Visualizzazione post con etichetta Chiesa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chiesa. Mostra tutti i post

domenica, agosto 20, 2017

Altamura, paese a festa per la Madonna del Buoncammino


di ROBERTO BERLOCO - Altamura. Puntuale ad ogni anno, anche in quest’Agosto i cuori del popolo altamurano s’aprono ad accogliere un’ospite assai particolare: quella Madonna detta del Buoncammino che, anche per la fama del retaggio di grazie che la precede, gode di una peculiare venerazione all’interno della comunità, ufficialmente sin dal 1747, anno nel quale fu eretta la primigenia cappella dedicata (Foto in alto: particolare delle statue della Madonna del Buoncammino e del Bambin Gesù).

Come da programma, nel pomeriggio di oggi, Domenica successiva a quella di Santa Maria Assunta, dopo la tradizionale Asta della Bandiera, la statua di questa particolare Madonna, assisa dentro un carro infiorato, trainato da due coppie di buoi lucani, partirà dal proprio Santuario, a poche miglia dal paese, per dirigersi verso la sommità di via Bari, nei pressi del passaggio ferroviario.

(Il momento dell'avvio del Carro della Madonna dal Santuario. Foto di repertorio)
Da qua la sacra effigie si riavvierà, preceduta a passo di processione dalle orazioni del Rettore Padre Giacomo Paris, accompagnato dalle autorità civili e militari del paese, mentre snodato tutto innanzi un corteo equestre la scorterà davanti a Porta Bari.

Sempre al seguito di questa cavalcata, che rappresenta un momento d’onore verso quella che è avvertita come una speciale Protettrice degli altamurani, costeggiando esternamente le mura del centro storico, essa proseguirà l’incedere per infine portarsi alla Cattedrale. Quivi, posizionata nell’area dell’altare maggiore, sosterà per le preghiere dei fedeli fino nel mese di Settembre quando, dopo alcuni giorni di festeggiamenti, farà ritorno nella dimora del Santuario.

domenica, agosto 13, 2017

CHIESA. "Grazie Italia, un faro di luce nelle tenebre...". Il Cardinal Simoni a Gagliano


di FRANCESCO GRECO. GAGLIANO DEL CAPO (Le) - “Grazie Italia, per noi Albanesi sei un faro di luce e di cultura che illumina le tenebre...”. Commozione e gioia ieri mattina a Gagliano. Nella sala consiliare, il sindaco della città, Carlo Nesca, ha appena consegnato la pergamena con cui Sua Eminenza il Cardinale di Scutari (Albania settentrionale) Ernest Simoni, è diventato “cittadino onorario”. Un caldo applauso, divenuto standing-ovation, ha salutato l'unanimità del consiglio comunale e la solenne proclamazione.
 
Un'altra bella, intensa, “felicissima” gjornata, dopo quella di domenica 6 agosto, quando l'illustre prelato era intervenuto alla festa di San Dana, originario di Valona (Albania meridionale) e martirizzato nel III secolo per aver difeso la sua fede dal fanatismo ottomano e i suoi istinti sanguinari.    
 
L'ansia della città, la voglia di far bella figura, di continuare a lavorare alla costruzione del “ponte” con l'altra sponda dell'Adriatico, si coglieva nello sguardo del suo parroco, padre Angelo Buccarello, inquieto all'angolo della piazza davanti al Municipio, da dove lo sguardo si perde verso l'orizzonte dell'Albania, le sue montagne scintillanti, i boschil lussureggianti.


La ruga di  preoccupazione si dileguava quando l'auto tanto attesa è spuntata dall'afa, Sua Eminenza è sceso accompagnato da S. E. Monsignor Vito Angiuli, Vescovo della Diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca e dal suo ”angelo custode”, il nipote Tonin Simoni (che vive a Firenze).    
 
All'ordine del giorno del Consiglio Comunale riunito in seduta straordinaria, un solo punto: “La cittadinanza onoraria al Cardinale Ernest Sinoni”. Favrevoli i consiglieri Pieranna Petracca (vice-sindaco), Vito Sergi, Massimo Ciardo, Chiara Spagnolo, Ilaria Protopapa, Riccardo Monteduro, Raffaele Rizzo, Francesco Ciardo (assenti: Marino Melcarne, Raffaella Coppola, Antonio Ercolani).
 
E' da premettere che le giornate del 6 e del 9 agosto rimettono a viva luce un rapporto antico fra le due sponde. Infatti, nel 1489, Andronica Arianiti, la vedova di Giorgio Castriota Scanderbeg (l'eroe nazionale nella lotta contro l'oppressore ottomano, padre della patria della moderna Albania), ebbe in dono il feudo di Gagliano. Agli Scanderbeg è attribuita la costruzione del Convento dei Frati Minimi. Un patrimonio culturale, una memoria, un rivolo di sangue comune al dna dei due popoli fratelli di qua e di là dell'Adriatico.    
 
Il dialogo fra le due sponde, dunque, ha radici antiche ed è giunto a maturazione in questi mesi (di aprile la pubblicazione di un saggio dello storico Antonio Biasco sul culto di San Dana sulla rivista “Rrenjet”-Radici, diretta da Hasan Halilaj), ha una lunga incubazione: inizazia nel marzo del 2006, con due “visite” nel Paese delle Aquile di una delegazione composta dallo stesso Biasco, dall'impiegato Tonino Sergi e dal compianto sindaco Antonio Buccarello, grazie a un contatto con un missionario che lì opera, don Antonio Sciarra (anche lui deceduto). A Blinisht fu inaugurata una chiesa dedicata ai Martiri Albanesi in cui fu incluso anche San Dana.

Il concept della giornata, il grumo semantico, afferrarne l'intima essenza storica e spirituale, pertanto, non poteva che toccare a Biasco (sua la paternità dell'idea della cittadinanza onoraria all'illustre porporato): “Eminenza, quando cominciai a conoscere la sua storia, la sua forza e coraggio nell'affrontare le innumerevoli sofferenze e umiliazioni, la sua straordinaria testimonianza di fede, non potevo non essere colto dalla profonda commozione e ammirazione per il suo fulgido esempio di resistenza di fronte alla dura repressione di una folle dittatura... Nella sua sofferenza si coglieva quella di un intero popolo... ”.

Un'ombra di mestizia è passata nello sguardo del prelato quando Biasco ha ricordato i 27 anni nelle mani degli aguzzini al potere: arrestato la notte di Natale del 1963, dopo la messa, due condanne a morte commutate in un calvario nelle prigioni e ai lavori forzati. Umiliazioni, freddo, fame, torture, privazioni. Il prete Ernest fece il muratore, il minatore in un campo di lavoro, poi ancora  l'addetto alle fogne della città di Scutari...

Fu liberato il 5 settembre 1990 quando, aggiunge Biasco “il terribile cinquantennio della dittatura comunista volgeva  definitivamente e rovinosamente al termine”. Da allora, se si domanda a don Ernest cosa prova per coloro che lo hanno fatto soffrire, risponde: “Prego per gli aguzzini miei e di tutto il popolo ogni giorno durante la messa. Invoco su di loro la misericordia di Dio. Sono quelli che hanno certamente più bisogno. Quanto a me, non provo rancore e ho perdonato di cuore...”. Parole che costringono al silenzio.
 
“La sua presenza è uno stimolo a proseguire nella difesa dei cristiani, perché la libertà religiosa è il fondamento di ogni altra libertà”, ha detto Padre Gino Buccarello, Ministro Provinciale dell'Ordine dei Trinitari, rammentando che essi soffrono ancora in ogni angolo del pianeta. I Trinitari alleviano le loro pene da oltre 8 secoli e ha lanciato, per febbraio 2018, a Napoli, un convegno sul tema della persecuzione per la fede con relatori da tutto il mondo (ospite d'onore Monsignor Simoni). Un brivido freddo ha scosso  le nostre schiene quando ha letto “Sangue a Scutari”, una preghiera del 1993 di Padre Giuseppe Patti S. I. (cercatela sul web) dedicata a Keti nel giorno della sua Prima Comunione.

