i suoi tre documenti magisteriali che regala a ogni capo di Stato, Amoris laetitia, Evangeli Gaudium, Laudato si, e in più il suo messaggio della pace, dedicato quest’anno alla non violenza.

Francesco ha poi regalato a Trump, illustrandolo, il tradizionale medaglione del pontificato che raffigura un ulivo, simbolo di pace. Da parta sua Trump ha regalato al Papa alcuni libri di Martin Luther King.

“Spero le piaceranno, penso le piaceranno”, ha dichiarato. I due si sono lasciati con “good luck”, “buena suerte”, buona fortuna.

Melania dal Papa in abito nero e velo

ROMA - La first lady Melania Trump è giunta in Vaticano vestita in abito nero, con un velo a coprirle il capo, rispettando in toto le indicazioni per le udienze e le occasioni ufficiali con il Papa. Melania, slovena naturalizzata statunitense, è di religione cattolica.

La first lady, in elegante soprabito di pizzo dalle forme definite, non è entrata al colloquio con Papa Francesco. Insieme al presidente Trump e la moglie, in Vaticano c’è anche Ivanka Trump che ha scelto un velo moderno: un cerchietto bombato con una veletta di tulle nero a coprire il capo e i capelli raccolti in un elegante chignon. Anche la figlia del presidente Usa è in rigoroso abito nero con scollo tondo e un filo di perle.

Reliquie di San Nicola: è la prima volta in assoluto che varcano la soglia di Bari

di VITTORIO POLITO - In questi giorni, per volere di Sua Santità Papa Francesco, in accoglimento della richiesta del patriarca Kirill, è stata trasferita provvisoriamente a Mosca, e per due mesi, una reliquia di San Nicola, per sottoporla alla venerazione dei cittadini russi. È la prima volta in nove secoli che una reliquia ossea esce dall’urna della cripta di San Nicola per varcare la soglia di Bari. Lo afferma padre Gerardo Cioffari, storico della Basilica di San Nicola, smentendo alcuni giornali. Cioffari ha diffuso il foglio “St Nicolas News”, nel quale dimostra che effettivamente è la “prima volta” che ciò avviene in 930 anni. Nel foglio padre Cioffari scrive anche delle reliquie di Saint Nicolas de Port, San Niccolò del Lido, Fribourg, Rimini, Bucharest, San Pietroburgo, Rjazan e Čeljabinsk (riportando puntualmente in appendice le loro fonti).

“Il sito russo Bol’šoj Vopros.ru. che, in risposta ad una domanda, ha scritto: “Non si può affermare che le reliquie di San Nicola vengono portate in Russia per la prima volta nel 2017”. Questo non corrisponde alla realtà, scrive Cioffari che interviene energicamente su una questione che ha cercato sempre di evitare, perché mentre urta la sensibilità di tanti fedeli che credono ciecamente a questa o a quella reliquia, in altri suscita sarcasmo o scetticismo come se fosse tutto da mettere in dubbio e sottolinea, che il suo intervento non riguarda l’autenticità delle reliquie prese in considerazione, ma si limita ad esaminare unicamente le “argomentazioni” addotte a sostegno, dando in appendice (per gli studiosi) le fonti originali, laddove ci sono. Lo scopo è di dimostrare che il 21 maggio 2017 è davvero la prima volta in assoluto che una reliquia esce dall’urna della cripta barese. Non potendo sul St Nicholas News trattare delle circa 200 reliquie di San Nicola che circolano nel mondo, ha scelto otto tra le più famose, includendo anche alcune che non pretendono di venire da Bari: San Niccolò del Lido (Venezia), Saint Nicolas de Port (Lorena), Fribourg (Svizzera), San Pietroburgo (Russia), Rimini (Italia), Bucharest (Romania), Rjazan/Radovickij (Russia) Čeljabinsk (Russia).

Padre Gerardo afferma con dati di fatto, che mai da Bari è uscita una reliquia. È la prima volta in assoluto che una reliquia ossea di San Nicola lascia la città di Bari. Per comprendere l’ovvietà di questa affermazione basti pensare allo status giuridico della Basilica: col diritto della “forza” i re normanni, svevi e primi angioini, e per concessione pontificia tutti i re dopo il 1304, unica autorità che avrebbe potuto fare uscire una reliquia di san Nicola da Bari era il Re di Napoli; senza il suo regio exequatur i preti non potevano obbedire né al Papa né all’Arcivescovo di Bari (fino al Concordato del 1929).  Ora, nell’Archivio di San Nicola non c’è alcun regio exequatur in tal senso, afferma la storico ella Basilica, né le ‘Conclusioni Capitolari’ registrano fuoriuscite diverse dalla Santa manna, ad eccezione di qualche pezzettino del legno della cassa in cui i marinai portarono a Bari le reliquie del Santo.

Pertanto, se la reliquia di San Nicola, presente a Mosca, ha potuto essere estratta dall’urna è soltanto perché dal 1929 lo Stato Italiano, dopo aver spogliato la Basilica di tutti i suoi beni, l’ha sottratta alla potestà del Re, restituendola all’assoluta autorità del Papa. I Domenicani sono dal 1951 solo i custodi, abilitati unicamente all’amministrazione ordinaria sotto la vigilanza dell’arcivescovo di Bari, che è il delegato pontificio: tutte le decisioni straordinarie sulla Basilica le prende il Papa. È lui che personalmente, dopo aver consultato l’Arcivescovo di Bari, ha deciso di rispondere positivamente alla richiesta del patriarca Kirill, permettendo alla Chiesa russa del Patriarcato di Mosca di vivere la gioia di questo evento storico. Tutte le altre notizie che circolano sui mass media sono solo frutto della fantasia e non corrispondono né alla storia e neanche alla leggenda.

E, se queste argomentazioni, sono di padre Gerardo Cioffari, grande agiografo di San Nicola, non c’è che da sottoscriverle.

Bari, al Redentore la festa di Maria Ausiliatrice


BARI - Entra nel vivo la “Festa di Maria Ausiliatrice - Maggio in Libertà” organizzata dal Redentore Salesiani di Bari. Dopo l'inaugurazione della mostra iconografica mariana, presso la Biblioteca di Quartiere "don Bosco" al Redentore, organizzata dal Laboratorio don Bosco oggi e dall'Associazione Spacca Bari, stasera in Oratorio ci sarà la veglia di preghiera alle ore 20.

Oggi 24 Maggio alle ore 18,30 presso la Chiesa del Redentore è prevista la Concelebrazione Eucaristica nella solennità di Maria Ausiliatrice, madre della gioia. Segue la processione con la "banda musicale della Città di Santeramo in Colle" e gli sbandieratori della "Militia Sancti Nicolai" per le vie del quartiere Libertà che si concluderà presso l’Oratorio del Redentore. In Oratorio, la festa continuerà con giochi e premi per i ragazzi e la sagra del panzerotto per le famiglie. Anche i giovani del social pub “Lupi & Agnelli” per l’occasione prepareranno un buon panino con la porchetta.

"La gioia di essere figli di Dio celebrata nella solennità di Maria Ausiliatrice - affermano gli organizzatori del Redentore - sarà impegno nella legalità, nello sport, nel lavoro e nella musica. Ecco il senso ed il significato degli appuntamenti programmati per il 25, 26, 27 maggio".

Giovedì 25 Maggio l’appuntamento è al mattino alle ore 9.30, presso il piazzale Aldo Moro, dove ci sarà un marcia con le rappresentanze delle scuole elementari e medie del territorio nella memoria e nell’impegno di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino delle vittime di mafia e nel nome di Stefano Fumarulo, giovane dirigente della Regione Puglia impegnato nelle politiche dell’antimafia sociale e recentemente scomparso. Saranno premiati i ragazzi del Maggio Oratoriano e del concorso Sogna il tuo quartiere. Per il 25 Maggio è stata lanciata la campagna DisarmiAMO la città: ogni ragazzo consegnando un’arma giocattolo riceverà in cambio un fidgetspinner. La memoria di uomini che hanno dedicato la propria vita alla giustizia si fa concretamente impegno nell’affermare una cultura dell’amicizia e del sano divertimento e nel contrastare una cultura della morte e della violenza. La manifestazione, promossa nella settimana della legalità indetta dalla Regione Puglia, è organizzata dal Redentore vedrà il coinvolgimento del Comune di Bari, dell’Associazione Nazionale Magistrati, di Libera. Sono attesi gli interventi di autorità e magistrati.

Nella serata alle ore 19,30 presso l’Oratorio del Redentore ci sarà il primo Memorial “Mimmo Bucci” nel decennale della sua prematura morte avvenuta tragicamente sul lungomare di Bari. Si tratta di un Triangolare di calcio a 7 tra "Gli amici di Mimmo - Vecchie glorie del Bari - Giornalisti USSI PUGLIA”. La manifestazione è presentata da Loredana Caporizzi e Enrico Presicci ed è realizzata in collaborazione con Telebari, Moab Bari eventi, Canale 100 la radio, De Ruvo dal 1971, Smart x Mimmo Bucci.