E' intervenuto anche il capogruppo del M5S Francesco Ciardo: “La capacità di Sua Eminenza di perdonare, la fede incrollabile, unita alla resistenza ai valori morali, consentono alla mia generazione di essere da tramite per un messaggio di pace e tolleranza...”. Il senso di una giornata storica infine è arricchito dalle parole di Maria Ligorio, in rappresentanza della Fondazione  Internazionale “Papa Clemente XI – Albani” (oltre che a Tirana, una sede in Brasile) in rappresentanza del suo Presidente onorevole Zef Bushati: “Lo scopo della Fondazione è creare ponti con programmi e progetti di carattere sociale, culturale, scientifico, religioso. Il mondo sarà migliore se ognuno di noi crederà di più in se stesso e negli altri... Abbattiamo le barriere, ampliamo le frontiere, La pace si può realizzare se ognuno di noi guarda all'altro come persona, per questo siamo venuti a San Dana”.  
 
Poi le parole commosse e grate dell'amato Cardinal Simoni: “L'Italia è sempre stata per noi Albanesi una luce che brillava nel buio...”. L'affettuosa standing-ovation ha rinnovato e rinsaldato l'arnicizia fra due popoli che si scrutano da una riva all'altra nel nome dei martiri di ieri e di oggi e della loro indicibile sofferenza, chiuso la giornata e consegnato alla Storia la ricchezza delle sue infinite emozioni e contaminazioni.
 
Da ieri, un umile prete forte nella difesa della sua fede è “cittadino onorario”, è uno di noi e può tornare quando vuole: questo cielo colmo di stelle, questa terra rossa e generosa, questo mare di smeraldo, queste piazze assolate, sono anche casa sua...      
 
Ph. Orazio Coclite
e Cosimo Melcarne

martedì, agosto 08, 2017

Migranti, don Larizza: "autorizzerei militari a sparare"


TARANTO - Don Luigi Larizza fa ancora parlare di sè. Il parroco anti-migranti è già noto per episodi passati che l'hanno portato al centro delle cronache: dalla lite con l'ex sindaco tarantino Stefàno alla messa in memoria di Benito Mussolini.

Questa volta, il curato è intervenuto su Facebook, commentando la notizia del gruppo di militari accerchiati da immigrati a Napoli. "In casi come questi, per legittima difesa della Nazione autorizzerei i militari a sparare", scrive Don Larizza sul social network, scatenando un acceso dibattito.


CHIESA. San Dana 'capitale' dei popoli in cerca di pace


di FRANCESCO GRECO - Alle 6 e mezza della sera, il sagrestano Antonio suona le campane a festa: Sua Eminenza il Cardinale Ernest Simoni è arrivato da “Finibus Terrae” e col Vescovo della Diocesi Ugento - S. Maria di Leuca, Monsignor Vito Angiuli, sosta in preghiera alla “Croce”. Così la gente di San Dana da secoli chiama lo slargo 400 metri a sud dov’è stata eretta una stele che ricorda il martirio del giovane diacono Dana. III secolo, agli albori del Cristianesimo: per difendere l’Ostia Sacra che dal Santuario portava ai contadini del villaggio, accettò il martirio a colpi di pietre.
Il caldo tropicale concede una piccola tregua: un alito di tramontana fruga fra gli ulivi secolari del paesaggio e rinfresca la piccola folla assorta. Ad accoglierlo Padre Gino Buccarello, Ministro Provinciale dell’Ordine dei Trinitari e i diaconi, il sindaco della città di Gagliano (San Dana e Arigliano sono le frazioni), Carlo Nesca, il maresciallo dei Carabinieri Giuseppe Corvaglia, il comandante dei Vigili Urbani, maresciallo Salvatora Nutricati.

La Storia è bizzarra e, corsi e ricorsi, a volte ci stupisce con i suoi déja-vù. E’ lo stesso tragitto che fece San Dana. Le parabole esistenziali sono sovrapponibili anche nel martirio: nel “secolo breve”, secondo dopoguerra, poco più che ventenne, il Cardinale di Scutari (è del 1928), fu condannato a morte e imprigionato dal regime stalinista di Henver Hoxia. In carcere fu accusato di una sommossa con cui non aveva a che fare. A sua discolpa disse: “Prego per tutti, anche per i tiranni…”. La pena gli fu commutata in 25 anni di lavori forzati, cinque degli altri religiosi furono fucilati.

Intanto, sul piazzale della chiesa, i musicanti della banda di Gagliano accordano gli strumenti, don Rocco Frisullo, capo del cerimoniale del Vescovo (il 6 agosto ha compiuto gli anni), dà le ultime istruzioni a ministranti e chierici, Padre Angelo (OFM di Scorrano) inizia la recita del Rosario. Le donne del comitato–festa guidate dalla signora Pietrina Cagnazzo, instancabile, da mesi lavorano affinchè il paese faccia bella figura in questo appuntamento con la Storia.

Dall’afa spunta una signora vestita di rosso, un sorriso dolce e sincero: è la dottoressa Maria Ligorio (dieci anni di volontariato in Colombia), giunge da Roma in rappresentanza della Fondazione Internazionale “Papa Clemente XI - Albani” (il solo Pontefice di origine albanese) e del suo presidente, l’onorevole Zef Bushati, già ambasciatore (intorno al 2000) presso la Santa Sede e fondatore del partito “Alleanza Democristiana”. Le sue prime foto e riprese audio dell’evento, via whatsapp, giungono già a Tirana e in tutta l’Albania in tempo reale. Grazie a San Dana, che veniva dall’altra sponda, Valona, i due Paesi sono ancora più vicini.

Accolta da una marcia gioiosa, la carovana giunge dalla “Croce” alle 18.45. I fotogafi sono appostati sui tetti delle case e della chiesa. Il passo del Cardinale è giovanile, sicuro, ha carisma, un’energia dolce invade la piazza: la gente lo guarda con tenerezza e gioia, come una persona che si conosce da sempre e che torna a trovarci. Le signore han messo i loro abiti più belli, i vecchi si sono fatti accompagnare in auto e hanno preso posto un po’ confusi nel ruolo di protagonisti, i bambini fanno “Ohhhh!” e guardano a bocca aperta, i social portano le immagini ai parenti lontani: la bellezza del nostro tempo 2.0 .

Sua Eminenza (Papa Francesco lo nominò a novembre 2016) e il Vescovo sostano inginocchiati in preghiera nella deliziosa chiesa intitolata al Santo Patrono. Escono e la piccola processione aperta dal crucifero muove verso il palco, il coro intona il primo canto, l’aria brilla di luce pura.

Alle 7, puntuale, inizia la messa. Il Cardinale prende posto a destra del palco. Il Vicario del Vescovo, Mons. Beniamino Nuzzo, è attento a che tutto proceda da protocollo, come in effetti accadrà. Padre Pasquale Pizzuti, che regge la parrocchia, è il più emozionato. Don Luigi Bonalana pare soffrire il caldo: il sole è ancora alto nel cielo alle loro spalle e lancia potenti fulgori prima di bagnarsi dolcemente nel mare di Gallipoli. Parterre: lo storico Antonio Biasco (è sua l’idea della cittadinanza onoraria di Gagliano al Cardinale, cerimonia fissata il 9 agosto alle 10), il vicesindaco Pieranna Petracca, il consigliere Francesco Ciardo (M5S), altri di maggioranza e minoranza.