Venerdì 26 Maggio alle ore 17,00 ci sarà l’inaugurazione del Chiosco “Mimmo Bucci”, che intende promuovere ed accompagnare la cura dell'omonimo giardino nel rispetto delle regole e nello stile dell'animazione culturale in collaborazione con l'Oratorio salesiano Redentore. Il progetto teso alla riqualificazione culturale, sociale ed educativa del giardino è frutto della collaborazione tra Istituto salesiano Redentore e Comune di Bari e vede il coinvolgimento di partner istituzionali come la Regione Puglia ed alcune aziende come la Peroni srl che ha curato l'allestimento del chiosco, la Saicaf spa che ha donato la macchina del caffé e la EP spa che permetterà l'inserimento socio-lavorativo di alcuni giovani neet del quartiere Libertà di Bari. Alla manifestazione interverrà il Sindaco di Bari, ing. Antonio Decaro; il Presidente della Regione Puglia, dott. Michele Emiliano; la mamma di Mimmo Bucci, la sig.ra Franca. La manifestazione si concluderà con un intervento musicale di Antonello Vannucci.

Sabato 27 Maggio alle ore 20, presso l'Oratorio Redentore, ci sarà il momento conclusivo con il concerto dei Bari Jungle Brothers che hanno scelto proprio il Maggio in Libertà come tappa del loro ultimo tuor "Moh", preceduti dal gruppo dei Noir Le Club, il tutto presentato da Barbara Cirillo, volto noto di Telebari, e "disturbato" dalle incursioni del musicomico Antonello Vannucci.

domenica, maggio 21, 2017

Reliquia di San Nicola in volo per Mosca VIDEO

di REDAZIONE - Alle ore 11.52 si è levato in volo dalla pista dell'aeroporto di Bari-Palese l'Airbus della Federazione russa che trasporterà a Mosca una reliquia di San Nicola. Il velivolo, che atterrerà per le 16 a Mosca, ospita anche la delegazione istituzionale - elencata per intero sul sito internet della Basilica di San Nicola - che presenzierà alla consegna della costola sinistra che permarrà nella capitale russa fino al 10 giugno per poi essere trasferita a San Pietroburgo, città dalla quale farà ritorno a Bari il 28 luglio.

Si è conclusa così una storica ed intensa mattinata per il capoluogo pugliese, iniziata alle 8 con la celebrazione della divina liturgia ortodossa presso la Cripta della Basilica Nicolaiana, e seguita dalla firma del protocollo d'intesa tra il delegato pontificio della stessa - l'Arcivescovo di Bari, Mons.Francesco Cacucci - ed il Presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, Hilarion Volokolasmk.

L'atto che formalizza il trasferimento temporaneo della reliquia, ha preceduto il posizionamento della stessa sulla "San Nicola mobile" per la partenza verso il Karol Wojtyla, accompagnata da una numerosa presenza di fedeli cattolici e ortodossi. Questi ultimi, per la gran parte pellegrini giunti in settimana a Bari.

BARI ACCOGLIE DELEGAZIONE 600 PELLEGRINI IN ARRIVO CON CHARTER - Mentre è ancora viva l'emozione che ieri ha accompagnato la partenza della reliquia di San Nicola a Mosca, per la prima volta in 930 anni, Bari accoglie 600 pellegrini russi che domani mattina, lunedì 22 maggio, assisteranno nel capoluogo pugliese, nell'ambito del Festival dell'Arte russa in Italia promosso dal Centro economia e sviluppo italo-russo (Cesvir), alla celebrazione della divina liturgia ortodossa, alle ore 8 nella Basilica di San Nicola, con la partecipazione del Coro da camera dell’Accademia teologica di San Pietroburgo.

I pellegrini, evidenzia il Cesvir in una nota, sono arrivati a Bari con voli charter da Mosca per dare inizio alle festività ortodosse in onore di san Nicola. E a guidare la delegazione di fedeli saranno alti rappresentanti del Patriarcato di Mosca: il metropolita Longin di Saratov e Vol'sk, che sarà a capo della delegazione del Patriarcato; al quale si affiancheranno quattro vescovi, Veniami, Pachomij, Mitrofan e Tarasij.