Monsignor Angiuli traccia il concept dell’evento: “L’Albania ha costruito la sua fede sul sangue dei martiri, che come San Dana hanno testimoniato la loro vita per Cristo. Sua Eminenza rappresenta la forza della fede di un intero popolo fedele a Cristo nonostante le persecuzioni”.
L’eloquio del Cardinale è sofferto, vibrante. Premette: “Ho accettato con gioia l’invito di Sua Eccellenza e di questo popolo”. Aggiunge le tre parole che ispirano la sua missione pastorale: “Generosità, accoglienza, amore”. Dice: “La croce protegge da ogni male. Gesù dona la salvezza a tutti i popoli… E’ la speranza finale di tutta l’umanità, perché in Gesù siamo immortali…”. Alla fine, emozionato, accetta il dipinto del Santo realizzato dai ragazzi diversamente abili del Centro di Riabilitazione di Gagliano (che i Trinitari mandano avanti da decenni).


Le prime ombre della sera mediterranea sensuali avvolgono la folla come un morbido abbraccio materno. Guidata da una maestosa luna piena sorta dal mare dinanzi a Valona, come in un dipinto di Ciardo, una processione gaia e sudata percorre, col passo languido di chi non dà importanza al tempo, le strade del paese. Le luci delle case sono accese in segno di saluto. Dietro al Santo un melting-pot di etnie, lingue, culture che si intrecciano nell’aria: gli arabi, gli asiatici, i neri, l’est europeo (Padre Luca Cirimotic): un “ponte” che unisce tutti i popoli, che abbatte i muri, anche quelli dentro di noi.

A un certo punto finiamo tra i campi odorosi di fieno, i pergolati di uva nera Gerusalemme, nel buio cantano le cicale. Il mare che ci separa dall’Albania dona alla folla il suo respiro caldo, denso di umori e memorie. Quando si ritorna in piazza il Santo è accolto dall’incendio della chiesa e i bambini fanno di nuovo “Ohhh!”.

Sua Eminenza non pare affaticato, anzi. In chiesa prende di nuovo la parola per ammonire: “Pregate, pregate molto… Senza stancarvi mai: io prego due ore al giorno…”. E solo la preghiera può avergli dato la forza di sopravvivere al suo calvario, fino al 1990, dopo 25 lunghissimi anni, oltre a una fede dura come il diamante, mentre vedeva andare a morte i confratelli, come i laici, i migliori intellettuali del Paese delle Aquile sfatto dall’ortodossia ideologica. La gente lo circonda, lo stringe in un abbraccio colmo d’affetto e tenerezza, ormai lo ha “adottato”, lo considera il “suo” Cardinale, come se fosse un vecchio amico, uno di famiglia tornato in visita dopo un po’ di tempo. C’è chi ha gli occhi lucidi: l’emozione è forte. Qualcuno parla di “miracoli”, altri di “santità”.

Si sposta nell’angusta sagrestia, la folla sudata si avvicina pudica, lo saluta, gli sfiora la mano, gliela bacia: il suo sguardo è timido ma fermo, il sorriso dolce: tanta sofferenza lo ha reso più forte. Vecchi e giovani, contadini neri di sole e giovani signore, bambini bellissimi, un’anziana suora balbetta qualcosa. Un bagno di folla. Da vicino ha l’aria di un curato di campagna. Non si stanca mai, andrebbe avanti ancora per ore. Non vogliono lasciarlo andare, ormai lo “vivono” come uno del paese: resterà sempre nei loro cuori.


È la cronaca del 6 agosto 2017, di una giornata speciale, meravigliosa, in cui la sofferenza di un uomo della Chiesa Universale venuto dall’altra sponda è stata offerta al mondo e a tutti gli uomini di buona volontà come testimonianza viva di fede e si è trasfigurata nella metafora della speranza, perché “Gesù salva tutti i popoli”, ma letta anche come riflessione sull’importanza del dialogo, il confronto, nel rispetto di identità e diversità, della convivenza pacifica di un reciproco arricchimento. E infatti la mission del Cardinale abbraccia tutta la terra (è in calendario un incontro col Presidente Sergio Mattarella).

Nel giorno in cui in una chiesa della Nigeria scorre ancora il sangue dei cristiani a opera dell’Islam guerrafondaio, e mentre l’Ordine dei Trinitari pensa a un convegno mondiale sui “martiri” di questo secolo (forse in autunno a Gagliano), in una giornata intensa, che è già nella storia e tramite i social corre per le contrade del mondo, da San Dana, piccola Davos del Mediterraneo parte un messaggio forte e chiaro all’umanità affinché la ricchezza interiore dell’animo umano non sia più oltraggiata e viva arda la fiamma della speranza di un mondo di pace.
I “fuochi” infine illuminano la notte profumata di sale fra il Salento e l’Albania e suggellano un evento di cui ai posteri si potrà dire: “Io c’ero…”. Buonanotte, San Dana!

(photo credit: Orazio Coclite)

martedì, agosto 01, 2017

Chiesa: un Cardinale albanese 'cittadino onorario' di Gagliano


di FRANCESCO GRECO - GAGLIANO DEL CAPO (LE). La cittadinanza onoraria di Gagliano (Lecce) al Cardinale albanese Ernest Simoni (foto), in arrivo per partecipare alla festa di San Dana, diacono e martire nato a Valona, in programma domenica 6 agosto.

L’idea è del consigliere comunale Antonio Biasco (foto). La proposta ha trovato enorme interesse nel sindaco Carlo Nesca e l’unanimità del consiglio.

La cerimonia avverrà in Municipio dopo la festa del Santo che, secondo le scarne notizie giunte sino a noi, intorno al III secolo fu martirizzato alla periferia sud del centro abitato (proveniva da Leuca).
Lo studioso sta conducendo ormai da anni una ricerca sul culto di San Dana nel Salento, svelandolo agli stessi albanesi, che poco ne sapevano, e ciò è spiegabile con la loro storia più recente.

Un suo articolo sul Santo è stato pubblicato, ad aprile, sulla rivista albanese “Prenjet” (Le radici), e poi ripreso da altre testate.

San Dana è festeggiato due volte l’anno: in inverno (16 gennaio) e in estate, la prima domenica d’agosto. Quest’anno è in programma un evento eccezionale, di cui si parla da settimane, sul web la notizia è diventata virale: l’arrivo del Cardinale Ernest Simoni, 90 anni, 28 dei quali passati in carcere per testimoniare la sua fede e una Chiesa viva al tempo del regime comunista, nell’altro secolo. Proprio come San Dana.

L’illustre prelato, Cardinale di Scutari (Albania settentrionale) arriverà a San Dana e alle ore 19, sulla piazza intitolata al Santo, dinanzi a una folla di fedeli che si prevede notevole, presiederà la solenne Celebrazione Eucaristica alla presenza di Monsignor Vito Angiuli, Vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, di Padre Luigi Buccarello, Ministro Provinciale dell’Ordine dei Trinitari di Gagliano e di Padre Pasquale Pizzuti (anche Trinitario), parroco della chiesa.

Alle ore 20 seguirà la processione per le vie del paese.

Alla cerimonia interverrà la dottoressa Maria Ligorio, in rappresentanza del Presidente della Fondazione “Papa Clemente XI - Albani” (un pontefice di origine albanese), Zef Bushati, ambasciatore d’Albania presso la Santa Sede negli anni 2000, fondatore e Presidente del partito “Alleanza Democristiana”.

Come ogni festa patronale che si rispetti, ci saranno le luminarie, la musica della banda di Gagliano e infine lo spettacolo di fuochi pirotecnici della ditta Francesco Mega di Scorrano.
Un evento che è già nella Storia. Il Santo-ragazzo sarà contento…

sabato, luglio 29, 2017

Bari, rientrata la reliquia di San Nicola

di NICOLA ZUCCARO - Alle ore 19.46 di venerdì 28 luglio 2017, proveniente dall'aeroporto di Bari-Palese, è giunta presso l'Arco Urbano II, a bordo della San Nicola mobile, la reliquia del Santo Vescovo di Myra.

Accolta e poi scortata da un picchetto in alta uniforme composto da carabinieri e polizia locale (quest'ultima ha omaggiato il rientro con il reparto motociclistico, che schierato al lato della Basilica ha accompagnato l'ingresso del reliquario a suon di sirene), il frammento osseo è stato salutato dai timpanisti e sbandieratori, nonchè dalla banda musicale della città di Bitritto.

Fra rulli di tamburi e squilli di trombe, i numerosi fedeli presenti all'evento hanno assistito, anche per mezzo di 2 maxi-schermi allestiti, al canto del vespro e alla successiva procedura di reposizione della reliquia all'interno della tomba del Santo, unitamente alle autorità civili, militari e ai rappresentanti della Chiesa cattolica e ortodossa.

venerdì, luglio 28, 2017

Bisceglie, al via i festeggiamenti in onore dei SS. Martiri

BISCEGLIE - Una coincidenza irripetibile quest’anno: 1900 anni dal martirio dei Santi (117-2017) e 850 anni dal ritrovamento delle reliquie (1167-2017).

Una devozione sempre fervente quella della comunità biscegliese che nei secoli non si è mai sopita. La città dei tre Santi patroni celebrerà al meglio questa ricorrenza con funzioni eucaristiche, rievocazioni storiche e anche un annullo filatelico delle Poste italiane.Converranno da ogni parte d’Italia esimi rappresentanti e personalità del mondo ecclesiastico per rendere omaggio ai patroni principali dell’Arcidiocesi.

Con il patrocinio del Comune di Bisceglie, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth, la Commissione diocesana feste patronali, Il Comitato per il Giubileo dei Santi martiri e il Centro Studi Biscegliese, è stato elaborato il programma molto fitto e di alto profilo,data l’importanza storica, culturale e liturgica che assume certamente un carattere diocesano territorialmente più ampio.

Orari delle sante messe in concattedrale

Sabato 5 agosto 2017
ore 19:00, in Concattedrale, Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Felice Di Molfetta, Vescovo emerito di Cerignola-Ascoli Satriano.

ore 20,30 Intronizzazione del quadro dei Santi Martiri presso il Teatro Garibaldi

Domenica 6 agosto 2017
SS. Messe ore7:00-8:00-9:00-11:00-18:00-20:00 

ore 11:00, in Concattedrale, Solenne Pontificale presieduto da S.E. Mons. Nunzio Galantino,Segretario della Conferenza Episcopale Italiana.

ore 18:00, Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta Mons. Giuseppe Pavone Pro Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie

ore 19:30 Processione dei Busti Argentei dei Santi Martiri presieduta da Mons. Giuseppe Pavone Pro Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie

Lunedì 7 agosto 2017
SS. Messe ore 8:00-9,30 – 11:00-19.00

Il 7 agosto (non più il 30 luglio) la città di Bisceglie e i fedeli potranno assistere ad una interessante rievocazione storica in occasione dell’850° anniversario della traslazione delle reliquie dei Santi nella Cripta della Concattedrale. Il Pellegrinaggio alla chiesetta del Casale di Sagina, luogo in cui sono state rinvenute le reliquie dei tre Santi Martiri. I fedeli potranno raggiungere il luogo con opportuni bus navetta. Partendo di qui dalle ore 16,00 si comincerà la processione rievocativa su un carro trainato da buoi bianchi che proseguirà percorrendo via la Merlina, la provinciale Corato-Bisceglie, via San Silvestro, via Garibaldi, il ponte di via Piave sino a Piazza Margherita di Savoia.Qui verrà celebrata una solenne eucarestia con Mons. Giovanni D’Ercole(vescovo di Ascoli Piceno) e volto noto per essere autore e conduttore della trasmissione televisiva “Sulle vie di Damasco” su RAI 2. Il corteo giungerà infine in Cattedrale percorrendo via Cardinal Dell’Olio. Una comunità intera seguirà le celebrazioni e tutta la città sarà interessata da questo straordinario accadimento. Ore 19:00, in Concattedrale, Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo Metropolita di Agrigento. Presidente della Caritas Italiana.

Martedì 8 agosto 2017
ore 19:00, in Concattedrale, Celebrazione Eucaristica

ore 22:00 Ritiro del Quadro dei Santi Martiri dal Teatro Garibaldi


CONCERTI BANDISTICI

Gran Concerto Bandistico "BIAGIO ABBATE"
Dirige il M O Giovanni Pellegrini
Concerto Bandistico Città di Bitonto
Associazione Musicale Culturale "Davide Delle Cese"
Orchestra d'ottoni "11 Cenacolo" diretta dal M O Salvatore Barile
Premiata Bassa Musica "L'Armonia" Molfettese 5-6

LUMINARIE

Premiata Ditta Arturo Artlux Blasi Partenopoli - Avellino 

PIROTECNICI 

La Pirofantasia Modugnese di Raffaele Pellicani - Modugno Pirotecnica San Severo di Giacomo del Vicario 

ADDOBBI  

F.lli Abbondanza - Bitonto a devozione della Famiglia Carlo Cassanelli 

ADDOBBI FLOREALI

Vivai La Notte - Bisceglie e L'Antica Fioreria - Bisceglie

Giovedì 3 agosto 2017
Si svolgerà IL PALIO DELLA "QUERCIA" organizzato dall'associazione "Schàra". Si tratta di una competizione a squadre composte da giocatori residenti in un determinato territorio parrocchiale. La gara prevede varie tappe con prove di abilità e corsa.

Alle ore 19.00 le squadre dovranno effettuare il riconoscimento in Via Marconi.

ore 19.30 da Via Marconi sfilerà la parata di presentazione con squadre e supporter per l'intero perimetro di Piazza Vittorio Emanuele II.

ore 20.00 inizio del palio, la gara a staffetta parte nei pressi del "Bar Oriente" e interessa solo il perimetro della villa. Seguiranno le altre gare secondo un calendario prefissato.

A fine gara, dopo le premiazioni, i capitani delle squadre in segno di unità porteranno il Quadro dei Santi Patroni sull'isolotto del porto per un tragitto che attraverserà il centro storico.

Sabato 5 agosto 2017
ore 20,00 Mirko Signorile presso l'isolotto "La Cassa" piano solo in "Open your Sky" ore 20,30 Traslazione del quadro delle Sacre immagini presso il Teatro Garibaldi.

Apertura dei festeggiamenti al suono della sirena e delle campane di tutte le chiese con grandiosa "Diana" a devozione di Edil Di Leo Costruzioni e Figli e traslazione del quadro delle Sacre Immagini dei SS. Martiri dalla Concattedrale sul trono appositamente eretto presso il Teatro Garibaldi percorrendo il seguente itinerario: Via Cardinal Dell'Olio - Via Frisari - Rampa Schinosa - Piazza Vittorio Emanuele II lato ex Bis Bar - Via Marconi. Seguirà la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti e Alza Bandiera accompagnata dal Concerto Bandistico "Città di Bisceglie".

ore 20,30 Carolina Bubbico Trio presso piazzetta "Largo Porta di Mare" piano, voice and loop station

ore 21,00 Piazza Vittorio Emanuele IISerata in MusicaQuintetto musicale Polimnia

ore 22,30 Fabrizio Bosso & Spiritual Trio feat. Walter Ricci presso Torrione Sant'Angelo

Domenica 6 agosto 2017
ore 9,00 Lancio di bombe carta a devozione di Vincenzo Dell'olio e giro della Città del Complesso Bandistico Città di Bisceglie. Annullo filatelico dedicato ai Santi Martiri di Bisceglie a cura delle Poste Italiane.

ore 10,00Matinè musicale in Piazza Vittorio Emanuele II lato ex Bar Orchidea. Esibizione del Gran Concerto Bandistico Città di Bisceglie diretto dal Maestro Giovanni Pellegrino.

ore 11,00in Concattedrale, Solenne Pontificale presieduto da S.E. Mons. Nunzio Galantino, Segretario della Conferenza Episcopale Italiana con l'intervento del Capitolo Cattedrale, delle Autorità Civili, Militari e della Commissione Feste Patronali e dei rappresentanti degli emigrati.