Il direttore generale del Cesvir, Rocky Malatesta, sottolinea che “Bari è orgolgiosa di essere da anni il cuore di questo cammino spirituale dei cristiani ortodossi: i pellegrini, che con quelli già giunti nel capoluogo sono circa quattromila - prosegue - parteciperanno alle funzioni religiose che nella Cripta della Basilica si susseguono incessantemente durante le ore del giorno. L'arrivo della reliquia a Mosca - aggiunge - è un punto di svolta atteso da anni nelle relazioni tra il nostro Paese e la Federazione Russa. Ora dovremo saper cogliere al meglio le opportunità che questo cammino offrirà anche dal punto di vista dello sviluppo turistico ed economico: e la Puglia, ne siamo certi, saprà come mettere a frutto questo percorso cominciato molti anni fa, nel nome e con la benedizione di San Nicola".

"Come ogni anno - aggiunge il rettore della chiesa russa di Bari, padre Andrey Boytsov - siamo pronti ad accogliere i tanti pellegrini ortodossi che giungono a Bari per venerare san Nicola e per aprire il loro cuore alla città che noi consideriamo benedetta perché custode delle spoglie del nostro santo più amato".

Emiliano, "Migliaia di pellegrini russi in Puglia per celebrare un evento atteso da secoli"

BARI - “La reliquia di San Nicola è stata inserita nella teca ed è pronta per partire per Mosca. Noi viaggeremo con un volo di Stato russo assieme alla reliquia. È un’emozione molto forte vedere migliaia di pellegrini russi in Puglia, a Bari, per salutare questa partenza. Questo è il frutto di un lavoro lunghissimo, partito con la restituzione della Chiesa Russa di Bari al Patriarcato di Mosca, che Papa Francesco ha completato attraverso l’autorizzazione all’invio della reliquia”.

Sono le parole del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dalla Basilica di San Nicola di Bari, nel giorno della partenza della missione per il trasferimento di una reliquia di San Nicola da Bari a Mosca. Un evento storico atteso da centinaia di anni dai fedeli russi: per la prima volta nella storia della Basilica, dopo 930 anni, una reliquia lascerà la città di Bari per essere trasferita temporaneamente in Russia (Mosca e San Pietroburgo) fino al 28 luglio prossimo, data del suo rientro nel capoluogo pugliese.

“Sua Santità Francesco ha voluto fortemente questo gesto di amicizia e amore verso il Patriarcato di Mosca - spiega Emiliano - utile evidentemente nel processo faticoso che sia Papa Francesco che il Patriarca Kirill stanno facendo per la riunificazione della chiesa ortodossa con quella cattolica, per rimediare allo scisma d’Oriente. È un processo che evidentemente aveva bisogno della presenza di San Nicola e di un gesto che partisse da Bari, perché Bari viene considerata la città nella quale il dialogo ecumenico e interreligioso è possibile. Questo processo politico, teologico e di fede adesso ha bisogno della spinta del popolo russo e ha bisogno di una carica emotiva e passionale, perché alle volte il dibattito ha bisogno dell’energia del popolo. E San Nicola è il santo del popolo”.

La giornata si è aperta con la celebrazione nella Cripta della Basilica presieduta da S. Em.za il Metropolita Hilarion Alfeev, Presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, e con la consegna della reliquia di San Nicola da parte del Priore della Basilica, padre Ciro Capotosto e la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto e Delegato Pontificio per la Basilica di San Nicola, e il Metropolita Hilarion.
Successivamente il reliquiario, realizzato dalla Federazione Russa, è stato trasferito in aeroporto a bordo della “San Nicola mobile”, scortata dalle forze dell’ordine. La partenza per Mosca è programmata con un volo diretto da Bari alle ore 11.30.

“È un gesto di amicizia meraviglioso – prosegue Emiliano - questa è una richiesta antichissima e il fatto che finalmente la chiesa cattolica e quella ortodossa si siano messe d’accordo sulla sosta della reliquia di San Nicola in Russia è un segno di speranza. Il mondo è pieno di guerre, conflitti, di gente che non si accorda su nulla neanche per cose più semplici. Questo era un passaggio importante e non scontato, dopo uno scisma e una divisione all’interno della stessa religione, con due capitali diverse, Costantinopoli e Roma e una infinità di fatti storici che si sono sovrapposti e che hanno creato momenti di grande ostilità. Questo gesto parte dalla Puglia, da Bari, perché l’aereo da qui andrà direttamente a Mosca, con un corteo che lo segue molto selezionato. È uno di quei momenti memorabili, proprio come quando restituimmo la Chiesa Russa di Bari al Patriarcato di Mosca”.

L’emozione è tangibile in una piazza della Basilica gremita di pellegrini, come racconta lo stesso presidente Emiliano: “Oggi la Basilica è piena di pellegrini e di turisti, in gran parte provenienti dall’estero e moltissimi di loro sono russi. Ecco, questo grande flusso turistico che si incrementa ogni anno è partito proprio dalla restituzione della Chiesa Russa, una chiesa costruita dallo Zar. Per gli ortodossi, dopo Gerusalemme, Bari è la seconda meta più importante di pellegrinaggio. Dopo la rivoluzione d’ottobre, con una abilità tutta barese la chiesa divenne di proprietà del Comune, e solo nel 2009 è stata restituita in proprietà e oggi è diventata il centro organizzativo dei pellegrinaggi degli ortodossi a Bari. Un gesto che ha restituito alla nostra città e alla nostra regione anche tanto fatturato turistico che ovviamente non fa male”.

“Siamo consapevoli - è la riflessione di Emiliano prima partire - di essere piccoli dentro un processo storico che dura da centinaia di anni e che io mi auguro porti alla riconciliazione dei cristiani. Dovete solo immaginare cosa potrebbe essere una festa qui a Bari, a Roma e Mosca in cui gli ortodossi e i cattolici si riconciliano e ridiventano un’unica Chiesa, sarebbe un avvenimento meraviglioso, il contrario dello scisma d’Oriente, la grande divisione tra fratelli e sorelle che credono nello stesso Dio e che venivano dalla stessa storia”.

venerdì, maggio 19, 2017

Festa S. Nicola nella chiesa russa: le limitazioni al traffico

BARI - Per consentire il regolare svolgimento dei festeggiamenti in onore di San Nicola Taumaturgo, in programma a Bari, presso la Chiesa Ortodossa Russa i giorni 20, 21 e 22 maggio 2017, con ordinanza di polizia municipale sono state disposte le seguenti limitazioni alla circolazione:

Dalle ore 6.00 del 20 maggio alle ore 24.00 del 22 maggio 2017 e, comunque, fino al termine delle esigenze, è istituito il “Divieto di sosta – Zona di rimozione” sulle seguenti vie e piazze:

viale della Resistenza, lato sinistro secondo il senso di marcia, per mt. 50 individuati dall’intersezione con il viale Di Vittorio in direzione di via Jacini;

c. so Benedetto Croce, lato sinistro secondo il senso di marcia, nel tratto compreso tra via De Ruggiero e il termine dell’edificio della Chiesa Russa;

c. so Vittorio Emanuele II, tratto compreso tra il civico 147 e via Lombardi.

domenica, maggio 14, 2017

Papa Francesco, "Con Trump sarò sincero"

CDV - “Mai mi faccio un giudizio su una persona senza ascoltarla, credo di non doverlo fare”. A dichiararlo Papa Francesco sul prossimo incontro con il presidente statunitense Donald Trump, il 24 maggio, nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Fatima.

“Dal nostro colloquio – ha detto Jorge Mario Bergoglio a quanto riportato tra gli altri da Vatican insider – usciranno le cose, lui dirà quello che pensa e io dirò quello che penso. Sui migranti sapete bene che cosa io penso. Sempre ci sono porte che non sono del tutto chiuse, bisogna cercare le porte che almeno siano un pò aperte, bisogna entrare e parlare su ciò che c’è di comune e andare avanti passo dopo passo. La pace è artigianale, si fa ogni giorno. Anche l’amicizia tra le persone, la conoscenza mutua, la stima reciproca è artigianale, si fa quotidianamente. Rispetto dell’altro, dire che si pensa in modo molto sincero”.

sabato, maggio 13, 2017

Fatima, santi i pastorelli a 100 anni dalle apparizioni

(afp)
CDV – “Declaramos e definimos como Santos os Beatos Francisco Marto e Jacinta Marto…”. Esattamente a cento anni dalla prima delle sei apparizioni della Madonna a tre pastorelli portoghesi, il 13 maggio del 1917, Papa Francesco ha proclamato santi due di loro, Francesco Marto e Giacinta Marto, con una messa solenne che ha presieduto nel santuario mariano.

Francesco e Giacinta, morti rispettivamente nel 1919 e nel 1920, insieme a suor Lucia Dos Santos, morta nel 2005, ebbero le apparizioni della Vergine nella Cova da Iria, un campo vicino a Fatima dove i tre bambini pascolavano le pecore. Giovanni Paolo II li beatificò il 13 maggio del 2000.