ore 18,00 Messa Solenne nella Concattedrale celebrata da Mons. Giuseppe Pavone Pro Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

ore 19,30 Solenne processione dei busti argentei e delle reliquie dei SS. Martiri Protettori Mauro Vescovo, Sergio e Pantaleone, presieduta da Mons. Giuseppe Pavone Pro Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie con la partecipazione del Capitolo Cattedrale, delle Autorità Civili e Militari, della Commissione Feste Patronali, dei rappresentanti degli emigrati e dei rappresentanti dell'Associazione Regionale Pugliesi a Milano attraverso le vie: Cardinal Dell'Olio, Via Frisari, Via Trento, Via Cristoforo Colombo, Piazza Castello, Via D. Alighieri, Via Imbriani, Piazza Margherita, Via Marconi, Piazza Vittorio Emanuele II, Via Marconi, Via G. Frisari, Via Cardinal Dell'Olio e ritorno delle Sacre immagini nella Concattedrale con accompagnamento del concerto bandistico "Città di Bitonto".

ore 20,00 Scelto programma musicale in orchestra del Gran Concerto Bandistico Città di Bisceglie diretto dal Maestro Giovanni Pellegrino.

ore 20,30 Mario Rosini Trio presso Puerto Azul

ore 22,00 IsraelVarela Group "Frida en Silencio" in Anfiteatro Mediterraneo

ore 24,00 Spettacolare fuoco pirotecnico sul molo di ponente offerto a cura della La Pirofantasia Modugnese di Raffaele Pellicani - Modugno.
Lunedì 7 agosto 2017

ore 9,00 Lancio di Bombe Carta offerte da Nicotel Bisceglie e giro della Città del Concerto Bandistico "Città di Bisceglie".

ore 10,00Matinè musicale in Piazza Vittorio Emanuele II lato Bar Orchidea del Gran Concerto Bandistico Città di Bisceglie diretto dal Maestro Giovanni Pellegrino.

ore 12,00 Lancio di Bombe Carta a devozione di Edilizia Sasso.

ore 19,00 Giro della Città del Complesso Bandistico "Città di Bisceglie"

ore 20,00 Scelto programma musicale del Gran Concerto Bandistico "Città di Bisceglie" in Piazza Vittorio Emanuele II diretto dal Maestro Giovanni Pellegrino.

ore 20,30 Guido di Leone Pocket Orchestra & Francesca Leone presso "Puerto Azul”

ore 21,45 Nico Morelli piano solo presso Anfiteatro Mediterraneo.

ore 22,30 Stanley Jordan Trio presso Anfiteatro Mediterraneo.

ore 24,00 Spettacolare fuoco pirotecnico a cura della Pirotecnica San Severo di Giacomo del Vicario.

Martedì 8 agosto 2017
ore 20,30 Concerto dell'orchestra di ottoni "11 Cenacolo" diretta dal MO Salvatore Barile

ore 21,30 Rassegna dialettale "Bisceglie nel cuore" a cura de "La Canigghie"

ore 22,00 Ritiro del quadro delle sacre immagini dei Santi Martiri Protettori nella Concattedrale.

giovedì, luglio 27, 2017

28 luglio, la Reliquia di San Nicola tornerà a Bari

di NICOLA ZUCCARO - Dopo 2 mesi e 7 giorni dedicati alla venerazione di circa 2 milioni e mezzo di fedeli ortodossi in Russia, tornerà a Bari nella serata di venerdì 28 luglio 2017 la reliquia di San Nicola. Il programma dettagliato dell'arrivo della costola sinistra da San Pietroburgo, a bordo di un volo diretto privato (finanziato da un imprenditore russo operante nel settore dei fertilizzanti e devoto del Santo), che atterrerà alle 19 circa sulla pista dell'Aeroporto di Palese.

Il frammento osseo sarà accolto da un picchetto militare interforze, per poi essere trasferito in Basilica, scortato dalla Polizia locale e con l'ausilio dei reparti stradali della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Alle 19.30 il reliquiario, trasportato a bordo della "San Nicola mobile", sarà accolto presso l'Arco d'ingresso per Largo Urbano II del Lungomare Imperatore Augusto, da dove seguirà una breve processione fino in Basilica.

Qui, alle ore 20.00, avrà luogo il Canto dei secondi vespri della Traslazione, presieduto da Sua Em.za Card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani. Alle ore 20.30 seguirà la processione in cripta e la reposizione della reliquia nella tomba del Santo, da parte del Prof. Introna e del Prof.Caputo, alla presenza del notaio Perchinunno, che redigerà un apposito atto notarile.

Per questo lungo e articolato evento - informa l'Ufficio Stampa della Basilica di San Nicola - hanno assicurato la loro presenza, il Sindaco di Bari Antonio Decaro ed il Governatore della Puglia, Michele Emiliano. L'emittente Telenorba assicurerà la diretta televisiva e all'interno della Basilica saranno funzionanti due maxi-schermi che consentiranno ai numerosi fedeli di poter seguire la reposizione nell'urna sotterranea del frammento - lungo 13 centimetri - della costola sinistra del Santo.

mercoledì, luglio 26, 2017

Trani, morte improvvisa per l'arcivescovo Giovan Battista Pichierri

TRANI - È morto improvvisamente questa mattina l’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, Giovan Battista Pichierri. Il presule è stato ritrovato privo di vita nella sua abitazione a Trani, colto probabilmente da un malore.

“L’arcivescovo – riferisce il portavoce della diocesi, Riccardo Losappio parlando all'agenzia Sir – è stato trovato riverso a terra, nella sua casa, questa mattina presto. Vani i tentativi dei soccorritori per cercare di rianimarlo”.

Pichierri era nato a Sava nel 1943.

IL CORDOGLIO DEL CONSIGLIERE ZINNI - Una nota di cordoglio del Consigliere Regionale Sabino Zinni, capogruppo della lista Emiliano Sindaco di Puglia, per la scomparsa dell'arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie Giovan Battista Pichierri.

 “‘Vieni, servo buono e fedele: prendi parte alla gioia del tuo Signore”(Mt 25,21)': le parole dell’evangelista Matteo esprimono molto meglio di quanto possa fare ognuno di noi, di me per primo, i sentimenti e le emozioni che ci assalgono alla notizia della improvvisa e prematura salita al Cielo di mons. Giovan Battista Pichierri, amato pastore dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. Ho avuto modo di apprezzare in più occasioni l’amabilità e la benevolenza di Sua Eccellenza e non mi è facile intuire il senso di smarrimento che in questo momento pervade i suo fedeli. Nondimeno, sono certo che quanto da mons. Pichierri seminato in lunghi anni di fecondo ministero non potrà che assicurare frutti copiosi alla sua Chiesa locale. Servendomi delle parole di un altro vescovo di Puglia, il compianto don Tonino Bello, aggiungo che la bontà di mons. Pichierri risplendeva nel suo “volto rivolto” ai suoi fedeli, con un immancabile sorriso, con capacità di ascolto occhi negli occhi. La delicatezza dell’animo, la finezza del suo spirito, il tratto caritatevole di ogni suo gesto e di ogni sua parola saranno a lungo ricordati come caratteristiche costanti del suo essere. Con le parole di Sant’Agostino, non possiamo che pregare: “Signore, non ti chiediamo perché ce lo hai tolto, ma ti ringraziamo per avercelo donato. I nostri occhi pieni di lacrime sono fissi nei tuoi, pieni di luce ”.

martedì, luglio 25, 2017

Vaticano, Città 'chiusa' per siccità

di NICOLA ZUCCARO - Dal Vaticano quale "Città aperta" durante il 1943 (perchè capace di accogliere e di nascondere ebrei e antifascisti sia al suo interno, sia presso gli istituti religiosi su diretto intervento di Pio XII) al Vaticano quale Città "chiusa" all'acqua, per mezzo delle sue fontane.