Il vescovo di Fatima, Mons. Antonio Augusto dos Santos Marto, accompagnato dal postulatore, ha ricapitolato la biografia dei due candidati alla santità ed ha poi domandato al Papa di procedere alla canonizzazione dei due pastorelli. Con formula di rito, pronunciata in portoghese, il Papa li ha elevati agli onori degli altari tra gli applausi delle centinaia di migliaia di fedeli che hanno assistito alla messa. Il diacono ha quindi incensato le reliquie dei nuovi santi.

mercoledì, maggio 10, 2017

Bari, inaugurata la Mostra delle Icone e delle Ampolle della Manna di San Nicola

di VITTORIO POLITO - Con l’intervento del Sindaco di Bari, Antonio Decaro, il presidente dell’Associazione Italo-Ellenica “Pitagora”, Sarina Elefteria Garufi, il presidente della Commissione Culture del Comune di Bari, Giuseppe Cascella, il prof. Aldo Luisi ed il prof. Antonio Calisi, è stata inaugurata nella Sala del Colonnato della Città Metropolitana di Bari (ex Palazzo della Provincia), la Mostra delle Icone Bizantine e delle Ampolle della Manna di San Nicola, che si protrarrà fino al 14 maggio.

La mostra, che è alla seconda edizione, sarà oggetto di visita anche da parte dei ministri finanziari che si riuniranno in nei prossimi giorni a Bari in occasione del G7.

L’icona è un prodotto esclusivamente bizantino. Nata dal ritratto di antica tradizione, acquista un senso sempre più teologico che la riempie di grazia divina inerente alla persona o alla scena che rappresenta.

La presenza a Bari delle reliquie di San Nicola, e quindi del miracoloso “sacro licor” (manna o myron, nel mondo greco, miro per i russi), ha influito non solo sulla storia della città, ma ha alimentato notevolmente l’interesse, la devozione ed il pellegrinaggio verso la Tomba del Santo, sia dei baresi e degli italiani, che del mondo ortodosso e soprattutto del popolo russo, che riconosce in Nicola “il Santo”.

La manna, com’è noto, è l’acqua che si forma nella tomba del Santo e che si formava già nella Basilica di Mira. In realtà si tratta di un’acqua (analizzata nel 1925 dal Laboratorio di chimica dell’Università di Bari) di particolare purezza, la cui origine viene diversamente spiegata.

Non va dimenticato che la manna, spesso, rappresenta l’ultima ancora a cui i malati ricorrono dopo l’esaurimento dei metodi della medicina scientifica, «prescindendo dal problema se si tratti di miracolo o meno, quest’acqua ha le caratteristiche della reliquia. Il fedele nel berla o nell’ungere la parte malata del corpo, crea una vicinanza del proprio corpo a quello di S. Nicola. A questo punto tutto passa in secondo piano, scienza, arte, letteratura, per fare spazio alla fede; non la fede cristiana in quanto tale, che non viene messa in discussione dal credere o meno ai miracoli connessi alle reliquie, ma la fede come fiducia nell’aiuto del Santo».

Le ampolle, invece, sono vetri dipinti che rientrano nella categoria dei vetri soffiati secondo la tecnica delle “forme aperte”, cioè quando la bolla vitrea, soffiata con la canna dell’artista vetraio, veniva da questi, manipolato e modellato. I vetri, prodotti a Murano, erano ultimati e rifiniti a Bari e, nel Catasto Onciario di Bari del 1753, erano registrati e tassati come “pittori di caraffine”, Donato Giustiniani e Gaetano Donatelli. Le ampolle erano così pronte erano riempite della Santa Manna e sigillati, pronti per essere affidati alla conservazione devota.

I vetri dipinti in tutto il XIX secolo, rientrano nella categoria dei vetri soffiati secondo la tecnica delle “forme aperte”, cioè quando il bollo vitreo, soffiato con la canna dell’artista vetraio, veniva da quest’ultimo manipolato e modellato. Nel Catasto onciario di Bari del 1753 erano registrati e tassati come “pittori di caraffine”, Donato Giustiniani e Gaetano Donatelli, senza ulteriori indicazioni per l’identificazione delle loro opere. I vetri principalmente prodotti a Murano, erano ultimati a Bari, accuratamente rifiniti, decorati, riempiti della Santa Manna e sigillati, pronti per essere affidati alla conservazione devota.

Una Mostra, aperta fino al 14 maggio, da non perdere.