Un salto nel buio che stride con quel senso dell'accoglienza e della carità ripetutamente catechizzato da Papa Francesco e che, pur tenendo conto delle disposizioni dettate dall'emergenza siccità che da giorni affligge Roma, dovrebbe rappresentare l'eccezione.

E invece no. Chiudere i rubinetti rappresenta anche per il Vaticano l'eccezione che conferma la regola. Per riaprirle bisognerà pregare, sperando in una riapertura delle fontane in prossimità delle Mura Leonine?

Bari, cresce attesa per rientro della reliquia di San Nicola

BARI - Cresce l’attesa per il rientro a Bari della reliquia di San Nicola che manca dalla Basilica dedicata al nostro Santo Patrono dallo scorso 21 maggio, e che da allora è stata oggetto della venerazione di milioni di fedeli in Russia, esposta prima a Mosca poi a San Pietroburgo.

“Si è trattato di un evento straordinario - commenta il sindaco Antonio Decaro - inimmaginabile solo fino a qualche mese fa, frutto dell’accordo raggiunto nell’incontro a Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill: un momento che ha segnato la ripresa del dialogo e collaborazione tra la chiesa cattolica e la chiesa ortodossa, che insieme hanno voluto organizzare il viaggio della reliquia di San Nicola di Myra, il santo più venerato dagli ortodossi.

Ho assistito durante la mia breve trasferta russa - prosegue Decaro - alla testimonianza di una fede profondissima, radicata in tutta la società russa, senza distinzione di classi sociali. Un sentimento popolare tangibile, la prova provata della potenza di alcuni simboli e figure della cristianità, capaci di unire nella preghiera e nella fede popoli e culture lontani. Di tanto desidero ringraziare l’Arcivescovo, monsignor Francesco Cacucci, che è stato l’artefice locale di questa impresa straordinaria.

Venerdì prossimo saremo in Basilica accanto a padre Ciro e tutti i domenicani per salutare il ritorno della reliquia di San Nicola. Sarà una giornata di festa per la città”.

giovedì, luglio 06, 2017

ANNIVERSARI. Don Peppino, 60 anni di sacerdozio


di FRANCESCO GRECO - S. MARIA DI LEUCA (Le) - 60 anni di sacerdozio sono un bel traguardo, specie se vissuti con trasporto e intensità, senza risparmio di energie, al servizio delle tante comunità, intra ed extra moenia, a cui un uomo della Chiesa si dona nell’arco di una vita lunga e feconda.
 
Don Giuseppe Martella, conosciuto e apprezzato come “don Peppino” da Montesardo, nipote dell’indimenticabile don Vincenzo, fu ordinato sacerdote il 7 luglio 1957 (nella stessa celebrazione, don Tonino Bello da Alessano divenne Diacono). La sua parabola religiosa e umana si è quindi intrecciata più volte con quella del Vescovo di Molfetta, Ruvo di Puglia, Giovinazzo e Terlizzi (mancato prematuramente nell’aprile 1993) dagli anni del liceo a quelli nel Seminario Vescovile di Ugento.
 
I 60 anni di missione pastorale saranno commemorati dalla Comunità Diocesana con una serie di eventi: tre giorni di preghiera nella Chiesa Madre di Montesardo, con le riflessioni di due giovani sacerdoti (don Antonio da Alessano e don Biagio da Corsano). Giovedì prossimo, 6 luglio, alle ore 19.00, S. Messa solenne presieduta dallo stesso don Peppino. Il giorno successivo, 7 luglio alle ore 20.00, S. E. Monsignor Vito Angiuli, Vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, presiederà la Concelebrazione Eucaristica  nella Basilica-Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, a Leuca.  

DOMANDA: Quando si accorse di avere la vocazione?
RISPOSTA: “Fin da fanciullo, poi si è consolidata nell’adolescenza. Ho frequentato la scuola pubblica fino al V ginnasio, ad Alessano. Col primo liceo sono entrato in Seminario a Molfetta, dove con don Tonino ho frequentato il liceo e continuato la Teologia. A 23 anni (mancavano solo 10 giorni), sono stato ordinato sacerdote, a Montesardo, dall'allora Vescovo Monsignor Giuseppe Ruotolo, che ha guidato la Diocesi per circa 30 anni e le cui spoglie mortali giacciono in questa Basilica".

D. Che ricordo ha di don Tonino?
R. “Fra di noi c’è stata sempre una sincera amicizia e un apprezzamento vicendevole. In lui ammiravo le molteplici qualità, bravo e completo in ogni campo, ma sempre umile e pronto a comprendere e ad aiutare tutti”.

D. Quale fu la sua prima destinazione?
R. “La Parrocchia della Natività di Tricase, come Vice-Parroco. A 28 anni sono stato nominato Parroco di Gemini, dove sono rimasto per 20 anni, dal 1962 al 1982. Nell’ottobre 1982 sono stato destinato alla Cattedrale di Ugento e vi sono rimasto fino al 1999, quando sono passato alla Parrocchia Cristo Re nella Marina di Leuca, sino all’agosto 2011. Contemporanemente (2009-2011) sono stato Amministratore Parrocchiale a Salignano, in seguito all’improvvisa e prematura scomparsa di Don Salvatore Abaterusso, già mio collaboratore nella Parrocchia della Cattedrale.  Dal 1° settembre al 31 dicembre 2011 ho svolto il ruolo di Amministratore Parrocchiale nella parrocchia di San Lorenzo Martire in Barbarano. Succesivamente, e tutt’oggi, sono volontario nel Santuario-Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae, a Leuca. Ho ricoperto anche molti incarichi negli uffici della Curia Diocesana”.

D. In questi anni cosa ha dato e avuto dalle comunità con cui si è relazionato?
R. “Ho dato amicizia, affetto, disponibilità a tutti e aiuto umano e spirituale, che continuano ancora oggi. Ho ricevuto stima, comprensione e collaborazione, e soprattutto mi hanno spronato a crescere nella fede e nell'apostolato”.

D. Lei fu ricevuto in udienza privata da San Giovanni Paolo II…
R. “Accadde nel 1982, l’anno successivo all’attentato in Piazza San Pietro. Ero con il  Vescovo di allora, Monsignor Mario Miglietta. Un incontro fugace ma molto emozionante… Conservo la foto scattata dal fotografo pontificio".

D. La sua missione si è estesa anche lontano da terra di origine?
R. “Oltre ai viaggi a Fatima, Lourdes, Medjugorie, Santiago de Compostela, ecc., sono stato in Africa, dove è forte la presenza dei Trinitari, dei Vocazionisti, ecc. nei posti più difficili.
Tre volte in Madagascar. La prima con la Madre Generale delle Suore Vocazioniste: visitai tutte le case dove svolgono il loro apostolato. Ricordo tanti bambini e un’estrema povertà materiale e morale. La seconda fui ospite del Nunzio Apostolico S. E. Monsignor Paolo Gualtieri e girammo quel paese meraviglioso in lungo e in largo. La terza volta per partecipare alla inaugurazione del nuovo Vocazionario dei PP. Vocazionisti, edificio per accogliere i tanti giovani malgasci che chiedono di essere formati per accedere al Presbiterato. I cristiani lì vivono una fede di testimonianza, fanno km. e km. per partecipare alla messa.
Anche in Rwanda sono stato tre volte. La prima nel 1996, con don Tito Oggioni, che era stato Parroco di Acquarica del Capo e poi partì Missionario "Fidei Donum" per svolgere il suo apostolato in quella terra lontana e dove morì.
Da poco era terminata la guerra civile (1994) che insanguinò il paese con milioni di morti, nell’indifferenza della comunità internazionale. Ricordo ossa umane sparse ovunque e prigioni all'aperto stracolme di detenuti: solo quando i reclusi erano moribondi stendevano dei teli per un po’ d’ombra. Celebrai la S. Messa in uno di quei lager (molti infatti sono cattolici) e mi stringeva il cuore nel vedere questa massa di corpi umani seduti per terra e denutriti e tanti parenti che attendevano fuori del carcere per consegnare ai carcerieri qualche cibo per i propri congiunti.
Ora è un paese più avanzato: il governo presieduto dai Tutsi si sta impegnando per dare un volto più umano alla popolazione”.
 
Vogliamo augurare a don Peppino una vita serena e gioiosa, spendendo il resto dei suoi giorni per il bene spirituale dei tanti pellegrini che giungono da ogni parte d'Italia nella Basilica di S. Maria di Leuca.

martedì, luglio 04, 2017

Papa Francesco: "L'Europa aiuti i migranti"

CDV - 'Sono vicino con l'affetto e l'incoraggiamento a quanti, istituzioni, realtà associative e singoli si aprono saggiamente al complesso fenomeno migratorio con adeguati interventi di sostegno, testimoniando quei valori umani e cristiani che stanno alla base della civiltà europea'. Lo dichiara il Papa in un messaggio inviato nei giorni scorsi sul portale Infomigrants.net, il flusso di notizie per i migranti realizzato dall'agenzia con i partner europei France Media Monde e Deutsche Welle.

'Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento - prosegue il Papa - per l'importante iniziativa e auspico che da una parte favorisca l'integrazione di queste persone con un doveroso rispetto delle leggi dei Paesi che accolgono, dall'altra susciti nella società un rinnovato impegno per una autentica cultura dell'accoglienza e della solidarietà. 'La presenza di tanti fratelli e sorelle che vivono la tragedia dell'immigrazione è un'opportunità di crescita umana, di incontro e di dialogo tra le culture, in ista della promozione della pace e della fraternità tra i popoli'.

'Assicuro la mia preghiera, invocando la protezione di Dio, padre di tutti - afferma ancora il Papa - affinché si faccia compagno di strada di quanti sono costretti a lasciare la propria terra a causa di conflitti armati, di attacchi terroristici, di carestie, di regimi oppressivi.  Possano questi migranti - conclude il Pontefice - incontrare dei fratelli e delle sorelle sotto ogni cielo, che condividano con essi il pane e la speranza nel comune cammino'.

mercoledì, giugno 28, 2017

Papa Francesco, "Pensioni d'oro offesa al lavoro"

CDV - “Ci sono nel mondo ancora troppi bambini e ragazzi che lavorano e non studiano, mentre lo studio è il solo lavoro buono dei bambini e dei ragazzi”. Così Papa Francesco incontrando la Cisl prima dell’udienza generale in piazza San Pietro. “E quando non sempre e non a tutti è riconosciuto il diritto a una giusta pensione – giusta perché né troppo povera né troppo ricca: le pensioni d’oro sono un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni”.

Il Pontefice ha detto anche che “se pensiamo e diciamo il lavoro senza la persona, il lavoro finisce per diventare qualcosa di disumano, che dimenticando le persone dimentica e smarrisce sé stesso. Ma se pensiamo la persona senza lavoro, diciamo qualcosa di parziale, di incompleto, perché la persona si realizza in pienezza quando diventa lavoratore, lavoratrice; perché l’individuo diventa persona quando si apre agli altri, alla vita sociale, quando fiorisce nel lavoro”.

martedì, giugno 20, 2017

Papa Francesco: don Mazzolari e don Milani preti scomodi e non clericali

CDV – “Oggi sono pellegrino qui a Bozzolo e poi a Barbiana, sulle orme di due parroci che hanno lasciato una traccia luminosa, per quanto ‘scomoda’, nel loro servizio al Signore e al popolo di Dio”. Lo dichiara Papa Francesco nella parrocchia di don Primo Mazzolari, a Bozzolo, nel Mantovano, prima di recarsi a Barbiana, provincia di Firenze, dove visse e insegnò don Lorenzo Milani.

“Ho detto più volte che i parroci sono la forza della Chiesa in Italia. Quando sono i volti di un clero non clericale, essi danno vita ad un vero e proprio magistero dei parroci, che fa tanto bene a tutti”. “Mi hanno consigliato di accorciare un po’ questo discorso perché è un po’ lunghetto…”, ha aggiunto il Papa, “ho cercato di farlo ma non sono riuscito. Tante cose venivano… ma voi avete pazienza, non vorrei lasciare da dire tutto quello che vorrei dire su don Primo Mazzolari”.

sabato, giugno 10, 2017

Mattarella-Bergoglio, fra ringraziamenti e auspici VIDEO

di NICOLA ZUCCARO - Non solo sorrisi ma anche ringraziamenti e auspici reciproci hanno caratterizzato la visita che nella mattinata di sabato 10 giugno Papa Francesco ha ricambiato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella presso il Palazzo del Quirinale. Al ringraziamento rivolto dal Capo dello Stato alla Chiesa quale punto di riferimento morale per l'Italia, Bergoglio ha contraccambiato con l'apprezzamento espresso alla stessa per i quotidiani sforzi profusi a favore dell'emergenza migratoria.

Ma dalla contingente attualità, si è passati alle future quanto preoccupanti prospettive di crescita del Paese, con il richiamo ai grandi temi quali il lavoro, i giovani e le difficoltà legate alla costruzione di un progetto di vita. Questioni sulle quali, in particolare, Bergoglio ugualmente guarda con speranza all'Italia. Un auspicio supportato dall'omaggio canoro che alcune scolaresche delle zone terremotate del Centro Italia hanno rivolto al Papa e al Presidente della Repubblica, alla fine dell'incontro, nei Giardini del Quirinale.

venerdì, giugno 09, 2017

Bari, la festività di San Giovanni e le altre feste alla masseria 'Sciuscio' di Sammichele

di VITTORIO POLITO - Il prossimo 24 giugno, alle ore 20, presso la Masseria Agriturismo “Sciuscio” di Sammichele di Bari, il prof. Pietro Sisto, docente di letteratura italiana nell’Università di Bari, illustrerà significato e ruolo ricoperto dalle feste nella società tradizionale e in quella odierna, esaminate non solo come beni culturali da conoscere e tutelare, ma anche come testimonianze della transizione dal mondo pagano a quello cristiano e cattolico. In particolare la festa di San Giovanni che è la notte più bella e lunga dell’anno, dove il profano di una celebrazione antica, si fonde con l’intensa religiosità di una tradizione millenaria.

Il prof. Rizzi, docente di lettere, illustrerà i piatti tradizionali della cucina pugliese che per questa ricorrenza diventano un tripudio di colori e sapori.

A seguire una cena che rispecchierà la cucina delle feste e soprattutto il connubio tra devozione e festa di strada: in cui all’aperto si potrà respirare la notte, le stelle, l’aria dell’estate e gustare piatti semplici, preparati con prodotti tipici della terra ricchi di sapori e profumi.

È “regola” che in ogni angolo d’Italia si organizzano nel corso dell’anno feste e sagre di ogni genere: manifestazioni che danno, sotto certi aspetti, una identità al nostro Paese e alle nostre comunità. Al di fuori delle festività di carattere liturgico, sono molteplici soprattutto le feste fuori del precetto e mi riferisco a quelle relative al Santo Patrono, alla Madonna, ai riti della Settimana Santa.

Dette festività sono tra le principali occasioni in cui la devozione popolare non è da considerare “altra” devozione, ma una integrazione necessaria e irrinunciabile alla liturgia, come si legge in alcuni documenti del Concilio Vaticano II (SC 12-13). Ciò anche in considerazione del linguaggio dotto della liturgia ufficiale e del simbolismo non sempre comprensibili dalla mentalità popolare. Tradizione ed innovazione caratterizzano anche la letteratura popolare devozionale, che meglio resiste all’usura del tempo, adattandosi abbastanza bene anche alla evoluzione dei riti.

Le regioni dell’Italia centrale sembrano primeggiare per numero e risonanza nel panorama delle feste, ma anche la Puglia non scherza, probabilmente perché un tempo molto popolate di liberi Comuni, di signorie, di corporazioni municipali e di corti principesche. Anche la produzione artistica (affreschi, dipinti, statue, edicole religiose), ha dato man forte alle tematiche religiose, anche in relazione a un’arte “maggiore” rappresentata dai luoghi di culto.

Infotel e prenotazioni: 338.7279070

martedì, maggio 30, 2017

CHIESA. I miracoli di 'Sister' Annunziata da Montesardo

di FRANCESCO GRECO. TORONTO (CANADA) - I parenti telefonavano dall'Italia per sapere della sua vita quotidiana, le fatiche, i sacrifici. Lei rispondeva dalla cucina dove preparava da mangiare per i bambini poveri ospitati dalle “Figlie di Santa Maria di Leuca”, a Toronto, in Canada. L'acqua del rubinetto smetteva di scorrere per tutta la durata della telefonata.

“Il Signore può tutto!”, diceva alle consorelle incredule. Che non si spiegavano nemmeno come mai quando “Sister” Annunziata andava al mercato a fare la spesa, i commercianti donavano la frutta agli orfanelli e alla domanda: “Quanto devo?”, inevitabilmente rispondevano: “Nulla, Sister, basta una preghiera...”. Alle altre suore invece la frutta se la pagavano.
 
Maria Melcarne, pugliese di Montesardo (Lecce), ebbe la vocazione giovanissima. Il padre Michele era contrario: in casa le bocche da sfamare erano 8 e c'era bisogno, per lui e la moglie Maria Addolorata Greco, di aiuto nel lavoro nei campi: il tabacco, l'uliveto, il grano. Lei non si scoraggiò e quando nel 1947 compì 21 anni (era nata nel 1926, era la penulttima), seguì la vocazione: si recò a Miggiano dove nel 1938 era nato il primo convento delle “Figlie di Santa Maria di Leuca”,  ordine fondato da Suor Elisa Martinez (Galatina 1905 – Roma 1991, è in corso la causa di beatificazione, postulatore Monsignor Sabino Lattanzio da Barletta) per aiutare ragazze-madri e bambini rimasti orfani.
 
Oggi l'Ordine è presente in 8 paesi con 55 comunità, che impegnano circa 600 religiose: Canada, Portogallo, Spagna, Filippine, USA, Svizzera, Francia, India, oltre che Italia.
 
“Sister” Annunziata (il nome che scelse da suora) è stata presente per oltre 50 anni in Canada. Ogni 6 anni tornava in Italia per rivedere i parenti, ospitata dalla sorella Paolina, di due anni più piccola (1928), una vita come impiegata nei Monopoli di Stato. Il nipote prediletto, Salvatore, che ha sposato Fernanda (figlia di Paolina e Antonio Camisa) la portava in giro in auto per il paese natio e i dintorni dove aveva vissuto l'infanzia e la prima giovinezza. I soggiorni duravano un mese. Cosa ricordano? Suor Annunziata era frugale, come tutta la sua vita. Era ghiotta di fichidindia, una volta li pulì da sola.
 
Negli ultimi anni la salute non era più quella di una volta nonostante la tempra contadina. Soffriva di disturbi al cuore, aveva subìto un intervento chirurgico. Nell'ottobre 2003 telefonò alla sorella, le cognate, i nipoti: “Venite a Roma che voglio vedervi tutti...”.
 
Tre giorni insieme, a ricordare il passato: consegnò loro due enormi valigie di materiale fotografico, gadget religiosi, ecc. Una per la nipote Fernanda, l'altra per il nipote Cosimo, suo fratello, sposato a Martina Franca: ”Pare che avesse un presentimento...”, dice Paolina.
 
La cognata Lorenza, moglie del fratello Giuseppe, era incerta se andare o meno: la nuora Gina aspettava Sara e i giorni stavano per scadere. Le telefonò: “Puoi venire tranquillamente, la bambina è nata...”. In effetti andò tutto bene.
 
“Sister” Annunziata è mancata il 4 febbraio 2004. I funerale (mentre parliamo con i parenti va l'audiocassetta girata dalle consorelle, che i Melcarne-Camisa-Chiffi hanno ricevuto da suor Costanza da Bari) fu imponente, alla veglia funebre vennero le consorelle e i tanti che aveva aiutato e che avevano incontrato anche una sola volta una suora umile, generosa.

La messa fu celebrata da ben dieci sacerdoti e tanti diaconi, in inglese, lingua che lei parlava benissimo. La bara era di quelle “americane”, col coperchio a due ante. “Sister” Annunziata riposa per sempre in Canada, nell'Ontario, dove ha vissuto tutta la vita, benvoluta e amata da tutti. Era la sua ultima volontà.

lunedì, maggio 29, 2017

Storia, arte e cultura su San Biagio Patrono di Cento

di VITTORIO POLITO - Di San Biagio, il cui martirio si registra intorno al 316, non si conosce molto, ma quel tanto che basta a riconoscere e qualificare il Vescovo, protettore della gola e degli otorinolaringoiatri, che è anche patrono di Cento in provincia di Ferrara.

Recentemente è stato pubblicato a cura di Stefania Colafranceschi, Tiziana Contri e Cristina Grimaldi Fava, un elegante volume su “San Biagio Patrono di Cento” (Edizioni Minerva), nel quale è presente storia, cultura e una ricca iconografia relativa all’arte e alla devozione in Italia.

Il volume, presentato da Mons. Salvatore Baviera e Stefano Borghi, descrive la tradizione agiografica orientale (Riccardo Pane), l’iconografia di San Biagio (Colafranceschi), in cui illustra con magnifiche immagini, gli attributi relativi a San Biagio per quanto riguarda il martirio, le guarigioni, le intercessioni e la devozione in Italia.

In sostanza i curatori portano a nostra conoscenza, in dettaglio, la storia e la vita del Santo, non solo nella tradizione letteraria, ma anche attraverso le raffigurazioni dei vari artisti in una vasta rassegna di opere d’arte e le loro collocazioni e reperibilità.

Riccardo Pane analizza con cura le fonti armene, per scoprirne l’origine e la diffusione e ricostruisce la storia della chiesa armena e dell’Armenia, terra perseguitata da secoli, dove San Biagio è vissuto ed è morto.

Il capitolo dedicato a San Biagio, protettore di Cento, firmato da Tiziana Contri, ripercorre la crescita e la devozione che il popolo centese ha tributato al suo Santo, attraverso testimonianze colte e popolari che si sono susseguite nel tempo.

La pubblicazione, illustratissima e di grande formato, riporta anche un appendice documentaria (Colafranceschi) ed un elenco dei Patronati di San Biagio in Italia divisi per regione e di Parrocchie intitolate al vescovo armeno.

Un testo da non perdere per gli agiografi, gli studiosi dell’arte, i devoti e per tutti coloro che sono legati al Santo, che si festeggia il 3 febbraio, desiderosi di saperne di tutto e di più.

domenica, maggio 28, 2017

Papa Francesco, "Dio converta il cuore dei terroristi"

ROMA - Il Pontefice ha pregato stamani a Regina Coeli per le vittime in Egitto: "Desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza al caro fratello papa Tawadros II e a tutta la nazione egiziana, che due giorni fa ha subito un altro atto di feroce violenza. Le vittime, tra cui anche bambini, sono fedeli che si recavano a un santuario a pregare, e sono stati uccisi dopo che si erano rifiutati di rinnegare la loro fede cristiana. Il Signore accolga nella sua pace questi coraggiosi testimoni, e converta i cuori dei terroristi", ha detto Papa Francesco.

Dopo il pensiero ai cristiani copti in Egitto, "preghiamo anche per le vittime dell'orribile attentato di lunedì scorso a Manchester, dove tante giovani vite sono state crudelmente spezzate. Sono vicino ai familiari e a quanti ne piangono la scomparsa".